Zidarich: il vino che nasce nella pietra del Carso

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Zidarich, casa e cantina
Zidarich, casa e cantina

di Andrea De Palma

Se andate su carso seguite la “Frasca” che vi condurrà direttamente “all’Osmiza”. Ragazzi che grande inventiva; una tradizione centenaria che diventa un valido strumento di marketing per il territorio, attira turisti e produce reddito per il produttore: ora vi spiego tutto.

Torniamo indietro al 700 quando la regina Maria Teresa D’Austria permetteva ai contadini di aprire le loro case e vendere i loro prodotti senza pagare tasse per otto giorni.

Zidarich, segui la Frasca
Zidarich, segui la frasca

Oggi non è più così, ma la tradizione rimane di aprire le priorie case, e a turno offrono vino e cibo ai turisti per tutto l’anno, basta guardare in alto ai portoni d’ingresso delle aziende e guardare se c’è una frasca appesa, quello è il segnale, e il periodo si è allungato a 15 giorni: si beve e si mangia a prezzi accessibilissimi.

Beniamino Zidarich
Beniamino Zidarich

Io sono fortunato ho una spia affidabile, la mia amica Liliana, ma per voi non ci sono problemi, il paesino è piccolissimo e la gente è sempre cordiale e disponibile a dare informazioni. Ma basta anche fare una ricerca su internet per trovare date e aziende aperte.

Da sinistra: la mamma di Beniamino, Beniamino con Liliana e la moglie in cantina
Da sinistra: la mamma di Beniamino, Beniamino con Liliana e la moglie in cantina

 

Zidarich, terrazzo con vista
Zidarich, terrazzo con vista

Erano anni che desideravo conoscere Beniamino Zidarich e la sua cantina datata 2002 con nove ettari di vigna dove la Vitovsca fa da padrona, posizione invidiabile con terrazzo con vista sul golfo di Trieste, dove si possono gustare, pochi ma ben fatti, piatti del territorio con bicchierate di vino del Carso.

Golfo di Trieste
Golfo di Trieste

Arriviamo di prima mattina e subito la moglie di Beniamino, Nevemka Racmac ci accoglie con cortesia contadina, calda e famigliare, iniziando a farci visitare la cantina -che vale tutto il viaggio, in attesa dell’arrivo del marito. Tutta scavata nella roccia viva, in un labirinto di corridoi che vi lascerà basiti.

E poi le meravigliose vasche di marmo genialità e voglia di ricerca di Beniamino, dove nasce il Kamen, sembra un posto mistico e intriso di mistero, ma mi dicono che da queste parti sono tutte così.

La Vitovska
La Vitovska

Ecco che arriva Beniamino, cordiale e disponibile, inizia ad aprire bottiglie e parla dei suoi vini; dalla sue parole emerge la grande passione per il territorio e per il rispetto delle tradizioni.

I vini di Zidarich
I vini di Zidarich

 

Zidarich, cantina
Zidarich, cantina

 

Zidarich, corridoi cantina
Zidarich, corridoi cantina

Il Kamen 2013 è una Vitovska con macerazione e fermentazione durano 18 giorni con lieviti autoctoni e maturazione in botte grande per 12 mesi. Il risultato è un vino dal colore giallo paglierino pulito, dai riflessi ambrati; dai profumi emergono note di frutta bianca come la pesca, sottobosco, erbe officinali e maggiorana; al palato è un susseguirsi di note minerali e agrumate rinfrescanti, avvolte dal piacevole pizzicore di zenzero, il corpo è ampio con ottima acidità tagliente e sapidità capace di spazzolare piatti a base di carni e semplicemente come aperitivo a pesci affumicati o in carpaccio. Il finale stupisce per la piacevolezza e la chiusura vegetale con erbe mediterranee.

Vitovska classica
Vitovska classica

Mentre la sua storica Vitovska resta sempre un gran vino, macerata e fermentata in tini aperti di legno, sempre con lieviti autoctoni e maturazione in botte per 24 mesi.

Zidarich, maceratore
Zidarich, maceratore

Abbiamo degustato la 2012: le note di degustazione vanno verso toni più intensi, sia nel colore che nei profumi e al palato, dove la morbidezza prende il sopravvento è seguita da una sapidità e acidità che sconvolgono il palato e lo coinvolgono in un gioco di piacere infinito: sicuramente si presta maggiormente all’invecchiamento.

Entrambi i vini, anche se bianchi hanno bisogno di qualche anno per essere apprezzati al meglio, ma se avete fretta, è comunque una gran bella bevuta.

Pensavo di aver terminato ma Benimino mi apre una bottiglia di Prulke 2012, anche qui, macerazione e fermentazione in tini di legno con successiva maturazione in botte per 24mesi, lieviti autoctoni; che vi devo dire, estasi totale…

Il Prulke di Zidarich
Il Prulke di Zidarich

Ottenuta dal classico uvaggio del Carso, con Vitovska, Malvasia e Sauvignon. Al naso emergevano nuance di sambuco, erbe fresche, mandorla con una persistenza infinita; al gusto sfoggiava un corpo elegante e ampio, quasi masticabile, con tanta mineralità e sapidità ben equilibrata da frutta bianca che lo rendeva fresco, con finale succulento.

Il Kamen di Zidarich
Il Kamen di Zidarich

In azienda si producono anche Malvasia e Terrano; il primo è un concentrato di profumi di frutta bianca e fiori, con gusto dalla sapidità e succulenza infinita, mentre il secondo, sempre autoctono, produce vini dalla tonalità intensa, profumi fra il floreale, bacche e spezia nera, notevole è il corredo di acidità e tannini ben avvolti da tannini freschi e piacevoli.

E poi, nelle aziende a conduzione famigliari vere non manca mai la mamma, che ti ferma ti saluta, ti chiede se stai bene e tanto altro, e tu non vorresti andare più via…

Guardate dalle foto che spettacolo di azienda. Grande esperienza da rifare

 

Zidarich

Loc. Prepotto

34011 Duino Aurisina

Trieste

Tel: 040201223

info@zidarich.it

www.zidarich.it

Un commento

  • Giulio Cantatore

    (19 settembre 2015 - 12:43)

    Conosco da diversi anni i vini di Beniamino Zidarich, li amo tutti ma in particolare il mio preferito è il Prulke e sono d’accordo che comunque sono da bere come minimo dopo 5-6 anni dalla vendemmia .
    Vorrei dare un consiglio a chi va a visitare la cantina di Beniamino, di ritagliarsi del tempo per recarsi sempre in zona a visitare un altro Zidarich questa volta si tratta di Dario, che fa dei formaggi strepitosi tutti molto buoni difficili da reperire , segnalo fra tutti lo Jamar un formaggio affinato in grotte carsiche ad 80 metri di profondità dove Dario praticamente deve imbracarsi ogni volta come fanno gli speleologi per raggiungere a tale profondità questo splendido formaggio.

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