La leggenda del Gravello, la verticale al Mandarin 2014-1988

28/11/2018 391
Le bottiglie di Gravello Librando in verticale

L’occasione è di quelle importanti, storiche: la verticale di Gravello non è solo una seduta di assaggio, ma la sintesi della storia del vini calabrese che passa attraverso l’azienda Librandi portata avanti inizialmente dai fratelli Antonio e Nicodemo Librandi che ha cambiato la percezione della viticoltura meridionale fuori dai confini.
La sede prestigiosa, il Mandarin, la presenza della famiglia e della nuova generazione, la sala affollata di giornalisti specializzati contribuiscono a creare una atmosfera magica.
Il Gravello è stato il primo vino calabrese ad ottenere riconoscimenti spaziali. Nato da blend cabernet sauvignon (60%) e gravello, fu realizzato dai fratelli Librandi con Severino Garofano (1974-1998), il primo enologo professionista che iniziò a collaborare con l’azienda e poi rilanciato da Donato Lanati il cui ingresso da Librandi coincide con l’acquisto dell’azienda Rosaneti.

Donato Lanati
Donato Lanati

Il Gravello ha dato ossigeno e ottimismo all’azienda, ha dato fiducia all’azienda e l’ha spinta a proseguire nella strada della qualità lavorando e studiando la regione con più vitigni autoctoni d’Italia. Nasce su terreno argilloso e calcareo nell’azienda Critone a Strongoli e a Rosanti in agro di Rocca di Neto/Casabona.
La resa viene mantenuta sui 45 ettari, ottenuti da uve allevate a cordone speronato con circa 5000 piante ad ettaro.
Per quanto riguarda, il protocollo, dopo la fermentazione in acciaio per 15 giorni viene affinato per 12 mesi in barrique di Allier con un elevamento in bottiglia di sei mesi. La vendemmia in genere è fatta nei primi dieci giorni di ottobre.

Gravello Librandi

Gravello 1988
Il primo imbottiglia, figlio di una stagione abbastanza calda, senza precipitazioni a giugno e luglio. Buona la maturazione delle uve a ottore. Colore mattonato. Naso di frutta rossa, peperone. Prevale insomma il Cabernet, al palato èsottile, lungo, abbastanza fresco.
Voto 96

Gravello 1989
Inverno privo di precipitazioni, con una primavera calda. La vendemmia è stata più scarsa dal punto di vista della quantità ma ottima da quello della qualità. Naso in linea con il precedente, di frutta, conserva, cenere, cenni fumè. In bocca ritornano questi sentori ma con tannini leggermente  asciuganti e grande freschezza.
Voto 95

Gravello 1990
Ottima annata dal punto di vista sanitario e nella maturazione. Rosso molto interessante: il colore è più limpido, naso di frutta rossa matura, note anche balsamiche. Il primo in cui prevale il Gaglioppo. La beva è sottile, piacevole, freschissima lunga, equilibrato. Piacevole.
Voto 97

Gravello 1998
Primavera con temperature elevate e con piogge abbondannate, estate con temperature moltot elevate. Naso di frutta rossa concentrata, al naso la beva fa fatica ad andare avanti trattenuta da tannini un po’ asciuganti. Viene sostenuta dalla freschezza. Bella sapidità e chiusura amara.
Voto 94

Gravello 1999
L’annata con temperature leggermente superiori alla media, piovosità non eccessiva ma ben distribuita. Colore mattonato, al naso è fruttato con sentori di cenere, in un certo senso è più gaglioppo. Al palato è pieno, ampio, fresco con tannini leggermente asciuganti.
Voto 96

Gravello 2001
Il primo vino interamente realizzato da Donato Lonatai. Un inverno abbastanza regolare e piogge ben distribuite. Vini molto coerente, lungo, piacevole nel quale prevalgono le note fresche e i tannini sono setosi. Chiusura sapida, piacevolmente amara.
Voto 97

Gravello 2003
Ecco l’annata calda, terribile ma il vino è è freschissimo, bilanciato, lungo. Un grandissimo vino che ha ancora davvero molto da raccontare. Chiusura amara, piacevole. Davvero un grande vino da riprovare.
Voto 97

Gravello 2004
Annata segnata da temperature non eccessive e piogge abbondanti. Le uve alla vendemmia si sono presentate sane e mature. Naso di buona frutta, al palato però è sottile, con rimandi vegetali, stirato soprattutto dalla freschezza.
voto 95

Gravello 2005
Fresco in primavera, ondata di caldo siccitosa tra giugno e luglio, poi compensata dalla piogge. Vendemmia discreta da un punto di vista analitica. Un vino elegante, fresco, vino, molto dinamico al palato. Scatto nel finale molto piacevole.
Voto 97

Gravello 2007
Ancora una annata molto caldo con inverno tra i più miti e meno piovosi e primavera afosa. Grande bolla sahariana a giugno con temperature record anche a 44 gradi che ha bloccato l’invaiatura. Rosso frutatto e fresco, un po’ monocorde, ben sostenuto al palato dalla sapidità.
Voto 96

Gravello 2009
Vendemmia difficile a causa delle piogge estive e in vendemmia. Un vino elegante, quasi beverino, al naso buona frutta croccante. Al palato tannino un po’ duro, ma si sviluppa bene la beva grazie alla sapidità e alle acidità.
Voto 96

Gravello 2010
Grandi escursioni termiche in estate, abbasamento delle temperature a settembre con piogge hanno riequilibrato la frutta, che segna un aumento superiore del 20/30% rispetto alla media. Vino molto piacevole al naso, con frutta, carrube, cenere. Al palato è assolutamente equilibrato, piacevole. fresco.
Voto 95

Gravello 2011
Ancora una annata calda, ancora risultati sorprendenti. Naso frutatto, ampio, piacevole al palato tannini ben equilibrati, sroso lungo. Un grande risultato che regala eleganza e piacevolezza.
Voto 97

Gravello 2012
Il caldo estivo e la siccità hanno portato ad un anticipo vendemmiale. Nel bicchiere, ancora ai primi passi, abbiamo una beva in ottimo equilibrio e piacevole. Naso fruttato, sapidità e freschezza, chiusura lunga. Frutto e legno molto ben integrati.
Voto 96

Gravello 2014
Vendemmia più tardiva e uve di grande qualità. Il vino è scattante, luminoso, ha più il gaglioppo in evidenza. Vino di grande energia al palato, lungo, amaro finale e chiusura precisa e piacevole.
Voto 96

Gravello Librandi
Gravello Librandi

CONCLUSIONE
Un rosso di grande carattere, che sicuramente presuppone una buona educazione vitivinicola per poterlo apprezzare in pieno. Non c’è dubbio alcuno sulla sua longevità, i cambiamenti climatici con l’aumento del caldo paradossalmente lo stanno favorendo come si è già visto con l’anteprima del 2003. Un vino che esprime il territorio e incorona la ricerca di una grande azienda protagonista dell’enologia calabrese e italiana.

 

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