Abbinare i vini di Tenuta Cavalier Pepe con i piatti dell’Irpinia è una realtà consolidata in compagnia di Milena Pepe


vini di Tenuta Cavalier Pepe con i piatti dell’Irpinia – il ristorante la veduta

di Luca Matarazzo

Le “quote rosa” non esistono più, fanno ormai parte del retaggio misogino del recente passato. Non tanto perché il problema delle disparità sociali sia stato definitivamente risolto, quanto piuttosto perché parlarne ancora in tali termini significa sminuire sottopesando il ruolo difficile di una donna, calata nel ruolo odierno di moglie, madre, governante della casa, lavoratrice e anche imprenditrice.

il panorama

Quanti impegni quotidiani devono sostenere oggigiorno le rappresentanti del “gentil sesso”, sempre per usare un termine obsoleto e fastidioso, rispetto agli uomini? Ci si stupisce, pertanto, che ancora esista uno stupore quando si incontrano persone come Milena Pepe, che riescono a includere tutte le precedenti categorie senza perdere mai l’entusiasmo, la voglia di fare e soprattutto di ambire.

milena pepe

I vini di Tenuta Cavalier Pepe hanno l’impronta di Milena da anni; lo si legge nell’eleganza quasi francese – visti i suoi trascorsi enologici – che si esprime in un gusto pulito, essenziale, non scarno ma neppure appesantito specie quando si parla di Taurasi.

vini di Tenuta Cavalier Pepe con i piatti dell’Irpinia – la cantina

vini di Tenuta Cavalier Pepe con i piatti dell’Irpinia – lo spumante

La sua storia è fatta di amore per la famiglia, per il marito ed i figli, ma anche per il compianto padre Angelo, Cavaliere della Repubblica Italiana, che aveva riscosso successo da illuminato emigrante ristoratore in Belgio. E poi l’impegno in Italia, nel piccolo comune di Sant’Angelo all’Esca, per dar lustro e riconoscenza alle proprie origini, quelle metaforiche radici il cui peso cresce col passare del tempo.

vini di Tenuta Cavalier Pepe con i piatti dell’Irpinia – abbinamento cibo-vino

Tenuta Cavalier Pepe ne ha percorsa di strada da quel lontano inizio oltre 20 anni fa ed i vini sono ormai una realtà consolidata, ben definita, che racconta di un territorio unico nel suo genere, con il fiume Calore a dividere i versanti vocati alla viticoltura e le uve patrimonio dell’ampelografia campana: Fiano, Greco, Falanghina e, naturalmente, Aglianico. E poi il ristorante La Veduta, aperto al pubblico in inverno da venerdì a domenica o per masterclass a prenotazione e le giornate “Atelier” come quelli sui tartufi, con piatti dedicati. In estate invece, location perfetta per feste, celebrazioni e per una sosta di gusto da autentico buen retiro immersi tra le verdi colline lontani dal caos e dalla frenesia di città. Tre gli chef per un menu interamente à la carte che varia ogni mese in base ai prodotti di stagione. Le zuppe cambiano quasi ogni settimana, gustose e contemporanee come quella di fagioli, salsicce e castagne. Marco Giovino dirige la brigata di cucina e di sala per far sentire i visitatori a casa propria. Qui non esiste la brace abusata in ogni dove, ma si cuoce ancora al forno o con lente cotture in pentola, come da tradizione. Un ritrovato senso di famiglia che esiste in molti angoli gastronomici irpini, ma che andrebbe comunicato con maggior enfasi per la genuinità e l’autenticità. In mezzo c’è il vino di Milena, che ne segue personalmente le varie fasi dalla vigna alla fermentazione e affinamento finale assieme all’inossidabile enologo Gennaro Reale. La vendemmia 2024 si annuncia strepitosa nella degustazione del rosato dai rimandi boschivi e nelle due selezioni Riserva dei bianchi: il Fiano di Avellino “Brancato” ricco di frutta polposa dall’ottimo corpo e il Greco di Tufo “Grancare”, tonico e verticale dalla tipica personalità agrumata-iodata. Perfetti per ricette invernali quali gli appetizer composti da zuppetta con pane e olio al rosmarino, salumi misti e la parmigiana di melanzane.

vini di Tenuta Cavalier Pepe con i piatti dell’Irpinia – i ravioli

Tra i primi la scelta cade su vellutata di zucca, biete e polvere di porcini, o i ravioli fatti a mano con carne, jus dell’arrosto e tartufo nero e, tra i secondi, il baccalà fritto re della tavola dell’entroterra, da accompagnare, più per commossa meditazione che vera ricerca del corretto abbinamento cibo-vino, con il Taurasi Riserva 2016 “La Loggia del Cavaliere” ancora giovanissimo declinato su nuance di ribes, agrumi e tocchi mediterranei. Tanto enoturismo non solo gastronomico a completare il quadro con visite in cantina, aperitivi d’estate sui covoni di paglia e passeggiate a piedi tra vigneti, oliveti e campi di lavanda.

vini di Tenuta Cavalier Pepe con i piatti dell’Irpinia – il baccalà

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