Il Pinot Nero 2015 secondo Martin Foradori di Hofstätter

19/12/2018 699
Martin Foradori
Martin Foradori

Pinot Nero, la grande passione di tutti i bevitori, reso popolare dal film Sideways da Paul Giamatti. I più fighetti pensano subito alla Borgogna, ritenuta insuperabile nonostante i suoi vini siano decisamente cambiati sotto la dittatura dei punteggi di Parker con l’introduzione sistematica delle barrique. Ma i veri appassionati, cioè quelli colti, sanno bene che è possibile trovare grandi chicche anche in Italia. Una recente degustazione del pinot nero declinato dalla Tenuta J. Hofstätter di Termeno ha confermato i livelli che può raggiungere anche nel nostro paese questo vitigno quando viene trattato in maniera maniacale. Tra le diverse etichette della storica azienda condotta da Martin Foradori, ci concentriamo appunto du questa uva nelle sue tre espressioni principali, tutte dell’annata 2015.
Pinot Nero Riserva Mazon 2015 nasce nei vigneti dell’omonimo altopiano. Le uve del Pinot Nero Riserva Mazon vengono separate dai raspi al 75% e per il 25% si versano intatte nelle botti. La fermentazione dura ca. 10 giorni con il mosto sempre in diretto contatto con le bucce. Dopo due attenti travasi, questo vino matura per un anno in piccole botti di rovere, dopo l’assemblaggio sei mesi in botti di rovere grande e poi un anno in bottiglia. Il vino è apparso bevibile, molto fine ed elegante, con un gran finale sapido e saporito. Il prezzo oscilla tra i 24 e i 28 euro.
Il Barthenau Vigna S. Urbano Pinot Nero 2015 alza notevolmente l’asticella. Parliamo di un cru collocato nel cuore dell’area vocata della tenuta Barthenau, sempre in Mazon, dove una parte delle viti hanno oltre 65 anni. Fu Ludwig Barth von Barthenau, l’allora proprietario della tenuta Barthenau, a piantare il Pinot Nero sull’altopiano di Mazon all’inizio del diciannovesimo secolo. Parliamo di un fino elegante ma anche ricco, ben sostenuto da una vibrante acidità che lo rende piacevole e accessibile. I tannini, setosi, sono presenti e in perfetto equilibrio con l’alcol. Il prezzo oscilla tra i 60 e i 70 euro.
Il terzo vino è il mitico Ludwig Barth Von Barthenau Vigna Roccolo Pinot Nero 2015 frutto di un vigneto coltivato a pergola dal 1942, sempre a Mazon, che dal 2012 viene vinificato separatamente. Le radici origini della Vigna Roccolo risalgono alla metà dell’Ottocento, quando Ludwig Barth von Barthenau decise di impiantare il Pinot Nero nei suoi vigneti sull’altopiano di Mazon, in una tenuta che portava il suo nome. Il vigneto era situato vicino ad un “Roccolo”, antico posto per catturare uccelli. Hofstätter è stata la prima cantina  altoatesina ad assegnare la specifica origine al vino, tramite l’indicazione del vigneto di provenienza sull’etichetta. Già negli anni Sessanta fu proprio un Pinot Nero della Tenuta a riportare per la prima volta il nome del maso di proprietà e poi a partire dal 1987 riportare anche il vigneto in etichetta. Parliamo di un vino italiano importante, con appena sotto i 200 euro, forse tra i più costosi. Ma la finezza e l’eleganza assoluta, coniugate alla complessità olfattiva ripagano sicuro dalla spesa i grandi appassionati.