Vendemmia 2012, parlano i vignaioli indipendenti

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Fivi, il logo del mercato previsto a Piacenza

Panoramica sulla vendemmia 2012. Direttamente dai vigneti di tutta Italia, regione per regione, le voci dei Vignaioli Indipendenti FIVI.

Il “vigneto Italia” in questi giorni di fine agosto vive il momento più importante dell’anno. La penisola presenta situazioni quanto mai diverse e, a volte, assai complesse da interpretare.


 I Vignaioli associati FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, descrivono lo stato presente dei vigneti regione per regione, in una panoramica che evidenzia come unici dati di validità generale il caldo torrido quasi dovunque, una riduzione delle quantità e l’importanza delle condizioni meteo delle prossime due settimane. Se vi saranno precipitazioni molte situazioni volgeranno al meglio, in alcune zone prospettando un’annata davvero buona.

SUD ITALIA
Già in piena vendemmia la Sicilia, con Nino Barraco di Marsala, che esprime i suoi timori per la situazione di stress idrico acuto in cui versano le viti, provate da una primavera asciutta, come da anni non accadeva, e dall’ondata di caldo delle ultime due settimane, che non ha dato tregua nemmeno nelle ore notturne. L’assenza di escursioni termiche e quindi la mancanza di rugiada hanno portato le uve, se pur sane e di discreta qualità, ad una “disidratazione” che ha obbligato ad anticipare la raccolta di una decina di giorni rispetto alle annate normali.
Situazione completamente diversa in Sardegna, dove Alessandro Dettori di Badde Nigolosu (SS) spiega come le vigne, senza pioggia da maggio, siano comunque in buono stato grazie al terreno che ha rilasciato l’elevata umidità di cui si era arricchito in inverno. Al momento attuale non è previsto un calo delle quantità.
Da Cirò Marina (KR) Francesco De Franco – ‘A vita, sottolinea le grandi differenze fra il versante tirrenico e quello ionico della Calabria, il secondo molto più secco, con i vigneti di collina esposti a Sud in stress idrico. Per il gaglioppo l’unico timore è che le uve, col perdurare delle alte temperature, si possano “asciugare” troppo. Si prevede un anticipo della vendemmia di circa venti giorni rispetto all’anno medio, quindi un inizio verso il 15 settembre con le viti più giovani.
Anche in Basilicata e Campania si fanno i conti con i problemi creati dalla mancanza di precipitazioni negli ultimi tre mesi. L’Aglianico del Vulture mostra grappoli di piccole dimensioni e di conseguenza vi sarà un calo delle rese, con vendemmia anticipata come apprendiamo dall’Az. Agr. Musto Carmelitano di Maschito (PZ). Per il Fiano di Avellino i titolari di Pietracupa ci illustrano una situazione che ricalca quella degli ultimi anni, con un rallentamento nella maturazione che probabilmente tornerà nella norma non appena, come accade solitamente, verso fine mese dovesse arrivare la pioggia.
In Puglia Lisa Gilbee, dell’Az Agr. Morella di Manduria (TA), si dimostra moderatamente soddisfatta per una situazione che vede le viti di Primitivo e di Negroamaro, vere “macchine da caldo”, in buone condizioni, anche grazie alla riserva idrica conservatasi nel terreno. La vendemmia del Primitivo, iniziata verso la metà di agosto, in anticipo di una decina di giorni sul consueto, procede regolarmente con una riduzione delle quantità intorno al 20/30%, fatto dovuto alla “scelta” delle viti di non portare ad invaiatura tutti i grappoli, laddove il carico fosse eccessivo per le possibilità della pianta.

ITALIA CENTRALE
L’Italia centrale presenta contesti davvero differenti, con il Lazio che ha visto, come ci spiegano i titolari de La Visciola, nel Frosinate grandinate all’inizio di agosto, per fortuna con danni contenuti, e con la siccità che al momento crea problemi solo alle vigne più giovani. Si procederà verso una raccolta anticipata in linea con quanto accaduto nel 2011.
Per Abruzzo e Umbria rispettivamente Sofia Pepe – Emidio Pepe (Torano Nuovo) e Massimiliano Caburazzi – Antonelli San Marco (Montefalco) evidenziano la sofferenza delle vigne, soprattutto per l’ondata di caldo dell’ultima settimana ma, nel primo caso una provvidenziale pioggia caduta a luglio ha regalato uve molto belle, nel secondo caso i terreni argillosi stanno cedendo la pochissima umidità residua evitando così il blocco della maturazione. La vendemmia in entrambe le regioni sarà anticipata di sette, dieci giorni, e le quantità ridotte di un 20/30 %.
I Vignaioli di Marche e Toscana vivono momenti affatto facili in questi giorni, anche se molte sono le variabili che insistono da zona a zona.
Alessandro Bonci – La Marca di San Michele di Cupramontana nell’anconetano, conferma che le viti di verdicchio sono in stress idrico e che l’uva si è praticamente “asciugata” a causa del caldo torrido di queste ultime settimane. La vendemmia sarà anticipata di molto rispetto al consueto con inizio già a fine agosto se il cielo non concederà acqua nei prossimi giorni.
Dalla voce di Paolo Beretta, titolare dell’Az. Fiorano in provincia di Ascoli Piceno, apprendiamo invece che la situazione nella parte meridionale della regione è migliore, la siccità certo si sente ma un paio di provvidenziali piogge al momento giusto e una gestione accorta della parte fogliare hanno contenuto i danni e consentono di essere ottimisti, in particolare sull’annata del Pecorino, che ci si accinge a raccogliere già questo fine settimana.
Passando in terra toscana, Luca Orsini de Le Cinciole, Panzano in Chianti (FI), esprime una moderata preoccupazione per una situazione che vede le viti in stress idrico e con fotosintesi ridotta, quindi un rallentamento nella maturazione. Il Sangiovese è varietà tardiva ma quest’anno la raccolta avverrà dopo il consueto, ovvero a fine settembre.
Preoccupato si dichiara anche Luca Martini della Fattoria San Giusto a Rentennano, Gaiole in Chianti (SI). Il momento è davvero difficile. I terreni composti per lo più di sabbia e ciottoli non hanno trattenuto umidità sufficiente a compensare la siccità ostinata di questi mesi e, se non vi saranno precipitazioni sostanziose nei prossimi quindici giorni, la maturazione dell’uva si arresterà completamente.
Per l’Emilia Romagna Gian Paolo Isabella di Podere Il Saliceto, nel modenese, parla delle diverse situazioni fra collina e pianura, dove chi è riuscito a portare qualche goccio d’acqua con irrigazioni di soccorso al momento dell’invaiatura ha potuto alleviare minimamente la sofferenza delle piante. La raccolta è già in corso per le uve bianche. In generale si prevede un calo nelle quantità, che in alcune zone potrebbe toccare il 50%.

NORD ITALIA
Risalendo la penisola da Ovest ad Est scopriamo, grazie ad Andrea Khilgren titolare di Santa Caterina, che in Liguria, zona Sarzana (SP), si registrano stress idrico e rallentamento nella maturazione dell’uva, fenomeni che però non portano ad un anticipo significativo dell’epoca della vendemmia, prevista per fine agosto.
Passando in Piemonte, nel cuneese per il Moscato, Paolo Saracco di Castiglione Tinella, evidenzia con rammarico come fino ad una settimana fa l’annata prometteva molto bene mentre ora, a causa dell’ultimo colpo di calore che ha mantenuto elevate anche le temperature notturne, le uve sono già in piena maturazione e la raccolta si è dovuta anticipare a questi giorni. Evento davvero anomalo.
Completa il quadro piemontese il parere di Sergio Germano, Serralunga d’Alba, che ricorda come l’Alta Langa abbia goduto per tutto il mese di luglio di benéfici temporali in quasi tutti i fine settimana, che hanno concesso respiro alle piante. Le uve sono sane e i Nebbioli da Barolo, oggetto di diradamento in questi giorni, presentano acini dalla bella turgidità. La vendemmia sarà anticipata rispetto alle annate medie ma inizierà probabilmente qualche giorno dopo rispetto allo scorso anno, data la maturazione leggermente in ritardo.
La viticoltura lombarda sta già affrontando i primi bilanci dopo la vendemmia delle basi spumante, iniziata alla metà di agosto e giunta alle fasi conclusive. Giulia Cavalleri di Erbusco (BS) ci parla della nota dolente di quest’annata in Franciacorta, ovvero la riduzione delle quantità, in alcune zone fino al 40%, dovuta anche ad attacchi di oidio nei mesi precedenti. Una vendemmia difficile quindi con vigneti che sono riusciti a reggere bene la siccità se composti da viti datate, mentre le giovani e non perfettamente equilibrate hanno sofferto.
Spostandosi in Veneto, ad Ovest, la zona classica della Valpolicella guarda con fiducia ad un’annata che per i rossi promette bene, come ci dice Alessandro Castellani – Ca’ La Bionda. Le precipitazioni sono state   adeguate (anche se purtroppo con episodi di grandine), le viti non soffrono e la maturazione al momento è buona. Sono certi sia il calo delle quantità che il contenuto zuccherino altissimo, con preoccupazione di conseguenza per l’eccesso di alcool.
Ad Est invece Andrea Miotto, zona Prosecco Superiore, sottolinea la difficoltà di gestire i vigneti di collina data l’impossibilità di irrigare per la mancanza d’acqua. Le viti, pur abituate allo stress idrico, saranno in seria difficoltà se non interverranno precipitazioni a breve. La raccolta si prevede fra il 5 e il 10 settembre, quindi in anticipo di una decina di giorni rispetto al 2011.
Il Friuli denuncia un’annata davvero difficile, più del 2003, come spiega Kristian Keber di Cormons (GO). Le viti sono in forte stress, su quelle giovani l’uva si è già seccata, in generale la maturazione si è fermata. Di conseguenza si preannuncia un calo delle quantità che potrà arrivare al 50%. Se dovessero cadere in questi giorni le piogge annunciate, le piante si riprenderebbero e le prospettive sarebbero migliori.
All’estremo Nord della penisola, Ignaz Niedrist dell’omonima cantina a Cornaiano e Mario Pojer della Pojer e Sandri di Faedo (TN) dipingono il quadro del Trentino Alto Adige. In Alto Adige la vendemmia si preannuncia nella norma, con inizio nella seconda settimana di settembre. La produzione dovrebbe subire un leggero calo, in parte dovuto a fenomeni di colatura. Da sottolineare invece gli attacchi aggressivi di peronospora giunti fino alla zona del Lago di Caldaro, che hanno avuto però il Trentino come principale obiettivo. Mario Pojer ricorda come già da maggio si sono dovute attivare le difese, e come poi le frequenti precipitazioni di giugno e luglio abbiano favorito le malattie. Il calo delle quantità è sicuro, un 20% circa, a causa della povertà di acini per grappolo (- 20%) e anche di fenomeni violenti di grandine che in alcune zone sono stati distruttivi. La vendemmia delle basi spumante è già iniziata, in anticipo di una decina di giorni rispetto alla norma.
Concludiamo questo giro dei vigneti italiani con la Val d’Aosta, dove invece i Vignaioli, come ci dice Vincent Grosjean – Presidente dell’Associazione Viticulteur Encaveur, sono sereni per la presenza di uve molto belle e sane. Le molte piogge cadute da maggio a luglio hanno permesso una maturazione ottimale, e la produzione si aggirerà intorno ai 70/80 quintali per ettaro. La raccolta delle varietà precoci come il Pinot grigio inizierà fra una settimana, con grande anticipo, oltre un mese, rispetto alle annate medie, e di una settimana sul 2011.

I Vignaioli associati saranno presenti al MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI, l’entusiasmante esperienza di aggregazione, dialogo e scambio fra Vignaioli e migliaia di visitatori, che la FIVI ha deciso di riproporre anche nel 2012, offrendo ancora la possibilità a chi lo desidera di acquistare direttamente i vini più graditi.
Anche quest’anno il Mercato si svolgerà nel primo weekend di dicembre, SABATO 1 E DOMENICA 2, a Piacenza Expo, il polo fieristico accanto al casello autostradale Piacenza Sud, facilmente raggiungibile in un’ora da Milano, Brescia, Bergamo, Verona, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Alessandria, Voghera.

Laura Sbalchiero
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