I vini dell’azienda Pietratorcia di Ischia

17/3/2017 2 MILA
Vini dell'azienda Pietratorcia
Vini dell’azienda Pietratorcia

di Enrico Malgi

Fin dall’antichità nell’isola d’Ischia sono passate diverse etnie provenienti da Sud o da Sud-Est. Sicuramente la più importante è stata quella degli Eubei, proveniente dalla Grecia, arrivata ad Ischia nell’VIII secolo a.C. e che fondò la colonia di Pithecusa. Le popolazioni elleniche, che navigavano nel Mediterraneo alla ricerca di un sicuro approdo, erano dedite all’agricoltura per la loro sussistenza, avendo usanza di piantare anche le viti. E così è stato con gli Eubei ad Ischia, tanto è vero che nel 1953 nelle necropoli di San Montano di Lacco Ameno fu rinvenuta la “Coppa di Nestore”, risalente al 725 a.C. (periodo corrispondente proprio alla colonizzazione eubea), su cui era riportata la frase “Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona”. Questo proprio a testimonianza che il territorio dell’isola verde è stato tra i primi in Italia ad essere oggetto di una primitiva ed arcaica viticoltura.

E questa vocazione vitivinicola ischitana è giunta fino ai giorni nostri, perché nell’isola operano alcune aziende importanti, come quella delle Cantine di Pietratorcia di Forio, gestite dalle famiglie Iacono, Regine e Verde. Neanche dieci gli ettari vitati posizionati in un territorio estremo, molteplici le varietà allevate quasi tutte autoctone e produzione molto variegata. La cantina, risalente al XVIII secolo, è stata scavata sotto la roccia di tufo verde al cui interno, insieme a fusti di acciaio e barriques di rovere, si trova la “Pietra Torcia”, un enorme e pesante masso tufaceo caratterizzato da tre fori, uno alla sommità e due laterali, utilizzato nei secoli scorsi per spremere le uve.

Controetichette Vini dell'azienda Pietratorica
Controetichette Vini dell’azienda Pietratorica

In questi giorni ho avuto l’occasione di assaggiare sei etichette aziendali.

Ischia Bianco Superiore Doc 2015
Si tratta di un blend locale composto da biancolella e forastera al 90% e saldo di uva rillo e san leonardo. Acciaio e vetro per la maturazione del vino. La gradazione alcolica è di appena undici e mezzo.

Nel bicchiere s’intravede un colore giallo già quasi carico. All’olfatto il vino esprime lineari connotazioni odorose di agrumi e di altra frutta matura locale, intrecciate a suadenze vegetali, saline, minerali e sulfuree. In bocca entra un sorso fresco, equilibrato e piacevole. Finale leggermente amarognolo.

Forastera Ischia Doc 2015
Anche qui acciaio e boccia. Tasso alcolico di dodici gradi.

Colore giallo paglierino tenue, sfumato di verde. Bouquet espressivo, ricco di aromi di frutta a polpa bianca, di fiori ed arbusti mediterranei, di essenze marine e di sentori iodati. Attacco in bocca delizioso, asciutto, morbido e delicato. Vino nel complesso armonico ed abbastanza strutturato per essere un bianco. Retrogusto appagante.

Tenuta Chignole Ischia Bianco Superiore Doc 2015
Blend di biancolella e forastera, insieme ad una piccola percentuale di fiano. Maturazione in acciaio e poi in botti grandi di rovere per quattro mesi, prima dell’imbottigliamento. Basso il tenore alcolico di appena dodici gradi.

Spiccato il colore giallo paglierino, con lampi verdognoli. Profumi intensi accattivano le narici, esibendosi in voluttazioni di fiori gialli, seguite da creptii vinosi, sussurri agrumati, soffi salati, percezioni cenerine e tocchi speziati ed idrocarburici. Palato ospitale, che accoglie un sorso fresco, elegante, soave, delicato e cristallino. Sviluppo succoso, scattante ed aggraziato. Chiusura ammandorlata, quasi amarognola.

Scheria Rosso Vino da tavola 2012
Mix inedito e singolare di aglianico al 40%, syrah al 30% e guarnaccia e piedirosso in parti uguali a saldo. Fermentazione e maturazione in acciaio e poi elevazione in botti di rovere e barriques per un anno e poco più ed infine vetro. Tasso alcolico di quattordici gradi.

Pregevole e lucente il colore rosso rubino. Profilo aromatico molto interessante per i profumi del sottobosco,  fiori appassiti e proposizioni speziate e tostate. Sulla lingua arriva un sorso caldo, tonico, acido, schietto e bene articolato. Buona la struttura e la corposità. Presenza di finezza tannica ben modulata. Allungo finale appagante e persistente.

Tenuta Janno Piro Ischia Rosso Doc 2014
Composizione di piedirosso e di guarnaccia in parti uguali e briciole di aglianico. Affinamento in acciaio e parte in botti di rovere e poi il vino viene imbottigliato. Gradazione alcolica di tredici e mezzo.

Rosso rubino carico, con effetti purpurei. Profumi di frutti rossi piccoli e grandi, per credenziali di marina sapidità e per corroboranti umori di macchia mediterranea. Impatto sul palato morbidamente carezzevole, laddove i tannini sembrano giocare a nascondino. Sostenuta l’ottima acidità che alita freschezza a tutto il cavo orale. Equilibrato l’appeal palatale. Appagante il finale.

Meditandum Vino da Tavola Bianco
Fifty-fifty di viognier e di malvasia di candia aromatica. Le uve vengono fatte appassire direttamente sulla pianta. Dopo la fermentazione, il vino è travasato in piccole botti di rovere e poi imbottigliato a distanza di un anno dalla raccolta delle uve. Alcolicità di quindici gradi.

Dorato il colore che si scorge nel bicchiere. Profumi intensi salgono al naso per fare aspirare tutto l’aroma di frutta secca e candita, il tocco odoroso di miele selvatico, la fragranza agrumata e gli aliti speziati. In bocca il sorso plana placido e suadente, con estrema eleganza. Dolce, ma non stucchevole e connotato da un’elevata e giusta dose di acidità. Retrogusto edonistico. Prosit!

Scheria Rosso 21,00 euro

Tenuta di Janno Piro 13,00 euro

Tenuta di Chignole 11,50 euro

Forastera 8,50 euro

Ischia bianco 7,50 euro

Meditandum bottiglia da 500 ml 21,00 euro

Sede a Forio d’Ischia (Na) – Via Provinciale Panza, 311
Tel e fax 081 908206 – info@pietratorcia.itwww.pietratorcia.it
Enologo: Gino Iacono
Ettari vitati: circa 10 – Bottiglie prodotte: 150.000
Vitigni: biancolella, forastera, greco, fiano, uva rilla, san leonardo, viognier, malvasia di candia, aglianico, piedirosso, guarnaccia e syrah.

 

Un commento

    Enodron

    (17 marzo 2017 - 18:20)

    Sono molto curioso di assaggiare lo Scheria Rosso! Sicuramente quando passerò nella zona ne approfitterò ;)

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