Japaj Sushi Napoli. Tradizione giapponese a Mergellina

13/11/2018 1.5 MILA
I Sushichef Orlando & Manuela
I Sushichef Orlando & Manuela

di Ugo Marchonne

Si scrive Japaj, si legge Japaj. Questo nuovo ristorante nipponico, nel cuore di Mergellina, a pochi passi dalla Cantina di Triunfo e dalla U.S. Embassy, rappresenta davvero una mirabolante novità nel panorama gastronomico partenopeo in fatto di cucina giapponese. Cominciato sotto l’egida di Mario Cangiano del Japit, il ristorante in un paio di mesi si è evoluto in qualcosa di diverso, un ristorante tradizionale che senza strizzare l’occhio alla Fusion, propone però un menù più adatto alla sensibilità del pubblico cittadino. La linea di conservazione e la catena del freddo sono da laboratorio di biochimica. Frigoriferi a -80*, vasche di acqua di mare purificata per il rinvenimento dei crostacei, etichettamento singolo e frigoriferi appositi per l’abbattimento graduale. La linea di Japaj rappresenta forse uno degli standard qualitativi più alti a Napoli. L’ Hoshizaki è dominato da Orlando Araya Saez e Manuela Frantina, coppia di Sushi Chef nella vita e al bancone, capaci di gestire con competenza i ritmi di un ristorante in rapida ascesa. Il patron Attilio gestisce i tempi di sala con competenza. Il ristorante ha un decoro minimalista davvero notevole e punta sull’estrema qualità delle materie prime e delle singole preparazioni oltre che sull’estetica ricercata dei piatti e dell’ambiente.

Il Patron Attilio e gli Chef
Il Patron Attilio e gli Chef
Japaj Sushi Napoli
Japaj Sushi Napoli
Japaj Sushi - Il Bancone e gli interni
Japaj Sushi – Il Bancone e gli interni

Si parte dal Crudo, con la C maiuscola. Crostacei, sfilettato e Sashimi. Composizione imperiale, materie prime deliziose, manipolate il meno possibile. Un saliscendi di sapori che parte dal pesce bianco e dalle ostriche per culminare con l’Otoro, la pregiata Ventresca di Tonno Balfegò. Un barocco solo estetico che si risolve in una pulizia e precisione minimale dei sapori. Il Sashimi di Astice è veramente sensazionale.

Japaj Sushi - Il Crudo di Japaj
Japaj Sushi – Il Crudo di Japaj
Japaj Sushi - Il Crudo di Japaj
Japaj Sushi – Il Crudo di Japaj
Japaj Sushi - Il Crudo di Japaj
Japaj Sushi – Il Crudo di Japaj

Lodevole l’inserimento da parte degli chef di una batteria di Rolls. Rolls di Astice e di Granchio Reale, Spicy Kwepie Mayo e Avocado. Nulla più. Come un California Roll. Ben fatti, goduriosi, morso rotondo. Veramente deliziosi.

Japaj Sushi - I Rolls di Astice e King Crab di Japaj
Japaj Sushi – I Rolls di Astice e King Crab di Japaj
Japaj Sushi - I Rolls di Astice e King Crab di Japaj
Japaj Sushi – I Rolls di Astice e King Crab di Japaj
Japaj Sushi - I Rolls di Astice e King Crab di Japaj
Japaj Sushi – I Rolls di Astice e King Crab di Japaj

Nigiri di gran fattura. Il riso è notevole ma ancora perfettibile, in plasticità rende tutto se stesso, ma manca di aroma e profumazione. Le marinature sulle singole componenti fanno davvero la differenza. La composizione è essenziale e precisa, come dovrebbe essere da disciplinare giapponese. Pezzi e tempi d’assaggio determinati e cadenzati, uno dopo l’altro in ordine preciso. Marinate pronunciate e godibili, ogni singolo pesce è trattato differentemente. Spicca seriamente il pescato della carta.

Japaj Sushi - La Nigiri Selection di Japaj
Japaj Sushi – La Nigiri Selection di Japaj
Japaj Sushi - I Nigiri di Polpo Nostrano
Japaj Sushi – I Nigiri di Polpo Nostrano
Japaj Sushi - Nigiri Negitoro
Japaj Sushi – Nigiri Negitoro
Japaj Sushi - Nigiri Kamatoro
Japaj Sushi – Nigiri Kamatoro
Japaj Sushi - La Petit Nigiri Selection
Japaj Sushi – La Petit Nigiri Selection

La composizione dei piatti d’ingresso è espressione di una volontà orientata all’esaltazione delle materie prime. Tartare di Ventresca di Tonno, King Crab e Riccio di Mare, Tartare di Chela di Granchio Reale, Capasanta scottata e salsa allo Yuzu. Tanta sostanza poche sofisticazioni, solo quel pizzico di accostamento barocco tale da giustificare la concezione lussuosa dell’esperienza.

Japaj Sushi - Tartare di Otoro, King Crab & Uni
Japaj Sushi – Tartare di Otoro, King Crab & Uni
Japaj Sushi - Hotate Aburi & Yuzu Sauce
Japaj Sushi – Hotate Aburi & Yuzu Sauce
Japaj Sushi - Carpaccio di Spigola & Gambero Rosso con Olio E.V.O
Japaj Sushi – Carpaccio di Spigola & Gambero Rosso con Olio E.V.O

La carta dei vini spazia ampiamente dalla Francia alla Campania. Ottimi i riferimenti di Bollicine. Carta sicuramente in evoluzione, ci auguriamo che in un anno arrivi a completa maturazione. Il mio personale azzardo nell’abbinare al sushi un Charles Heideseck Brut, sboccato negli anni 70 dalla collezione privata di mio padre si è rivelato essere un colpo vincente. Vinosità pronunciata ma ancora presente la sua anima di Champagne. Il resto della proposta veleggia tra grandi nomi e referenze intriganti. Dal Krug al Cristal passando per uno straordinario Marguet Shaman 14, varie sono le referenze champagnistiche in carta.

Japaj Sushi - Lo Champagne
Japaj Sushi – Lo Champagne
Japaj Sushi - Il Cirashi
Japaj Sushi – Il Cirashi

Conclusioni

Un nuovo top player in città, la cui cucina appare semplice e sofisticata al contempo, in cui le materie prime brillano ed in cui il cambio di rotta in medias res non ha condotto a stravolgimenti magistrali. Le tecniche di abbattimento e conservazione adottate ci inducono a questionare le pratiche degli altri ristoranti e soprattutto a condannare il fenomeno dilagante degli AYCE. Due Sushichef preparatissimi, sempre pronti a stupire la clientela con mano capace. Lettura consapevole degli ingredienti e delle tecniche di preparazione, osserveremo da vicino le evoluzioni di questo neonato ristorante nipponico che affonda finalmente le radici del proprio pensiero nella tradizione giapponese, senza scadere nella solita fusion commerciale.Finalmente.

4 commenti

    marco

    (13 novembre 2018 - 21:55)

    alla fine ..rimarranno solo loro .. pizze e sushi ……. lo street food e la cucina tradizionale ..si estingueranno

    mahhh (nulla contro il ristorante in questione per carità)

    Francesco Mondelli

    (14 novembre 2018 - 08:08)

    Dietro ad ogni collezione c’è sempre un padre beone.Purtroppo faccio parte della categoria dei padri:godete figli che invece di un padre padrone ve ne ritrovate uno che non è stato sprecone.FM.

      Ugo

      (14 novembre 2018 - 23:30)

      Gentilissimo Francesco,
      Non conoscendo mio padre, come fa a definirlo beone. Mio padre da sempre era collezionista di vini e ha smesso da sposato nei primi anni 90. Credo abbia bevuto 3 o 4 bottiglie delle sue insieme a me. Mi ritrovo qualcosa ma essendo medico mio padre non ha mai indugiato nel bere.
      Mi dispiace questo suo virtuosismo linguistico fuori senso, gratuito e mal circostanziato.
      La saluto.

    Mondelli Francesco

    (16 novembre 2018 - 02:39)

    Giustamente ha notato che l’errore è dovuto ad un “virtuosismo” linguistico forzato che purtroppo in questo caso ha ottenuto il risultato sbagliato.Libero di non credermi ma con quel termine infelice volevo intendere una persona di buon gusto che in tempi non sospetti collezionava bottiglie di pregio.Un complimento quindi e non offesa che non credo sia mai stata nelle mie corde come anche quando commentai favorevolmente un altro suo post mettendo in evidenza l’investimento economico fatto più nel bere che nel mangiare.Con la speranza di poterla incontrare ed avere la possibilità di rimediare la saluto cordialmente pregandola ancora una volta di volermi scusare per il disagio che involontariamente ho potuto causare.Francesco Mondelli

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