I Vini di Podere Conca: non solo Agapanto

26/2/2022 625

di Antonio Di Spirito
Graziella Cedraschi e Luciana Aloisi erano legate da lunga e profonda amicizia, praticata nell’amenità Bolgherese, e la stessa relazione si stabilì in maniera naturale tra i loro figli.

Silvia Cirri e Livio Aloisi
Silvia Cirri e Livio Aloisi

Le figlie di Gabriella, Minnie (venuta a mancare prematuramente) e Silvia Cirri, insieme a Livio Aloisi, figlio di Luciana, hanno dato vita, sin dal 2005 ad una realtà agricola situata proprio sulla via Bolgherese, a pochi chilometri dal mare. Quel casale in mattoni dalle porte rosse, che in gioventù fu la meta dei viaggi vacanzieri, è oggi la sede aziendale e lo staff lavorativo si è arricchito con la partecipazione di tutti i figli dei tre soci fondatori.

 

Podere Conca
Podere Conca

 

Sono nove gli ettari di Podere Conca, condotti secondo i più rigidi dettami dell’agricoltura biologica e, perché no, anche volgendo lo sguardo alla biodinamica; circa quattro ettari sono impegnati ad uliveto con varietà leccino, frantoio e moraiolo; i restanti cinque ettari sono dedicati a vigneti ed i vitigni utilizzati sono cabernet sauvignon, cabernet franc, ciliegiolo (fortemente voluti da Silvia Cirri), chardonnay, sauvignon blanc e viognier.

La Degustazione
La Degustazione

Ancora una volta Bolgheri si conferma zona molto vocata per i vitigni internazionali.

Ho avuto modo di assaggiare tre etichette di Podere Conca il 29 gennaio scorso nel Ristorante La Ciambella di Roma; in particolare il bianco Elleboro, Agapanto in cinque annate e l’ultimo nato Apistos sono stati abbinati ad un menu ideato per l’occasione.

 

Elleboro
Elleboro

 

Elleboro 2020

E’ un blend inusuale, ma molto intrigante, composto da viognier al 50%, chardonnay al 30% ed un saldo di sauvignon blanc. Il bouquet di profumi di fiori e frutta a polpa gialla (sembra quasi un vino aromatico per l’intensità dei profumi e per quanto siano variegati), è caratterizzato fortemente dai marcatori del sauvignon, nonostante la presenza più bassa fra i tre vitigni: pesca gialla, albicocca, mango, litchi, agrumi maturi. Il sorso è ricco, sapido e scorrevole; una intensa acidità accompagna tutti i sapori preannunciati al naso ed una piacevole nota di tostatura completa il quadro gustativo.


Agapanto 2020

Molto floreale al naso con fiori rossi e fiori blu; la parte fruttata è dominata da piccoli frutti rossi e neri; non si avvertono note terziarie, anzi qualche “residuo” di gioventù. Il sorso è molto fresco e scorrevole; al palato il tannino è importante, ma setoso e si apprezzano sapori di ciliegie macerate; è sapido e fresco; in chiusura la speziatura ed una leggera e gradevole tostatura hanno ragione della scia tannica. Armonico ed equilibrato.

 

Agapanto 2019

Vino austero, molto compatto e fine; difficile da leggere al naso, si esprime molto poco. Al palato, invece, dopo un importante impatto tannico ed un altrettanto importante esordio della freschezza, è ampio di sapori; per nulla stucchevole, anzi, direi vibrante, sapido e persistente, con un’idea di rabarbaro in chiusura.

 

Agapanto 2018

E’ un vino schietto ed immediato, molto definito nella sua personalità, comunque complessa. Al naso è molto espressivo, anche se più marcato nei sentori di piccola frutta nera anziché quelli floreali di rosa; al palato è un vino complesso ed aristocratico, ma giovane e nervoso al contempo; il tannino, seppur giovane, è levigato, ha sapori intensi di frutta rossa e nera, è sapido ed ha un’acidità vibrante; speziato e leggermente amaricante in chiusura.

 

Agapanto 2017

Al naso si presenta con una perfetta fusione tra note fruttate, floreali ed un sentore di erbe aromatiche. Impressionante la finezza del tannino, seppur incisivo; sorso fruttato, ampio ed intenso, ha buona sapidità ed il deciso ritorno di freschezza gli conferisce una elevata persistenza. Molto equilibrato.

 

Agapanto 2016

Molto complesso ed intenso al naso, soprattutto nelle note terziarie di china e iodate; le note floreali e fruttate fanno fatica ad emergere. Al palato è tannico e saporito, inizialmente molto asciutto, poi il ritorno di freschezza rimette a posto un sorso sapido, scorrevole ed abbastanza lungo.

 

Apistos
Apistos

 

Apistos 2019

Incredibili: questo il significato dell’ultimo nato in casa Conca: sembra un puledro di gran razza, dal pedigree eccezionale e messo in addestramento sin da piccolo per seguire il suo destino luminoso. E’ un cabernet franc da un vigneto di soli cinque anni. All’olfattiva la componente fruttata (piccoli frutti neri, molto aciduli) sovrasta di molto la componente floreale; a completare il quadro olfattivo si apprezzano note di china e qualche erba aromatica. Al palato non è così semplice e scontato da leggere, richiede attenzione. Il vitigno. In effetti, ha una gioventù prolungata e ci regala vini eccezionali ed armonici nella maturità della pianta. Oggi il vino è ricco di sapori, ha una elevata concentrazione di note fruttate; è molto asciutto, ma ha un tannino levigatissimo ed un ritorno di freschezza impressionante. E’ rimasta qualche sporadica rusticità e manca un pizzico di armonia, sicuramente dovuto alla gioventù delle piante. Comunque entusiasmante!