Bordeaux 2020 En Primeur: tutti gli assaggi dall’anteprima di Grand Chais De France

19/5/2021 892
Bordeaux a Verona
Bordeaux a Verona

 

Tutti i vini Bordeaux presenti all’Anteprima di Verona

di Raffaele Mosca

Giudicare un vino da invecchiamento a distanza di pochi mesi dalla vendemmia è difficile, anzi difficilissimo. E’ come valutare il temperamento adolescenziale di un ragazzo e tentare di prevedere i traguardi che raggiungerà da adulto. Proprio per questo l’ assaggio dei vini “en primeur”, che è parte integrante del sistema Bordeaux, viene bollato dai detrattori come mera forma di arte divinatoria. In realtà, però, si tratta di uno strumento utile – per quanto non matematicamente perfetto –  che permette di individuare i “talenti” in partenza e di legare la quotazione del vino all’effettiva qualità dell’annata, evitando squilibri che, invece, sono frequenti nel mercato italiano, dove spesso i vini escono allo stesso prezzo nei buoni e nei cattivi millesimi.

 

Detto questo, gli assaggi dell’annata 2020 mettono ben in evidenza il cambiamento radicale di Bordeaux negli ultimi anni. “ Oramai – spiega Gabriele Gorelli MW – il clima della zona è lo stesso della Napa Valley agli anni 70’.” Il risultato è che i vini hanno perso parte del loro classico aplomb aristocratico e hanno guadagnato molto in immediatezza, con picchi di piacevolezza già al momento del rilascio, ma anche il rischio che alcune bottiglie comincino a battere la fiacca prima del consueto.

 

La 2020, annata dall’andamento complesso, torrida in estate e piovosa nel periodo pre-vendemmiale, ha visto trionfare il Merlot di Pomerol e Saint Emilion sui Cabernet del Medoc. Questo significa, con tutta probabilità, che sarà un millesimo un po’ difficile da promuovere sul mercato italiano, perché, per quanto perfetti da un punto vista enologico, alcuni dei vini prodotti in queste zone non incontrano il gusto degli appassionati nostrani, che di media preferiscono vini più gastronomici, meno ricchi e rotondi. Più in linea con i nostri canoni estetici sono le altre stelle dell’annata: i vini di Pessac-Leognan, enclave produttiva alla periferia della città di Bordeaux, che fondono la ricchezza del Merlot nella sua declinazione più sobria e raffinata con il piglio tannico e acido di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.

 

In ogni caso, oltre ai sopraccitati Pessac e ad eccezioni encomiabili nella riva destra come La Dominique e il raffinatissimo Chateau Gazin, si trovano, sul fronte del Medoc, diverse etichette che travalicano gli ostacoli dell’annata e presentano già in questa fase un profilo goloso con struttura possente – ma non eccessiva – e allo stesso tempo aromi più classici, più fini rispetto a quelli espressi in annate torride come la 2018 e la 2015. Peraltro tra i campioni ci sono un buon numero che dovrebbero essere un ottimo partito per chi intende fare un investimento sicuro senza svenarsi. A questo proposito, Gorelli ha rimarcato – nell’intervista pubblicata qualche giorno fa – che i vini di fascia media sono migliorati notevolmente e oggi, nella Gironda, si beve diffusamente bene. Ovviamente le quotazioni le faranno i grandi critici con i loro giudizi ed è probabile che qualche Chateau non troppo quotato faccia un balzo in alto, ma, ad occhio e croce, la 2020 dovrebbe essere un’annata ottima per chi cerca “chicche” con un buon rapporto qualità-prezzo.

 

I Bordeaux 2020:

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Pomerol
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Clos Beauregard

 

Austero, con poco frutto e una balsamicità da legno abbastanza evidente. Profuma di sandalo e vetiver, grafite, violetta. Il sorso è slanciato, meno compresso dal rovere del naso e ritmato da un tannino vispo. La spinta acida dinamizza un finale di ottima pulizia. Promettente.

 

Clos Fourtet

 

Complesso e stratificato con incenso e vaniglia, caffè, oliva in salamoia e un tocco di sottobosco. In bocca è denso, moderno, ma equilibrato. La sapidità bilancia la ricca polpa fruttata e il tannino si fa sentire. L’apporto del legno è ben dosato e il finale convince per piacevolezza e profondità. Ottimo.

 

Clos Renè

 

Scuro e poco leggibile, con un guizzo animale e poi menta, anice, viola, ribes nero acidulo. Il sorso è scorrevole, di medio corpo, leggermente compresso dalla tostatura del legno, ma comunque bilanciato e sorprendentemente salato in chiusura. Discreto.

 

Faugeres

 

Fresco e intrigante con toni di ribes rosso e visciola, rosa rossa, un tocco vegetale e un cenno di grafite. E’ semplice, ma preciso: scorre fluido tra frutto carnoso, avvolgente e spinta acido-sapida che dà nerbo. Chiude lineare e saporito, non troppo profondo, ma molto gradevole.

 

Fombrauge

 

Qui l’apporto del legno è debordante. Emergono aromi di boiserie e incenso, noce moscata, cioccolato al latte. Il sorso è marcato dall’ astringenza del tannino gallico e da note tostate e balsamiche che prendono il sopravvento sul frutto. Difficile giudicarlo in questo momento.

 

Gazin

 

Naso puro e raffinatissimo: mirtillo e cassis, legni aromatici, spezie dolci, un accenno di mina di matita. Sorso ben delineato, carico di frutto e allo stesso tempo fluido, aggraziato, con un tocco vegetale a dare freschezza e un finale lungo e slanciato. Meraviglioso!

 

La Pointe

 

Vegetale e floreale, con violetta e anice, noce di cola, un tocco di menta e di cacao. Molto grasso in bocca, con un tannino serico, rimandi cioccolatosi e di vaniglia e un finale tutto giocato sul frutto maturo (prugna, confettura di mirtilli). Decisamente opulento.

 

Mazeyres

 

Fresco e pulito: iris e foglia di tè, bacche nere, qualche cenno di spezia. Palato spigoloso, vegetale, appena ammandorlato, con un frutto scuro, non troppo dolce, e una gestione del legno molto azzeccata. Non è un campione, ma ha carattere.

 

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Saint Emilion
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Cadet-Bon

 

Vegetale fine del Cabernet Franc e poi viola, visciola, yogurt ai mirtilli. Il sorso è semplice e sfizioso, il tannino sostiene il frutto e il finale insiste su rimandi vegetali non disturbanti. Un Saint Emilion interessante che trascende gli schemi classici.

 

Cantin

 

Coltre di spezia da rovere e qualche lampo fruttato (visciola soprattutto). Sorso abbastanza pacchiano con ritorni dolci che rasentano il cocco, tannino astringente e un finale un po’ duro su toni di liquirizia e grafite. Stile quasi da Nuovo Mondo.

 

Clos La Gaffaliere

 

Semplice e carico di frutto, tostato e balsamico di sandalo ed eucalipto. E’ denso, opulento, ma in fin dei conti un po’ bidimensionale. Chiude morbido, con un tannino appena percettibile e un ritorno vanigliato piuttosto abbondante. Un discreto second vin.

 

Fonroque

 

Composta di mirtillo e cioccolato, un’idea vegetale e un refolo di viola. Offre un sorso lineare, ricco nel frutto e bilanciato dal tannino presente e da un buon rimando sapido. E’ un po’ monocorde e leggermente appesantito dal legno, ma non dispiace.

 

La Dominique

 

Stile austero, delicato, con profumi sottili di cassis e legno di cedro, un cenno animale e di pomodoro secco. E’ inusuale e intrigante: svela un tannino abbastanza tonico e una spinta sapida che fa da contraltare al frutto ricco, avvolgente. E’ un po’ scomposto in questa fase, ma ha carattere da vendere.

 

La Gaffaliere

 

Pomodoro secco e radici, liquirizia, una traccia balsamica da rovere che copre il frutto. Buona scorrevolezza in bocca con un tocco dolce di vaniglia, ma anche una parte fruttata fragrante, succosa e un finale speziato di buona persistenza. Promettente.

 

Laroque

 

Denso, opulento, sa di sciroppo di ciliegie e vaniglia, menta e spezie scure. Torna questa ricchezza – quasi grassezza – nel sorso denso, masticabile, ma caratteriale. Una discreta spinta acida smorza i ritorni tostati finali e lo rende abbastanza equilibrato. Non male.

 

Petit Faurie de Soutard

 

Naso singolare, vinoso e fresco di mela rossa, ribes immaturo, noce di cola. E’ riccamente fruttato in bocca, ma senza eccessi, finemente vegetale sul fondo e soave nei ritorni balsamici che definiscono una chiusura molto piacevole.

 

Yon Figeac

 

Tanta vaniglia in apertura e poi grafite e noce moscata, prugna, confettura di mirtilli. La parte boisè arrotonda e appesantisce un po’ il sorso con tostature incipienti che dominano lo sviluppo. Emergono comunque un buon frutto e una discreta acidità di fondo. Da rivalutare nel tempo.

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Pessac-Leognan
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Carbonnieux

 

Lavanda e mirtillo rosso, mela kissabel, qualche cenno di sottobosco. Stile rotondo e succoso con frutto avvolgente, ma non troppo maturo, tannini nobili e una spinta minerale, ematica in che dà grande tempra alla chiusura. Eccellente.

 

De Fieuzal

 

Profumi scuri di grafite e amarena, talco, legno stagionato. Stile classico ed aristocratico: tannino deciso e ben integrato, polpa di prugna e mora che riempie il centro-bocca e un finale balsamico e floreale particolarmente raffinato. Ottimo.

 

Domaine de Chevalier

 

Prugna e tè nero, grafite, sbuffi balsamici. Elegante e sottile, con un tocco vegetale ben calibrato a dare freschezza, il frutto succoso, soave al centro e un finale sapido e speziato molto persistente. Declinazione raffinata, senza traccia di rovere, che piacerà a chi cerca vini classici, fini più che potenti. Ottimo.

 

Latour-Martillac

 

Profumi golosi di caffè e cioccolato al latte, liquirizia, sciroppo di mirtilli. Sorso succoso, polputo, ma bilanciato da un tannino squillante che lo rende più vigoroso. Chiude con lampi di mineralità e ritorni tostati mai sopra le righe. Classico e affidabile.

 

Olivier

 

Suadente, quasi sexy, sa di viola e rosa, spezie dolci, sandalo, cannella. E’ slanciato e reattivo, puro nel frutto e preciso nei rimandi finali di grafite ed erbe aromatiche. Molto piacevole.

 

Pape Clement

 

Ricchissimo, baldanzoso, spara aromi di prugna, crema di nocciola, spezie dolci e piccanti, sottobosco, come se fosse già pronto per il rilascio. La texture è molto vellutata, il tannino soffice, la presenza del legno si fa sentire, ma non è ingombrante. E’ una declinazione moderna, potente, ma ben calibrata dalla giusta freschezza.

 

Smith Haut-Lafitte

 

Inusuale apertura su toni “sauvage” – concia, pelliccia – e sviluppo su toni di visciola e melagrana, legni balsamici, una traccia vegetale. E’ goloso, denso e allo stesso tempo scandito da un tannino tosto e da una buona verve acida. Chiude fruttato e cioccolatoso, incorniciato dalla traccia balsamica del rovere, ma fluido nel complesso e molto appagante. Eccezionale.

 

Gabriele Gorelli e due annate di Bordeaux: 2020 e 2018 presentate a Verona. La degustazione della 2018

 

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Haut Medoc
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Cantemerle

 

Chateau noto per i suoi aromi vegetali spesso sopra le righe che, in questo caso, rivela un profilo più composto e sobrio con ribes nero e pomodoro secco, menta, un filo di tabacco. Il sorso è snello, fluido, il tannino incide il giusto e il finale verte su rimandi golosi di rimandi di fragola matura e spezia dolce. Preciso e piacevole.

 

Lestage Simon

 

Un po’ rustico con una traccia foxy, qualche nota erbacea, lavanda e ibisco a seguire. Gusto  scorrevole con il ritorno della traccia verde e un finale fruttato di discreta persistenza. Molto semplice.

 

La Lagune

 

Profilo classico, da vecchia Bordeaux, con mirtillo nero e carcadè, grafite, legno di cedro. Polpa misurata e tannino soffice al palato, qualche cenno di spezia da legno e un finale fruttato e floreale non troppo profondo, ma di grande piacevolezza. Raffinato.

 

Du Cartillon

 

Rosa rossa e pepe, balsamicità da legno e qualche cenno di vaniglia. Stile opulento, moderno, con l’alcol che si fa sentire e un finale denso, carico di frutto maturo, ma un po’ monocorde.

 

Mauvesin Barton

 

Esordisce con una nota vegetale – quasi erbacea – e poi tira fuori grafite e yogurt ai mirtilli, sottobosco e spezia dolce. Scorre senza intoppi, succoso e bilanciato, ma non troppo complesso. E’ un buon partito per chi vuole avvicinarsi al Bordeaux senza spendere molto.

 

Poujeaux

 

Vegetale di radici ed erbe aromatiche, poi cassis, grafite, cioccolato fondente. Molto classico e bilanciato, con un tannino vispo, la giusta acidità e una chiusura tonica e precisa. Ottimo.

 

Latour Carnet

 

Opulento, moderno: profuma di eucalipto e cioccolato, prugna e composta di more, felce, pot-pourri. E’ ricco, robusto, morbido al limite del rotondo, con ritorni vanigliati un po’ ingombranti in questa fase. Da riprovare.

 

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Margaux
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Cantenac Brown

 

Esplosivo, esuberante, tira fuori toni di menta e sciroppo di mirtilli, caffè, noce moscata, fiori blu. E’ robusto in bocca, con un tannino molto elegante, rimandi balsamici a volontà e un finale ricco, lungo, ampiamente fruttato e tostato, ma non eccessivo. Eccellente.

 

D’ Issan

 

Austero, delicato: grafite, ibisco, polvere di cacao, ribes nero e viola. Polputo e avvolgente in bocca, con una texture particolarmente vellutata, tannini dolci, il giusto piglio acido che bilancia il finale su toni d’inchiostro e grafite. Un classico in grande spolvero. Eccezionale.

 

Du Tertre

 

Ostico e un po’ acerbo, con una nota vegetale che rasenta l’erba falciata e poi bacche nere, violetta, grafite. Qui si avvertono i limiti dell’annata: il sorso è contratto, il tannino non perfettamente maturo. La chiusura fruttata e tostata lo rende comunque abbastanza godibile.

 

La Fortune

 

Spezie da rovere in apertura e poi visciola, prugna, accenti affumicati. Il legno comprime un po’ il frutto e asciuga il tannino, la parte tostata e mentolata domina la chiosa di buona lunghezza. Più vicino allo stile del Nuovo Mondo che alla classica eleganza di Margaux.

 

Lascombes

 

Cenere ed eucalipto, mirtilli e more, la solita grafite. Sorso di buon equilibrio, sostenuto da un tannino abbastanza morbido, appena compresso dal legno, ma comunque scorrevole e piuttosto lungo nei rimandi balsamici. Buono, ma forse da un 2eme cru classè mi aspetterei qualcosina in più.

 

Marquis de Terme

 

Dolce di sciroppo di mirtilli e vaniglia, cioccolato, conserva di pomodoro. Imponente, massiccio al palato, un po’ distante dal Margaux classico, ma molto d’impatto. Il tannino è ben integrato e il rimando speziato prolunga un finale un po’ ruffiano, ma decisamente lungo. Intrigante.

 

Prieure Lichine

 

Curioso ed ammiccante: profuma di viola appassita, sottobosco verde, erbe officinali. E’ materico ed inchiostrato, caldo ed incalzato da un tannino abbastanza vispo. Chiude lungo, balsamico e tostato. Indubbiamente buono.

 

Rauzan-Gassies

 

Tocco vegetale e mirtillo, giuggiola, spezia scura, un refolo di eucalipto. Morbidezza di frutto all’ingresso, ma s’intuisce sul fondo una traccia vegetale che rimarca l’andamento complesso dell’annata. Il finale è un po’ asciugato dal legno e dal tannino non proprio perfetto.

 

Siran

 

Naso puro ed intrigante: visciola, prugna, pastiglia alla viola, una ventata rinfrescante di anice e menta. Gusto pulito e preciso, ricco di frutto maturo e allo stesso tempo soave, elegante, bilanciato da un discreto grip tannico. Il finale speziato e affumicato è tra i più profondi della batteria. Ottimo.

 

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Saint Julien
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Beychevelle

 

Carico di frutto molto maturo – visciola, prugna – e poi soave di erbe officinali, menta, radici. Elegante la progressione potente, ma senza peso, con una traccia di spezia dolce da rovere che arrotonda gli spigoli tannici e un finale arioso, balsamico e affumicato. Straordinario.

 

Brainare Ducru

 

Ciliegia sotto spirito e cioccolato, un’idea di lavanda e poi inchiostro, legno di cedro, qualche idea floreale. E’ snello e grintoso, sapido e nerboruto. Il frutto fresco, succoso prende il sopravvento nel finale dinamico e aggraziato. Ottimo.

 

Du Glana

 

Profilo classico e aristocratico: legno di cedro, menta, mora, grafite e qualche refolo floreale. Sorso compassato, sobrio e succoso. Il frutto scuro, fresco è centrale, il tannino non fa una piega e la chiusura tesa, tonica rinfranca ed appaga. Molto buono.

 

Gloria

 

Noce di cola e mirtillo, giuggiola, sandalo ed erbe officinali, un tocco di spezia dolce. A un naso interessante corrisponde un sorso coerente, preciso, con tostature da legno incipienti a fare da cornice a una bella massa imperniata di su un tannino perfetto. Il finale su toni di frutto molto maturo rimarca lo stile moderno, ma non troppo. Promettente.

 

Lagrange

 

Traccia boschiva e fiori appassiti, poi sandalo, incenso, erbe officinali. Sorso armonioso, profondo e allo stesso tempo fluido,balsamico nel retro-olfatto e scandito da un tannino perfetto. Finale lungo che ripropone tutti gli aromi in sequenza. Eccellente.

 

Langoa Barton

 

Scuro di prugna, confettura di mora, boiserie, fumo aromatico. Lo stile è denso, moderno, con un tannino quasi impalpabile e ritorni incipienti di prugna e mirtillo maturo che plasmano una progressione sostanziosa, calorosa. E’ un po’ massiccio, ma ben fatto.

 

Saint Pierre

 

Freschezza di frutto croccante, acidulo e cenni speziati e balsamici. Il sorso ricco, goloso è cadenzato da un tannino cesellato e da una spinta acida temprante. In chiusura tornano toni di spezie da legno che lo irrobustiscono senza appesantire troppo la beva. Interessante.

 

Talbot

 

Splendida stratificazione aromatica: profumi vegetali fini vanno a braccetto con china e rabarbaro, iodio, coulis di frutti di bosco, un cenno animale. Eleganza straordinaria in bocca: frutto ricco ma tutt’altro che sopra le righe, tannino impeccabile, ritorni balsamici e speziati che arricchiscono un finale profondo, teso, di grande souplesse. Eccezionale.

 

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Saint Estephe
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Phelan Segur

 

Stile a metà tra classicismo e modernismo: emergono aromi intensi di cioccolato e legno arso, prugna, visciola, tabacco mentolato. Rende un’idea di calore e concentrazione, ma l’apporto del rovere è perfettamente integrato e la freschezza riesce a supportare la massa. Un ricordo balsamico rinfresca il finale. Ottimo.

 

Meyney

 

Speziato e un po’ coperto dal rovere, lascia intuire sensazioni di liquirizia, creme de cassis, eucalipto, boiserie. Il legno è meglio assorbito dal sorso di medio corpo, sostenuto da una sapidità convincente e abbastanza lungo nei rimandi fruttati e affumicati. Discreto.

 

Cos Labory

 

Un po’ incerto al naso: emergono soltanto sprazzi di cioccolato fondente, grafite e qualche barlume floreale. E’ semplice in bocca: il frutto fresco, nitido lo rende scorrevole e un tannino appena ruvido sfiora una chiosa lineare, di media persistenza.

 

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Pauillac
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Bellegrave

 

Naso flamboyant che apre su toni d’incenso, cannella, noce moscato, sandalo ed eucalipto. La tostatura da legno echeggia sul fondo di un sorso fluido, tannico al punto, in fin dei conti piacevole, ma un po’ rapido nell’epilogo.

 

Croizet Bages

 

Esuberanza vegetale – quasi prato bagnato – e poi pepe nero, eucalipto, un tocco floreale. E’ indubbiamente dinamico e grintoso, ma il sapore vegetale si traduce in un ritorno amarognolo nella chiusura leggermente polverosa.

 

Grand Puy Ducasse

 

Aromi classici di grafite e composta di more, cioccolato, un tocco d’incenso ed ebanisteria. Texture vellutata e potenza fruttata in un sorso caloroso, saporito e suffragato da tannini setosi. E’ moderno, ma senza eccessi, e molto goloso.

 

Lynch-Moussas

 

Mirtillo, viola, qualche traccia vegetale e un tocco balsamico da legno. L’apporto esuberante del rovere lo rende un po’ difficile da interpretare in questo momento e il finale un po’ verde e contratto non aiuta.

 

Pedesclaux

 

Profumi coinvolgenti di mirtilli schiacciati ed erbe aromatiche, violetta, cacao, sprazzi di legno di cedro e radici. Corpo medio, grande souplesse dello sviluppo che culmina in un finale non trascendentale, ma fresco e preciso, classico e fascinoso. Ottimo.

 

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