Garantito IGP – La lussuriosa gastronomicità mantovana della Stazione di Castel d’Ario

15/2/2018 881
Trattoria Stazione
Trattoria Stazione

di Angelo Peretti

Chiamasi “alla pilota” il risotto che nel Mantovano si fa sgranato, non mantecato, e condito con il pistume, ossia la carne di maiale tagliata a coltello nella medesima maniera con la quale si prepara per il confezionamento del salame. Si dice alla pilota perché la tradizione ne attribuisce l’origine ai piloti, gli addetti alla pilatura del riso, che lì si coltiva abbondantemente da secoli.

Chiamasi invece “col puntèl” il risotto alla pilota rinforzato con una braciola o con delle costine di maiale cotte a parte e poi posate sopra al riso direttamente nel piatto.

Chiamasi infine “col puntèl misto” il risotto alla pilota accompagnato da braciola, costine e salamella alla griglia servite a parte e da alternarsi alla forchettata di riso.

Delle tre versioni, la mia preferita è il risotto col puntèl e il luogo d’elezione per il suo consumo è la trattoria Stazione, fondata nel 1968 proprio accanto alla piccola stazione ferroviaria di Castel d’Ario, paese mantovano che al risotto alla pilota ha attribuito una propria denominazione comunale e che diede i natali alla leggenda automobilistica di Tazio Nuvolari, quello di cui Lucio Dalla cantava “quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore e finalmente quando sente il rumore salta in piedi e lo saluta con la mano, gli grida parole d’amore, e lo guarda scomparire come guarda un soldato a cavallo, a cavallo nel cielo di aprile”.

Ora, si sappia che alla Stazione la cura dei dettagli di cucina è tale che il risotto lo preparano con il riso che viene da una risaia di proprietà e che hanno imbracciato anche i dettami di un “progetto autonomia” che guida all’utilizzo di materie prime che siano prodotte direttamente o che vengano da aziende del territorio con le quali vi sia un rapporto diretto. Il che è bellissima cosa, soprattutto se si aggiunge a una sapienza straordinaria nelle prassi della gastronomia storica dei luoghi, come accade qui. Si sappia altresì che per forza di cose la consumazione del risotto col puntèl qui è abbondante, in quanto consistente è di già la porzione in sé, ma i solerti camerieri insidieranno i vostri non così ferrei buoni propositi dietetici proponendovi il riassaggio del riso dal vassoio.

Va da sé che prima del risotto alla pilota o della sua variante col puntèl è d’obbligo quanto meno, a mo’ di apri-stomaco, un antipasto di sorbir d’agnoli, che consiste in una tazza di tortellini (qui li chiamano agnolini) in brodo, che personalmente prediligo nella versione del bevr’in vin, ossia versandovi dentro un po’ di scuro Lambrusco Mantovano, ottenendo un colore violaceo-brunastro che taluni reputano poco accattivante dal punto di vista visivo, ma che viene compensato dalla sublime quintessenza dei sapori locali.

Trattoria Stazione, risotto col puntel
Trattoria Stazione, risotto col puntel

Altrettanto irrinunciabile è l’assaggio dei tortelli di zucca, con la farcia che unisce alla zucca l’amaretto e la mostarda di mele. Conditi col burro fuso. Altro monumento della gola.

Al che sarete non solo sazi ma addirittura di più e non ci penserete neppure a prendere un dessert. Solo che appena arriverà al tavolo il carrello dei dolci ripudierete nuovamente la vostra intenzione di morigeratezza e vi farete servire porzioni lussuriose di zuppa inglese, torta helvetia, bignolata, sbrisolona, torta tenerina, che sono le ipercaloriche ghiottonerie della pasticceria mantovana.

Trattoria Stazione, carrello dei dolci
Trattoria Stazione, carrello dei dolci

C’è poi, alla Stazione, tanto altro, e ogni volta che ci vado mi riprometto di assaggiare questo tanto altro, ma poi puntualmente torno sui miei passi, ché proprio non so resistere: sorbir d’agnoli, risotto col puntèl, tortelli di zucca, carrello dei dolci, il tutto sui 35 euro, con l’aggiunta di una bottiglia scelta da una lista molto bella e a prezzi giusti, che offre parecchia attenzione anche alle produzioni che si usano definire “naturali”.

Fortuna che abito sufficientemente lontano da Castel d’Ario, cosa che m’induce a non recarmici più di sovente alla Stazione, a beneficio della mia bilancia, altrimenti costretta a cedere più ancora alle conseguenze degli eccessi mangerecci.

Un posto che merita la sosta e l’applauso.

Trattoria Stazione
Via Della Rimembranza, 56 – Castel D’Ario (Mantova)
Tel. 0376 660217
www.trattoriastazione.com

2 commenti

    Enrico Malgi

    (15 febbraio 2018 - 12:47)

    Bellissima descrizione Angelo, mi hai fatto venire la classica e canonica acquolina in bocca.

    Francesco Mondelli

    (15 febbraio 2018 - 15:33)

    La maestria sta tutta nella giusta proporzione di riso ed acqua, l’uso del coperchio(alcuni lo sigillano ancor di più aiutandosi con un pezzo di stoffa)ed il tempo di riposo a fuoco spento.Non si parla di varietà ma da quelle parti si trova un ottimo vialone nano che immagino anche i titolari del ristorante coltivino.Ristorante che se non erro dovrebbe essere inserito nelle “Denominazioni di Origine Comunale “.PS.Il Lambrusco aggiunto al brodo dei tortellini o agnolini che dir si voglia è da intenditori.Complimenti sempre a chi,con lingua e denti,combatte contro l’oblio di queste antiche e sane usanze che fanno bene al corpo ma forse ancor di più allo spirito.FM.

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