La barchiglia e il biscotto di Castellammare: dolce e salato di identità


La barchiglia e il biscotto di Castellammare

di Antonino Siniscalchi

Castellammare di Stabia riscopre e rilancia due simboli della propria tradizione dolciaria, tra memoria storica e nuove strategie di valorizzazione. Da un lato la barchiglia di Re Ferdinando I, antico dessert tornato protagonista grazie a un progetto di recupero culturale e gastronomico; dall’altro il celebre biscotto di Castellammare, al centro di una nuova Comunità del Cibo riconosciuta da Slow Food Italia.

La barchiglia e il biscotto di Castellammare

Al ristorante Francesco & Co. il vernissage per la degustazione e presentazione della barchiglia, dolce storico che per lungo tempo ha rappresentato un segno distintivo dell’eleganza gastronomica stabiese. L’iniziativa è stata promossa dalla chef e scrittrice Rosanna Fienga, impegnata in un lavoro di ricerca e valorizzazione delle ricette tradizionali del territorio. Insieme allo storico Giuseppe Plaitano, presidente dell’Archivio Plaitano, la chef ha guidato i partecipanti, con il sindaco di Castellammare, Luigi Vicinanza, in un viaggio tra storia e sapori, riportando alla luce un dessert che già due secoli fa era apprezzato nelle corti del Regno delle Due Sicilie. Secondo le fonti storiche, il dolce sarebbe nato tra le mura di un convento, trasformandosi nel tempo in una piccola opera d’arte della tradizione locale: raffinata nella forma, ricca di profumi e capace di raccontare il Mediterraneo.

La barchiglia e il biscotto di Castellammare

Accanto a questo recupero della tradizione dolciaria, la città stabiese guarda anche al futuro con un progetto di valorizzazione del suo prodotto più iconico: il biscotto di Castellammare. È nata infatti la Comunità del Cibo per la promozione e valorizzazione di questo storico biscotto, riconosciuta ufficialmente da Slow Food Italia. L’iniziativa è il risultato di una campagna di sensibilizzazione avviata la scorsa estate dalla condotta Slow Food Penisola Sorrentina, Stabia e Capri, presieduta da Luigi D’Apuzzo, in collaborazione con la società By Tourist e il Comitato Borgo Antico di Stabia. Alla nuova comunità aderiscono i principali produttori storici della città – Cascone, Le Delizie di Stabia, Maresca e Riccardi – affiancati da ristoratori e volontari impegnati nelle attività di promozione. I ristoratori Andrea Di Martino di Taverna Mafalda e Antonio Maturo del Maracanà opereranno in sinergia con la squadra della società By Tourist, in campo come volontari, tra cui Elisa Esposito e Catello Ferrigno.
Il portavoce della comunità è Emilio Moggio, giovane studente in farmacia e delegato del Comitato Borgo Antico di Stabia. Il progetto punta a coinvolgere ristoratori, hotel e operatori turistici e a portare il biscotto stabiese nei principali eventi di turismo enogastronomico.
Un percorso che richiama una tradizione già consolidata: in passato, infatti, i biscotti venivano esportati anche oltreoceano insieme all’Acqua della Madonna, una delle celebri sorgenti stabiesi.
Tra recupero della memoria e nuove prospettive di promozione, Castellammare riscopre così due simboli della propria identità gastronomica.

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