Vecchie Viti 2011 Chianti Rufina docg Frescobaldi

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Vecchie Viiti 2011 (Foto Andrea Gori)

 

Ecco una bella interpretazione molto coerente del Chianti Rufina, il più alto della denominazione e proprio per questo il più amato: prevale sempre la freschezza, la frutta non è sparata in modo eccessivo, la longevità assicurata regala anche un’ottima evoluzione al bicchiere che non è mai banale.
Sarà tra un mese in commercio, ma le prime bottiglie sono state presentate la settimana scorsa dai Frescobaldi nella tenuta di Nipozzano, appena fuori Firenze, nel millenario castello di loro proprietà. Si chiama, appunto, Nipozzano Vecchie Viti questo nuovo Chianti, un riserva del 2011 nato dalla selezione di piante messe a dimora negli anni ’70: nel blend il sangiovese la fa da padrona con il 90 per cento con un saldo di malvasia nera, canaiolo, colorino. Tipiche uve toscane passate decisamente in secondo piano negli anni ’90 ma che adesso stanno tornando di moda perché si cercano vini più caratterizzati e meno piacioni. Il vigneto, circa 20 ettari, è a 300 metri di altezza ben esposto.
Vecchie Viti ha appunto queste caratteristiche: il tono del naso è segnato da una frutta ben matura ma non cotta, sostenuta dalla freschezza di note balsamiche, tostato, leggero allungo di cenere. Un naso che cambia di continuo e che promette buona complessità nei prossimi anni dopo aver affinato 24 mesi in botti grandi di rovere.
Un ritorno all’antico, ma non al vecchio, che in bocca soprattutto premia questa impostazione perché il vino entra senza attacco dolce, occupa il palato con velocità e chiude con una nota piacevolmente sapida che lo rende abbinabile e che soprattutto lascia con la voglia di ricominciare.
Insomma un Chianti Rufina che sicuramente farà parlare di se nei prossimi anni. In questo modo i Frescobaldi riescono a mantenere un ruolo di leadership proprio grazie a questo profondo legame con la terra che caratterizza buona parte dell’aristocrazia toscana e che è all’origine delle fortune vitivinicole di questa regione. Sarei per conservalo ancora qualche anno prima di iniziare a stapparlo a volontà.

Uva: sangiovese, malvasia nera, colorino canaiolo
www.frescobaldi.it