Vigneto Castelvenere di Pasquale Carlo è il libro da leggere questa estate dopo essere stati alla presentazione di venerdì 23 giugno

21/6/2017 1.1 MILA
Gioventù vennerese tra le vigne - Metà anni '40
Gioventù vennerese tra le vigne – Metà anni ’40

Sarà presentato venerdì 23 giugno (alle ore 19.00) il libro “Vigneto Castelvenere – vite, vini e vini” (386 pagine) di Pasquale Carlo. L’appuntamento è fissato a Castelvenere, nella cornice del teatro comunale all’aperto del centro storico.

Il libro raccoglie 49 racconti che ripercorrono le vicende di pioneristici agricoltori che, tra immani fatiche e grandi soddisfazioni, diedero il via allo sviluppo economico e sociale di Castelvenere, paese profondamente legato alla coltura della vite. Attraverso il «Vigneto Castelvenere» si traccia la nascita della viticoltura moderna nel Sannio, innescatasi a partire dall’immediato periodo post-unitario. Una grande rivoluzione stimolata anche da fattori esterni: per la prima volta vengono mappati l’arrivo e la diffusione in terra sannita dei tre flagelli che misero seriamente a rischio la vite nell’intero continente europeo – l’oidio, la peronospora e la fillossera – e la cui lotta generò una profonda trasformazione, dando vita ad un’agricoltura specializzata.

La prima parte del libro è dedicata alle importanti azioni messe in campo dai Comizi agrari sanniti nella seconda metà dell’Ottocento, che preparano al rivoluzionario lavoro compiuto da valenti agronomi che giunsero alla guida della Cattedra ambulante per l’agricoltura di Benevento, l’istituzione attivata nel 1904 e che, fino al 1935, rappresentò l’epicentro dell’onda innovativa che attraversò il «vigneto Sannio».

Il programma della presentazione
Il programma della presentazione

Una ricostruzione che, partendo dalle prime partecipazioni sannite alle fiere internazionali, focalizza l’attenzione sulla prima mostra dei vini, degli olii e dei formaggi del comprensorio titernino, organizzata a Cerreto Sannita nel 1887, e sulla prima esposizione enologica – olearia provinciale che si tenne a Benevento nella primavera del 1911. Fino a ricostruire le presenze alle più importanti mostre-concorso organizzate in Italia e all’estero: dalla Mostra del Levante di Bari alla prime Esposizione dei vini tipici di Siena del 1933, evento che diede il via alle attività dell’Enoteca Italiana.

Scorrono in passerella anche dettagliate storie che fotografano la rivoluzione delle tecniche di lavorazione in cantina, con importanti documentazioni sulle prime produzioni di vini di qualità a le pioneristiche pratiche di spumantizzazione che videro impegnati, all’alba del Novecento, abili produttori sanniti.

Dimostrazione solforatura fine Anni '40
Dimostrazione solforatura fine Anni ’40

L’ultima parte dell’opera descrive l’evoluzione dei vitigni coltivati in territorio castelvenerese e sannita. Per la prima volta vengono disegnati i percorsi dei diversi vitigni storici, illustrate le rotte compiute in terra sannita dai più blasonati vitigni nazionali, raccontando anche delle sperimentali coltivazioni di varietà internazionali attuate sul finire del XIX secolo. Uno dei racconti è interamente dedicato alla storia del “barbera del Sannio”: attraverso una meticolosa ricerca si traccia, in modo esaustivo, il percorso compiuto tra le campagne sannite dall’omonimo vitigno di origini piemontese, fino a risalire al momento preciso in cui prende corpo la confusione che vede due vitigni, distinti e diversi, accomunati dallo stesso nome.

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