Aglianico del Taburno e del Sannio, dieci etichette da non perdere nel 2017

17/9/2017 2.8 MILA
il Taburno, panorama

di Pasquale Carlo

1-Aglianico del Taburno Docg riserva 2009
Il Poggio
Se si vuole tastare la vitalità dell’aglianico ecco un’etichetta che esce sul mercato dopo lunghi anni di attesa, dopo una sostanziosa sosta in legno e un prolungato affinamento in vetro. Otto anni ma che entra ora nel pieno della sua vita. Baldanzoso, fresco, ben strutturato. Chiude con lo slancio della vena acida e con marcata e interessante trama tannica.
www.ilpoggiovini.it

 

2-Aglianico del Taburno Docg 2013
Cantine Iannella
Aglianico di carattere. Tipico. Punto di riferimento per chi apprezza pienamente le caratteristiche e le irruenze di un vitigno che fa veramente poco per piacere a tutti. Calice di grande struttura, ampio, autorevole, persistente. Che convince proprio per la sua essenzialità, per il presentarsi senza fronzoli. E che convince per la sua abbinabilità.
www.cantineiannella.it

 

3) Sannio Aglianico riserva – Marraioli 2011
Antica Masseria Venditti
Sì, si può produrre un grande aglianico senza utilizzare legno. E da agricoltura biologica. Lo dimostra chiaramente Nicola Venditti. Il calice ricorda molto quello della vendemmia 2007: grande eleganza, complesso (al naso emerge tanta frutta rossa ma anche note balsamiche); interessante equilibrio in bocca, tannino marcato ma ben levigato. Appagante.
www.venditti.it

 

4-Aglianico del Taburno Docg Arces 2013
Torre dei Chiusi
Un vino che racconta del territorio e del produttore. Domenico Pulcino è di poche parole. Come questo calice, che lascia poco spazio all’immaginazione per raccontare tutto quello che hanno da dire il vitigno e il Taburno. Schietto e forte, proprio come la terra da cui nasce, proprio come il produttore che lo ha fatto crescere in cantina.
www.torredeichiusi.it

 

5-Aglianico del Taburno Docg 2013
Fontanavecchia
Dalla cantina della famiglia Rillo sempre etichette ben centrate. Prototipo di aglianico moderno, robusto e concentrato. Fedele alle caratteristiche del vitigno. Calice mai rilassato, teso e denso. Al naso emergono frutti rossi, cacao, belle tostature. In bocca l’ingresso è rotondo, subito seguito dall’esplosione della trama tannica. Piacevole e persistente.
www.fontanavecchia.info

 

6-Aglianico del Taburno Docg riserva Delius 2013
Cantina del Taburno
Quest’aglianico darà il meglio di se fra qualche anno, quando avrà avuto il tempo di elevare tutte le sue potenzialità e definitivamente smaltito quelle leggere incursioni del legno ancora avvertibili. Nel frattempo godiamo già della sua bella definizione olfattiva, con piccoli frutti neri, note affumicate e cioccolato. E godiamo della sua bocca scattante.
www.cantinadeltaburno.it

 

7- Aglianico del Taburno Docg 2013
Fattoria La Rivolta
Carico e avvolgente il colore. L’avvio dell’olfatto è dominato dalle note di prugna e marasca, che cedono poi spazio a marcate incursioni balsamiche. In bocca il vino mostra tutta la sua verticalità, la bella spinta acida, che dona freschezza alla notevole concentrazione. Bell’equilibrio e finale segnato dal ritorno della frutta e dai tannini delicati.
www.fattorialarivolta.it

 

8-Aglianico del Taburno Docg riserva Spartiviento 2011
Cantine Tora
Un aglianico moderno per forma e sostanza. Il vino si presenta nel calice dal colore rubino cupo, fitto, quasi impenetrabile. L’impianto olfattivo, non scalfito dal legno, mostra concentrazione di frutti rossi maturi e poi note di muschio, evoluzioni balsamiche. Aglianico di interessante equilibrio, fresco, dalla bella vena acida e dal bel supporto tannico.
www.cantinetora.it

 

9- Sannio Aglianico 2015
Mustilli
Ecco l’altra faccia dell’aglianico. Vivacissimo il colore nel calice, di un intenso rosso rubino con richiami di sfumature violacee. Al naso tutto si gioca sul frutto e su piacevoli speziature dolci: olfatto complesso, intenso, elegante. In bocca emerge tutto il temperamento giovanile del vino, che si mostra scalpitante. Quasi irruente, con bella polpa, di nerbo.
www.mustilli.it

10-Aglianico del Taburno Docg ‘U Barone 2012
Torre a Oriente
Nel calice il vino si presenta rosso rubino, carico. Il naso mostra tutta la sua gioventù: frutta matura con note di gesso e poi le invasioni balsamiche dolci. La bocca è caratterizzata da una trama fresca e dinamica, con tannino a tratti ancora irruento. Un aglianico che possiede tutte le carte in regola per invecchiare, per vivere lungo, per mostrare i suoi volti migliori.  
www.torreaoriente.com

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