Bischerate d’Estate 005

5/8/2017 473
Fuori dal guscio, per quanto splendido possa essere...
Fuori dal guscio, per quanto splendido possa essere…

di Marco Galetti
Bischerate d’Estate 005, il viaggio, attenzione, il presente post, rivolto ad una fascia d’età tra quindici e trenta, potrebbe contenere un’istigazione alla partenza, nemmeno tanto velata.
Se non rientrate in quel range e dovesse comunque venirvi voglia di partire, fatelo, ma siate consapevoli, c’è un’età per tutto.
Dunque, infilate poche cose indispensabili, anche se niente lo é, in un bagaglio a mano, partite leggeri, anche nello spirito e nel portafoglio,  preferibilmente con un amico agile,  decidete a grandi linee la meta e non prenotate nulla, siate porosi, lasciate a casa cerate ed ombrelli e, soprattutto, spegnete i vostri dispositivi, si, avete capito bene, cellulare spento, mente accesa.
Ci sarà tempo, con gli anni a venire di tenere il telefono sempre acceso, sperando che di notte non suoni, sperando di non dover correre in aiuto dei vostri cari, ma se l’età è quella leggera della spensieratezza, spegnete tutto, magari una volta a settimana chiamate a casa, per dire che va tutto bene e che non sapete nemmeno voi dove siete.
Cominciate con percorsi più vicini all’ovile, senza timore di smarrirvi, poi allargate il raggio d’azione, noi, da buoni milanesi, abbiamo cominciato con gite in giornata in Liguria, in Costa Azzurra e poi più giù dormendo spesso in spiaggia o in macchina, sul cemento, sul ponte di un traghetto, appoggiati ad una barca o nel giardino della villa di qualche amica compiacente probabilmente nemmeno troppo piacente.
Ci siamo addormentati sul treno perdendo coincidenze e guadagnando terreno di vita, abbiamo cucinato paste stellari in campeggio, sotto le stelle, con una pentola d’alluminio che si eravamo portati da casa mentre le formiche prendevano possesso della nostra canadese, abbiamo conosciuto svedesi che non rientravano a casa dopo una festa nei boschi, mentre i loro fidanzati italiani che ci ospitavano, sembravano sinceri lodando le menti e le gambe aperte delle loro fidanzate…abbiamo fatto Milano Vieste andata e ritorno in giornata solo per il gusto di farlo, mentre altre volte siamo partiti per un lungo viaggio, siamo stati più volte in Costa Smeralda sulle orme di signore ingioiellate di smeraldi dagli sguardi lunghi e ton sur ton con i loro anelli, poi all’estremo, in Oriente, con niente, un passaporto, una capanna sul mare, la mia maschera e i ricordi ancora qui con me, anche senza il fermo immagine digitale non indispensabile.
Cari ragazzi di oggi, superate La Spezia e non abbiate paura delle spezie e della cucina locale, prendete un treno locale e godete di ogni fermata, oltre le Cinque Terre ci sono altre terre, che definire estreme sarebbe troppo, i veri esploratori sono altri, ma almeno provateci, non andate dove vanno tutti panificando, sono luoghi fotocopia, cambia solo il clima, partite senza meta, l’altra metà della mela la troverete lungo la strada, staccate la spina incontrerete quote rosa con spina e senza, l’essenza…

Se alla reception di un hotel in un isoletta del sud est asiatico doveste incontrare una ragazza orientale di nome Susan che vi chiede di aspettarla a fine turno, non fate come me che non l’ho fatto, non tutto torna, il tempo, no di sicuro.
Gettandovi oltre l’ostacolo, che ha le sembianze della paura, seguite l’istinto, potreste ritrovarvi a Nord e, raggiunta Stoccolma, puntare verso Helsinki, giusto il tempo di assaggiare un Pyttipanna, scuotere il capo, rifiutare Capo Nord ed indirizzare la prua della vecchia Volvo Station verso Barcellona, noi l’abbiamo fatto, Helsinki-Barcellona no stop, senza navigatore, senza cellulari, senza pensarci due volte, dal freddo al caldo, come si usa fare adesso nei piatti, giochi di contrasto, smettete di connettervi con realtà virtuali, assaggiate il cibo locale, non guardatelo solo sui blog, se piccoli critici gastronomici crescono, l’Editore non se ne avrà a male, poi, all’improvviso, suonate il campanello di casa e fate gioire chi vi ha salutato prima dell’alba con la frase: ma si fate bene, un caffè e via…e mentre lei vi preparerà una montagna di tagliatelle al ragù il babbo stapperà una bottiglia sapendo che il testimone ora è ben saldo nelle vostre mani.

4 commenti

    marco contursi

    (6 agosto 2017 - 09:59)

    “Se alla reception di un hotel in un isoletta del sud est asiatico doveste incontrare una ragazza orientale di nome Susan che vi chiede di aspettarla a fine turno, non fate come me che non l’ho fatto”……Zanza si rivolterà nella tomba (…anche se non è morto).

    Enrico Malgi

    (6 agosto 2017 - 11:14)

    Dormire di notte sulla spiaggia di Ascea Marina e poi la mattina dopo affittare due ali per andare in Giappone.

    Marco Galetti

    (6 agosto 2017 - 11:44)

    Caro Marco, nell’età in cui tutto sembra senza data di scadenza, è capitato di rinunciare a qualche “cena elegante” e ogni lasciata che diventa persa, come vedi, si fa ricordare a lungo…

    Enrico Malgi

    (6 agosto 2017 - 11:53)

    Magari dormire la notte sulla spiaggia di Ascea Marina e la mattina successiva affittare due ali e spiccare il volo verso il Giappone)))))))

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *