Kai Restaurant: la cucina di Jess Murphy a Galway in Irlanda che parla di territorio

19/11/2019 677
Jessica Murphy
Jessica Murphy

Kai Cafè&Restaurant Galway, Ireland
22 Sea Road

H91 DX47, Irlanda
Tel +353 91 526 003
email: hello@kairestaurant.ie
www.kairestaurant.ie
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Il lunedì dalle 9:30 alle 15:00, dal martedì al venerdì dalle 9:30 alle 15:00 e dalle 18:00 alle 21:30; il sabato dalle 10:30 alle 15:00 e dalle 18:30 alle 21:30, la domenica dalle 9:30 alle 15:00

di Floriana Barone

Jessica e David Murphy hanno aperto il Kai Restaurant a Galway nel 2011, in un piccolo e caratteristico edificio di Sea Road che prima ospitava un fioraio, nella parte occidentale della cittadina irlandese.

La filosofia della chef neozelandese Jess Murphy è basata su pochi capisaldi: semplicità, prodotti freschi, biologici e spesso selvatici di alta qualità e di provenienza locale e nessun stravolgimento della materia prima. Da Kai (cibo in lingua māori) il menu cambia ogni giorno, in base agli ingredienti stagionali a disposizione: nei piatti i sapori rimangono ben distinti, con giochi di consistenze e colori.

Kai Cafe'&Restaurant - la sala
Kai Cafe’&Restaurant – la sala

Il Kai è un Bib Gourmand della guida Michelin, premio confermato anche per il 2020, grazie al miglior rapporto qualità prezzo in città (intorno ai 32 €), alla piacevole esperienza gastronomica e soprattutto alla selezione delle materie prime, ben valorizzate dalla cucina dei due chef.

Kai Cafe'&Restaurant - mise en place
Kai Cafe’&Restaurant – mise en place

Nel 2018 agli Irish Restaurant Awards ha sbaragliato la concorrenza portandosi a casa il premio come miglior chef d’Irlanda: Jessica Murphy è stata l’unica non irlandese e la seconda donna di tutte le edizioni a raggiungere questo prestigioso traguardo. Un risultato sorprendente, arrivato dopo anni di lavoro tra la terra d’origine, l’Australia e il Regno Unito.

Per i media locali Jessica “is a legend already in the Irish food industry” (è già una leggenda nell’industria alimentare irlandese), come ha scritto il quotidiano irlandese The Journal, commentando a caldo la vittoria della chef neozelandese.

Jess si rifornisce da piccoli produttori locali: il più lontano si trova a 45 minuti dal suo ristorante. Tra i diversi fornitori spiccano alcuni nomi, come Green Earth Organics, The Friendly Farmer, Killeen Farmhouse Cheese, Four Leaf Clover (Ali’s Fish Market) e St. Tola Cheese. Zucca, cavolo nero, ma anche patate e fiori arrivano quindi dalle piccole fattorie del territorio. Questo non vale solo per gli ortaggi, ma anche per il pesce del Connemara e per la carne della Contea di Roscommon. E, in molti casi, Jessica e il marito acquistano a chilometro zero, dalle botteghe dietro l’angolo di Sea Road, come per il tè organico che utilizzano nel loro ristorante.

Grande ammiratrice di Massimo Bottura e di Carlo Petrini, affezionata al movimento mondiale di Slow Food, Jess ha imparato a cucinare in Australia all’età di vent’anni. Ha scelto poi di raggiungere il Regno Unito e fermarsi lì per quattro anni. Nel 2005 Jessica ha lavorato per un anno a Dublino nel ristorante della famiglia Thornton, all’epoca 2 stelle Michelin. Poi ha deciso di trasferirsi da una città popolata e caotica a una cittadina più piccola e dinamica, Galway, Capitale Europea della Cultura 2020, che oggi sta acquisendo una grande rilevanza a livello gastronomico, valorizzata da Food on the Edge, il simposio annuale in cui si svolge il dibattito sul futuro del cibo a livello globale.

Il Kai Restaurant è caratterizzato da un ambiente raccolto e accogliente, con la cucina a vista, muri e pavimenti in pietra. L’atmosfera è suggestiva: la sala è arredata con tavoli e sedie di legno, luci soffuse e una grande foto della nonna di Jessica. Nel locale c’è anche un camino rustico di pietra e legno su cui poggiano qualche conserva e alcuni vecchi utensili decorativi.

Il menu giornaliero è scritto direttamente da Jessica: tra gli antipasti di ottobre spiccavano il Doonbeg crab, celeriac and roe (Granchio di Doonbeg, sedano rapa e uova di pesce, 12,5€), la Clare venison, blackberry, fig harissa (carne di cervo del Clare, more, fichi in salsa harissa, 8€).

Kai Cafe'&Restaurant - Rossaveal Monkfish, hispi, hazels, parsnip purea
Kai Cafe’&Restaurant – Rossaveal Monkfish, hispi, hazels, parsnip purea

Passando ai piatti principali, gustoso ed equilibrato il suo Rossaveal monkfish, hispi, hazels and parsnip puree (coda di rospo del Connemara, cavolo cappuccio, nocciole e purè di pastinaca, 27€). Molto buona anche la Strip Steak, cafe de Kai butter, Ballymakenny broccolini (bistecca, burro di caffè del Kai, broccolini di Ballymakenny, 29€).

Kai Cafe'&Restaurant - Strip steak, cafe de Kai butter, Ballymakenny broccolini
Kai Cafe’&Restaurant – Strip steak, cafe de Kai butter, Ballymakenny broccolini

Concludendo con gli happy endings, impossibile non assaggiare la Chocolate and olive oil mousse, alpine strawberry and cobnut (mousse di cioccolato e olio d’oliva, fragola alpina e nocciola, 8,5€).

Kai Cafe'&Restaurant - chocolate and olive oil mousse, alpine strawberry, cobnut
Kai Cafe’&Restaurant – chocolate and olive oil mousse, alpine strawberry, cobnut

La carta dei vini comprende circa 50 etichette, tra cui molte francesi e italiane, come il “Fontanasanta Manzoni” 2018 di Elisabetta Foradori (Vigneti delle Dolomiti Bianco IGT, 52€ a bottiglia o l’Amarone 2014 della Cantina Valpolicella Negrar, 80€). I progetti futuri di questa giovane chef? Il primo è quello di continuare a lavorare con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR): qualche mese fa, infatti, Jess Murphy si è recata in Libano per incontrare i rifugiati e documentare lo straordinario patrimonio alimentare che sta rischiando di andare perduto a causa del lungo conflitto. E non solo: Jess sta anche scrivendo un libro di cucina sulle comunità irlandesi, dimostrando un grande interesse non solo per l’aspetto enogastronomico dell’isola, ma soprattutto per quello sociale e culturale.

Kai Cafè&Restaurant

5 commenti

    Enrico Malgi

    Bravissima Floriana. Vedo che stai facendo un bel giro. Complimenti

    19 novembre 2019 - 09:20Rispondi

      floriana

      Enrico, è stata la mia quarta volta in Irlanda: è un’isola meravigliosa, ricca di realtà da raccontare!

      20 novembre 2019 - 13:01Rispondi

    michele

    Complimenti per l’articolo, si comprendono una serie di elementi importanti, e poi quando si tratta di Irlanda gli occhi mi luccicano, sono stato lì una sola volta, ma mi è rimasta nel cuore.

    22 novembre 2019 - 00:45Rispondi

      floriana

      Grazie Michele: è una realtà che merita, molto apprezzata a Galway e nei dintorni. Ti consiglio di tornare quanto prima, perché la nostalgia d’Irlanda potrebbe diventare un grosso problema :)

      24 novembre 2019 - 20:58Rispondi

    Francesco Mondelli

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