I vini di Franco Pacenti a Montalcino

12/12/2020 1 MILA

di Antonio di Spirito

Questa storia inizia nel 1962, quando era finita da poco la mezzadria che per secoli aveva caratterizzato l’agricoltura; in quel periodo molti poderi, casolare compreso, vengono messi sul mercato. Molti mezzadri riscattano, spesso anche sotto forma di liquidazione (totale o parziale), i poderi in cui hanno lavorato una vita.

La Tenuta
La Tenuta

 

Proprio in virtù di questo aumento esponenziale del numero di “proprietari”, in tutta la Toscana ed a Montalcino in particolare, si riscontra una forte trasformazione dell’agricoltura polivalente in agricoltura specializzata verso la viticoltura, complice senz’altro la fama del sangiovese e della eccellente qualità che questo vitigno riesce ad esprimere sulle colline ilcinesi.

Rosildo Pacenti
Rosildo Pacenti

 

Rosildo Pacenti, un contadino di lunga tradizione, in quell’anno acquista il podere Canalicchio, nel quadrante Nord-Est di Montalcino, e, credendo molto nel potenziale del territorio, dedica tutte le sue forze allo sviluppo di questo vitigno e del comparto vitivinicolo. Non a caso è stato, nel 1967, tra i fondatori del Consorzio del vino Brunello di Montalcino.

Franco Pacenti
Franco Pacenti

Franco Pacenti, figlio di Rosildo nato nel 1958, sin da giovanissimo abbraccia questa missione ed affianca il padre, contribuendo a far crescere e sviluppare l’azienda di famiglia e nel 1988 ne assume la guida, restaurando la cantina storica.

Nel 2000 gli ettari vitati diventano dieci e si rende necessaria una nuova cantina, più ampia e moderna, integrata nel paesaggio della Val d’Orcia, proprio in quegli anni (2004) iscritta nel Patrimonio dell’Unesco

Lorenzo Lisa e Serena 2020
Lorenzo Lisa e Serena 2020

Negli ultimi anni i tre figli di Franco, Lorenzo, Lisa e Serena, affiancano il padre nella conduzione dell’azienda ed ognuno si occupa di uno specifico ambito; ad occuparsi della gestione di vigna e cantina è Lorenzo, classe 1990, con studi specifici alle spalle, mentre le sorelle si dedicano allo sviluppo commerciale e, visto che la proprietà, oltre ai 10 ettari vitati, conta su ulteriori 26 ettari di terreno tutto raggruppato nella zona del Canalicchio, all’accoglienza ed alla ristorazione.

I vigneti, sei appezzamenti in tutto, sono situati ad un’altitudine media di 300 metri sul livello del mare ed il terreno ha una componente prevalentemente argillosa, ma ricco di magnesio, potassio, boro e manganese. Il sangiovese è l’unico vitigno coltivato in azienda, allevato a cordone speronato, raramente a Guyot.

I Vigneti
I Vigneti

La gestione agronomica si avvale di significativi monitoraggi in campo, dove, in zone diverse, sono dislocate stazioni meteorologiche per raccogliere dati climatici ed utilizzarli in tempo reale (viticoltura di precisione e concetto di zonazione). Questo approccio scientifico consente di praticare un’agricoltura sostenibile, salvaguardare le risorse naturali, eliminare gli erbicidi e ridurre l’impiego di prodotti chimici di sintesi in favore di metodi naturali quali il compostaggio, il sovescio e la confusione sessuale per la lotta alla tignoletta della vite.

Negli ultimi anni, inoltre, sono stati impiantati tre nuovi vigneti in collina, per un totale di circa quattro ettari, per sostituire i vigneti meno dotati posti in pianura e scegliendo cloni di sangiovese che portano grappoli spargoli, per evitare marciume, ed acino più piccolo per un maggior accumulo di polifenoli.

In cantina si privilegia la tradizione con le lunghe macerazioni sulle bucce ed affinamento in botte grande; e, siccome le botti sono abbastanza nuove, si possono diminuire i tempi di maturazione in legno privilegiando un più lungo affinamento in bottiglia, in modo da ottenere vini più rotondi e più pronti all’uscita in commercio.

La produzione totale si attesta poco sotto le 40.000 bottiglie anno, così suddivisa: 10.000 bottiglie di Rosso di Montalcino, 20.000 bottiglie di Brunello di Montalcino, circa 6.000 bottiglie di Riserva e 1.500 bottiglie sono dedicate al fondatore dell’azienda Rosildo.

Stati Uniti è il mercato estero di riferimento, 20% Europa, Canada, Asia-Giappone

I Vini in Degustazione
I Vini in Degustazione

I vini sono stati degustati il 5 novembre 2020, durante un Webinar, alla presenza di Lorenzo, ed ho avuto conferma di quanto ricordavo da vecchi assaggi, che sono vini che distinguono perché sono vini spiccatamente profumati e fruttati, che giocano molto sulla leggerezza di beva e sull’eleganza.

 

Rosso di Montalcino 2017

Nel calice si presenta con una veste rubino chiaro e vivo; profuma di ciliegia ed arancia sanguinella, con sbuffi di tabacco e nocciole; molto fresco al palato, ha sapori di frutta rossa, melograno e nocciole; il tannino è ancora importante, il sorso è asciutto e sapido ed ha una leggera speziatura in chiusura.

 

Brunello di Montalcino 2016

Anteprima assoluta per questo vino che uscirà nel prossimo mese di febbraio. Ha colore rubino carico; profuma intensamente di frutta rossa ed una nota affumicata fa sentire la sua presenza; il sorso ha sapori nitidi anche se il tannino è ancora alla ricerca di un definitivo equilibrio con l’acidità, la sapidità e la speziatura.

L’annata 2015 conserva note floreali di viola; il sorso è caratterizzato da un tannino imponente, ma ben integrato con le note fruttato e con l’importante freschezza; asciutto e saporito.

Brunello di Montalcino Riserva 2015
Brunello di Montalcino Riserva 2015

 

Brunello di Montalcino Riserva 2015

Anche per questo vino ci è stata proposta in anteprima l’annata 2015. Bella tonalità di rubino intenso, ma abbastanza trasparente; al naso offre note di frutta rossa, rosa, sottobosco, terra bagnata ed arancia sanguinella; il sorso è molto equilibrato e fresco, il tannino è ancora un po’ incisivo, ma sapidità e speziatura lo rendono scorrevole; è un vino elegante.

Rosildo
Rosildo

 

Brunello di Montalcino Rosildo 2015

Questa etichetta è dedicata al fondatore dell’azienda Rosildo Pacenti. Le uve provengono da Vigna della Creta, un vigneto impiantato proprio da lui e la cui prima vendemmia avvenne nel 2015, che fu anche la prima vendemmia di suo nipote Lorenzo, l’attuale conduttore: un ideale passaggio di consegne.

Il colore è rubino carico; molto intenso e variegato al naso con profumi di frutta rossa, funghi, terra bagnata, rosa e foglia di pomodoro; nonostante il tannino non propriamente setoso, il sorso è piacevole, fruttato, sapido, scorrevole; buona l’acidità e la speziatura in chiusura lo rendono appagante.