Guida Michelin 2011, letterina di Stefano Caffarri a Babbo Natale-Fausto Arrighi


Fausto Arrighi

Stefano Caffarri va avanti e indietro per l’Italia. E gli piace ancora. Mangia bene e scrive meglio. Ecco allora il motivo per cui gli abbiamo chiesto di scrivere per noi questa letterina.
Già partita per la Lapponia al prossimo congresso di chef tra renne e conifere ghiacciate.

di Stefano Caffarri

Caro Babbo Natale

Sono un ragazzo di campagna molto goloso, e per quest’anno vorrei esprimere un desiderio.


Lo so che sei molto impegnato con tutta la faccenda dei giocattoli dei bimbi di città, ma se riesci a trovare cinque minuti anche per noi golosi, vorrei chiederti di portami una Guida Rossa tutta nuova, perché quella che ho io è del 1756 e non serve più a nulla. E’ tutta piena  di forchettine e cucchiaini e casine. Ogni tanto sono stampati qua e là degli strani simboli che assomigliano a margherite, o piccole gerbere. Ho sempre cercato di capire cosa significano, ma siccome sono sparpagliate un po’ a caso non ci sono mai riuscito.

Ecco, per quest’anno ti chiedo una Guida Rossa che si possa leggere anche oggi che è il venti-dieci, che mi dica cosa c’è in quel ristorante o in quella trattoria, cosa si mangia e come si sta. Che mi spieghi perché devo salire fino a Montemerano o a Rivisondoli, o perché dovrei prendere la diligenza per arrivare a Licata o un brigantino per atterrare ad Alghero (in compagnia di uno straniero cit.)]

E vorrei tanto, ti giuro, che mi dicesse quali sono i posti migliori, magari facendomi qualche sorpresa: che so, piantandola lì di segnalare Tavole che potevano fare felice mio papà quando la domenica uscivamo con la Fiat 124 cupè ma che oggi sono attuali quanto i fucili a retrocarica.

E infine, Babbo, puoi finalmente spiegarmi cosa sono quei fiorellini bianchi?

9 Commenti

    1. però sempre più di qualità! ..e poi ci sarei anch’io che -per il combinato disposto delle tue tesi e di quelle del Maestro Marchesi- sarei il critico gastronomico perfetto!! :-))))

  1. L’unica cosa che attendo da anni è la terza stella all’insuperato Maestro Vissani.
    Forse sarebbe giusto smettere di aspettarla, tanto ormai ho capito che il non concedergliela è un vezzo di Arrighi.
    .
    In altri lidi ho letto che un certo Viaggiatore Itinerante dall’altissimo tenore di vita sia scontento di alcune probabili scelte della rossa gommata…..chi vivrà vedrà.
    .
    Ciao

  2. beh non parliamo poi della vera tragedia che sono troppi tra i Bib gourmand che ho provato. Di recente in uno di questi ho ordinato una quaglia farcita di foie gras (segnata così in carta a 25 euro) e me la son ritrovata farcita di patè da supermercato. Una cosa del genere dovrebbe bastare per depennarlo per 10 anni da una guida ma…chissà se qualcuno da 9 anni in questo posto ci va a mangiare gli spaghetti riscaldati in microonde.

  3. Non riesco a trovare l’edizione 1756, mentre trovo ancora aperto e giustamente stellato quello in cui mi portava mio papà nel 68 con la fulvia hf

  4. La Michelin nacque, nascette, nabbe come promemoria da macchina, possibilità di consultazione tra strade sterrate e polverose. Viaggi, passaggi, assaggi, e via. Effimera, come le margheritonzole o gerbere bianche che sono bellissime, elegantissime, ambitissime e profumatissime, ma che nel volger di poche settimane, sfioriscono, non lasciando dietro di sè né storie, né parole, né numeri. Forse il bello è proprio questo, cogliere l’attimo nella sua caducità, vale per i fiori e per le tavole. Per poi riprovarci. L’attimo vale il viaggio.

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