Gian Marco Viano, il vignaiolo piemantese è l’unico italiano fra 35 giovani che cambieranno la gastronomia di 50Next Generation

23/4/2021 1 MILA
Gian Marco Viano (foto Roberto Giuliani Lavinium
Gian Marco Viano in 50Next Generation (foto di Danila Atzeni per Lavinium)

di Raffaele Mosca

Gian Marco Viano, titolare di Monte Maletto, è l’ unico italiano della nuova lista dei “gamechanging producers”, gli artigiani che cambieranno il mondo del vino e del cibo.

34 anni, vignaiolo a Carema, enclave del Nord Piemonte a due passi dal confine con la Valle d’ Aosta, Viano è, secondo The World’s 50 Best, il custode di una tradizione vitivinicola che esiste dai tempi dei romani e che rischiava di scomparire per colpa dell’industrializzazione. Già sommelier in numerosi ristoranti stellati e non, Viano ha lasciato la sala per la campagna pochi anni fa. Partendo da una vecchia di 700 metri quadri, ha fondato Monte Maletto, una realtà piccola, ma qualitativamente straordinaria, che ruota attorno agli autoctoni Nebbiolo ed Erbaluce, entrambe coltivati in regime biologico e vinificati senza additivi. ” Dobbiamo rompere gli schemi dell’enologia moderna – afferma – lasciando correre il vino come un cavallo che non vuole essere recintato. Questo non significa che dobbiamo lasciare che i processi naturali producano cattivi vini, ma dobbiamo essere intelligenti e interferire nel processo solo quando è veramente necessario, preferibilmente usando le nostre mani e la nostra mente, non i coadiuvanti enologici”.

“Il suo spirito imprenditoriale ha infuso nuova vita nella zona – si legge nella scheda su 50 Best – con i vigneti della regione che stanno vivendo una rinascita paragonabile alla New Wave del cinema francese: un movimento ribelle che sviluppa un nuovo linguaggio per la vinificazione”. Oltre ai giudici vini della 50 Best, Viano ha conquistato anche la critica internazionale: il suo Carema Sole e Roccia 2017 è stato descritto da Antonio Galloni, che gli assegnato un punteggio di 94/100, come “vino favoloso, intenso, che esprime le migliori qualità del Nebbiolo di Carema”.

Che cosa è la 50 Next Generation

The World’s 50 Best Restaurants e The World’s 50 Best Bars hanno svelato 50 Next, la lista di giovani che stanno cambiando il futuro della gastronomia. Ideata per ispirare, rafforzare e connettere la prossima generazione di leader, 50 Next celebra giovani under 35 protagonisti della scena enogastronomica mondiale, tra chef, produttori, innovatori tecnologici, attivisti, divulgatori e scienziati.

Si tratta di una lista, non di una classifica, che celebra specificamente le persone, affiancandosi alle classifiche di The World’s 50 Best Restaurants e The World’s 50 Best Bars. È il risultato di un’attenta attività di ricerca, valutazione e scouting condotta da 50 Next e dal Basque Culinary Center sulla base delle candidature e delle nomination presentate. In un momento di necessaria ripresa globale, l’iniziativa promuove un modo di pensare positivo, sostenibile e visionario.

La lista ha l’obiettivo di rappresentare le molteplici espressioni della scena gastronomica globale, coinvolgendo talenti provenienti da 34 diversi paesi dai sei continenti. La lista comprende professionisti in rappresentanza di 7 grandi categorie, dai produttori agli educatori, dai creatori di nuove tecnologie agli attivisti. Ogni categoria comprende un ampio spettro di professioni, riconoscendo a ognuno dei giovani selezionati la capacità di sviluppare e guidare un cambiamento significativo.

La lista dei giovani in 50 Next Generation

Gamechanging Producers

  •   Manuel Choqque, 33 – Cusco, Perù
  •   Clara Diez, 29 – Madrid, Spagna
  •   Marianne Eaves, 34 – Lexington, USA
  •   Mark Emil Hermansen, 35 – Copenhagen, Danimarca
  •   Louise Mabulo, 22 – San Fernando, Filippine
  •   Josh Niland, 32 – Sydney, Australia
  •   Jennifer Rodriguez, 34 – Mesitas del Colegio, Colombia
  •   Gian Marco Viano, 34 – Carema, Italia
  •   Mikel Zapiain, 33 e Ion Zapiain, 30 – San Sebastian, Paesi Baschi, Spagna

Tech Disruptors

  •   Katerina Axelsson, 29 – San Luis Obispo, USA (paese di origine: Russia)
  •   Matias Muchnick, 32 – New York, USA (paese di origine: Cile)
  •   Jonathan Ng, 30 – Singapore
  •   Solveiga Pakštaitė, 28 – Londra, UK (paese di origine: Lithuania)
  •   Abby Rose, 33 – Londra, UK, e Cile
  •   Isaac Sesi, 28 – Kumasi, Ghana

Empowering Educators

  •   Mariana Aleixo, 33 – Rio de Janeiro, Brasile
  •   Cherrie Atilano, 35 – Makati City, Filippine
  •   Josh Gilbert, 29 – Gloucester, Australia
  •   Siddhi Karnani, 30 e Anurag Agarwal, 34 – Siliguri, India
  •   Ievgen Klopotenko, 34 – Kiev, Ucraina
  •   Dieuveil Malonga, 29 – Kigali, Rwanda (paese di origine: Congo)
  •   Maureen Muketha, 25 – Nairobi, Kenya
  •   Edward Mukiibi, 34 – Mukono Town, Uganda
  • Ted Rosner, 33 e Max Dubiel, 33 – Londra, UK (Paese di origine: rispettivamente UK e Germania)

Entrepreneurial Creatives

  •   Ata Cengiz, 28 – Istanbul, Turchia
  •   Jon Gray, 35 – New York, USA
  •   Sana Javeri Kaori, 27 – Oakland, USA (paese di origine: India)
  •   Adelaide Lala Tam, 27 – Rotterdam, Paesi Bassi (paese di origine: Hong Kong)
  •   Divya Mohan, 29 – Lund, Svezia (paese di origine: India)
  •   Natsuko Shoji, 31 – Tokyo, Giappone
  •   Thiago Vinícius De Paula Da Silva, 32 – San Paolo, Brasile

Science Innovators

  •   Maitane Alonso Monasterio, 20 – Sodupe, Paesi Baschi, Spagna
  •   Leah Bessa, 30 – Cape Town, Sud Africa
  • Kisum Chan, 22 (paese di origine: Hong Kong) e Lincoln Lee, 23 (paese di origine: Malesia) – Londra, UK – e Zheyi Chia, 22, e Jonathan Ong, 24 – Kuala Lumpur, Malesia
  •   Marc Coloma, 29 – Barcellona, Spagna
  •   Kiara Nirghin, 21 – Stanford, USA (paese di origine: Sud Africa)
  • Leo Wezelius, 23, Angelo Demeter, 28 e Fredrik Åkerman, 24 – Stoccolma, Svezia (paese di origine: rispettivamente Svezia, Romania e Svezia)

Hospitality Pioneers, supportato da S.Pellegrino Young Chef Academy

  •   Jo Barrett, 32, e Matt Stone, 34 – Melbourne, Australia
  •   Ashtin Berry, 33 – Chicago, USA
  •   Douglas McMaster, 34 – Londra, UK

 

Un commento

    Roberto Giuliani

    Ci sono due errori fotografici, Quello che si vede in homepage mentre degusta il vino è il collega Andrea Li Calzi che ha scritto l’articolo su Lavinium, mentre le foto sono di Gian Marco le ha scattate Danila Atzeni!

    24 aprile 2021 - 11:30

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