Il Cantuccio a Nerano, un posto del cuore in Penisola Sorrentina
Ristorante Il Cantuccio Nerano
Marina del Cantone
Massa Lubrense
Tel 081.8081288
www.ristorantecantuccio.com
Marina del Cantone è uno dei posti magici della nostra bella Italia. Qui la strada finisce e gli orizzonti mentali si allargano in una natura ancora padrona della situazione nonostante il grande afflusso turistico quando ci sono le belle giornate di sole e sono tante. Il premio che mi concedo ogni anno, se possibile, è fare qui un pranzo, al Cantuccio di Nerano, dove per la prima volta approdai con mio zio che aveva casa a Positano arrivando via mare sul gozzo, la migliore barca per godersi questa costa. In questo locale che ha conservato l’essenzialità si ritrova lo spirito di Olimpia e Giorgio Fontana che all’inizio degli anni ’80 investirono qui tutti i loro risparmi crescendo ben cinque figli, ciascuno dei quali gioca un ruolo preciso nel mondo della ristorazione.
Dunque se siamo fortunati, e non è difficile, si piomba qui ad ora di pranzo, consiglio presto per trovare i tavoli che sporgono direttamente sul mare e sul piccolo pontile. Presto al Sud vuol dire le 12,30, anche 13, lo dico per chi è abituato alle cucine che chiudono alle 14 sopra Roncobilaccio. Qui, come ovunque sulla costa campana, potete arrivare però anche alle 15 e, se trovate posto, sedervi.
La cucina è essenziale, cristallizzazione della cucina di mare, fatta di cotture leggere e che usa orto in ogni piatto e olio d’oliva come grasso, che ha preso piede a cominciare dagli anni ’60, quando queste coste cominciarono ad essere frequentate prima dai napoletani e poi dai visitatori di tutto il mondo: paccheri ai frutti di mare e patate, scialatielli ai frutti di mare, spaghetto con le zucchine, alici marinate, pescato alla griglia o al forno, ma anche orto con la parmigiana di melanzane, i peperoni imbottiti, fritture di calamari o di totani. Finale di dolci tradizionali, vini campani
Il servizio perfetto, la cucina organizzata e veloce non lascia tanto tempo all’attesa, ogni vostro desiderio e ordine. Il servizio è veloce ma nessuno vi porta fretta quando avete finito, i tavoli girano solo se i clienti decidono di alzarsi dopo aver “pariato” tutto di cui hanno bisogno. Ed è proprio la gestioendel tempo che fa la differenza tra la filosofia dello stare a tavola italiano dal resto del mondo: la convivialità è essa stessa un ingrediente, quello principale, perché in questi posti non si viene per fare o, per dirla alla gastrofighetto, per “fare una esperienza”: l’esperienza è la strada che ti porta, la barca con cui sei approdato, gli olivi secolari che ti abbracciano quando lasci Sant’Agata e ti abbracciano lungo tutto il percorso, la spiaggia sassolata, le rocce emerse che diventano protagoniste quando il tempo è cattivo, il sole e il cielo azzurro, azzuro, azzurro.
Ecco perchè questa formula è vincente, il motivo per cui mi piace venire in questo come in altri posti simili. Dopo aver mangiato in mezzo mondo, ormai mi sono convinto che è impossibile superare la qualità sensitiva di questi locali, il loro essere eterni, gli unici capaci di coniugare il termine turista in senso positivo. E’ qui il mio compasso gastronomico.
Ve ne uscirete con un conto che oscilla fra i 50 e i 60 euro, a seconda di quello che prendete. La metà della metà di una visita in città da uno psicanalista pagato in nero.

















