Vendemmia 2010, il primo sorso è figlio della luce

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di Stefano Buso

L’epoca della vendemmia è un momento di colori e atmosfere emozionanti. E anche di tristezza, perché priva i filari dei preziosi grappoli. Questo avviene perché ogni chicco riceve la luce del sole estivo. D’ora in avanti si realizza uno dei più grandi sortilegi della natura, l’uva…

A breve inizia l’estate, tuttavia la vendemmia non è poi così lontana. In questo momento il chicco strappa al sole i raggi di luce. In verità, il delicato processo che trasformerà il frutto in vino sta finalmente scoccando. E chissà alla fine come sarà la vendemmia e il vino. Può darsi che la risposta sia scontata, ma la curiosità galoppa nella mente umana a grande velocità. Una sorta di frenesia che corteggia non solo chi ama il vino. Un quesito affatto ovvio che nasce dalle pieghe del tempo, mentre sotto il sole i filari si perdono nel silenzio della campagna. Sembrano statici, eppure più che in ogni altro luogo sotto alle loro foglie scorre la vita. Sole e luce che in questo periodo non concedono clemenza, arrivando ad accarezzare i posti più occulti. Ad esempio, affusolati ciuffi d’erba che crescono ai piedi delle piante o nei posti più inimmaginabili. Già, è così il sole estivo, riottoso, rovente ma dannatamente necessario. In questa stagione vagare per i campi diventa una festa alla quale tutti sono invitati a patto d’aver animo sensibile.

Il chicco acerbo, infinitesimale nella sua essenza, dipende da ogni flebile raggio solare. Le prime vendemmie busseranno smaniose alle porte già in agosto e saranno feconde. Assomiglia a una competizione che dura da lustri: niente e nessuno potrà arrestarla. Una gara fatata tra il sole e la vite, scandita da ritmi bizzarri che trascendono il movimento dell’orologio, resa possibile grazie alla benevole complicità dell’uomo. Come non rievocare tutta questa magia al primo sorso di vino che arriverà?