La Diagonale di Antonio Cascarano, il contenitore conta, eccome se conta


Antonio Cascarano

Antonio Cascarano

Pensate che il contenitore non possa incidere sul vino? Vi sbagliate di grosso, cambia il risultato e anche in maniera significativa, ossia con percezioni al naso e al palato che chiunque, anche chi non ha mai fatto un corso di sommelier può percepire. Ecco allora che Antonio Cascarano, architetto travolto dalla passione per l’Aglianico del Vulture a Rapolla, vicino Barile, ogni anno nei giorni più freddi dell’anno chiama amici e appassionati nella sua grotta cantina per provare il vino di una stessa annata, il Camerlengo, preso da una stessa botte (castagno per la precisione) e parlare delle differenze in un clima di festa. Così la vendemmia 2013 in bottiglia, Magnum, Jeroboam e Mathusalem è stata al centro della annuale riunione.

Ma perché Diagonale? In gergo tecnico, l’orizzontale è una degustazione di più vini della stessa annata, la verticale è invece la degustazione dello stesso vino in più annate, la diagonale è la linea immaginaria disegnata dalla diversa altezza delle bottiglie. Un termine che Antonio ha giocosamente inventato e di cui non pretende brevetto.

Così fra lasagne, paste al forno, mozzarella, salsicce e cruschi, porchetta, torta celebrativa, un bel gruppo di operatori si è ritrovato in una bellissima serata conviviale, esempio di come si deve comunicare oggi il vino e tra frizzi e lazzi, ciascuno ha scelto la sua versione preferita. Inutile dire che l’Aglianico era, in tutte le versioni, giovane e fantastico.

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