La Pasticceria di Antonio Fabozzi, dove la tradizione diventa avanguardia a Casal di Principe


Antonio Fabozzi., Ornella e Antonio

di Ornella Buzzone

Ci sono luoghi che non si limitano a vendere dolci: custodiscono un’eredità, la mettono alla prova ogni giorno e, con la discrezione di chi lavora sodo, la trasformano in qualcosa di nuovo. A Casal di Principe, la pasticceria di Antonio Fabozzi è esattamente questo: un laboratorio contemporaneo con una storia lunga quasi mezzo secolo, nata nel 1977 dall’intuizione e dalle mani di suo padre, e cresciuta nel tempo fino a diventare un indirizzo che parla la lingua della Campania più autentica, ma con accento internazionale.

Antonio Fabozzi e il suo Nociotto

Antonio è un pasticcere di seconda generazione e lo racconta con una semplicità che sa di verità: trent’anni di mestiere, ripetuti ogni giorno con dedizione, come si fa con le cose che non ammettono scorciatoie. In lui convivono due anime che raramente si incontrano con questa armonia. Da un lato le nozioni ricevute in famiglia, il senso del lavoro pulito, la disciplina della bottega, quel rispetto per la materia prima che non si insegna in un corso ma si respira fin da ragazzi. Dall’altro la parte più innovativa del suo percorso professionale, che non ha cancellato la tradizione, l’ha rifinita, alleggerita, resa più precisa. È qui che la sua pasticceria cambia passo: resta campana, ma si fa moderna; resta identitaria, ma si apre.

Entrare da Fabozzi significa capire subito che la contemporaneità, qui, non è un esercizio estetico. È una scelta di metodo. La qualità è il denominatore comune dichiarato, quasi un patto con il cliente: scrupolo nella selezione delle materie prime, attenzione maniacale ai dettagli, una squadra formata e consapevole di ciò che produce, perché la qualità non può essere un gesto individuale, deve diventare cultura di laboratorio. E quando questa cultura è condivisa, la vetrina non è più soltanto un’esposizione: diventa una promessa.

Antonio Fabozzi.,ovetti di cioccolata

Il primo universo che cattura è quello del cioccolato, che in casa Fabozzi “fa da padrona”. Praline, soggetti, uova: il cioccolato non è un accessorio stagionale, è un linguaggio quotidiano. Ma è interessante ascoltare Antonio mentre parla di evoluzione: un tempo le praline erano soprattutto forme, stampi, decorazioni; oggi inseguono un gusto più raffinato, una pulizia che richiama lo stile francese, senza perdere quella rotondità golosa che il pubblico campano riconosce al primo morso. È un passaggio importante, perché racconta la sua visione: non rincorrere le mode, ma attraversarle, prenderne il meglio, restituirle con una firma personale.

E poi c’è il cuore vero del suo racconto, quello che diventa quasi emozione: il mondo dei lievitati. Colombe, panettoni, dolci di ricorrenza. È qui che Antonio si illumina, perché qui vive il suo “fiore all’occhiello”: il lievito madre, curato ogni giorno con una dedizione che somiglia a un rito. Il lievito madre non perdona, pretende costanza, chiede ascolto. E quando un pasticcere ne parla come del proprio punto di forza, sta dicendo molto più di quanto sembri: sta dichiarando la sua idea di tempo, di pazienza, di artigianalità vera. Non stupisce, allora, che sia stato onorato di partecipare alla Coppa del Mondo del Panettone: perché chi lavora così non cerca scorciatoie, cerca profondità.

Antonio Fabozzi, i dolci

La bellezza di questa pasticceria, però, è che il racconto non è rimasto fermo alle grandi ricorrenze. C’è stata una svolta concreta, e Antonio la colloca con precisione: otto o nove anni fa, quando nasce il locale nuovo e la pasticceria decide di affiancare la caffetteria. Una scelta che cambia il ritmo del giorno, apre la porta alla colazione, intercetta nuovi clienti e nuove abitudini. È una trasformazione che molte attività subiscono; qui, invece, è una trasformazione guidata. Perché la colazione non viene aggiunta “tanto per”, viene costruita con ambizione, fino a diventare un vero reparto identitario.

Antonio Fabozzi, la colazione

Il risultato è una viennoiserie ampia, attuale, pensata per accontentare gusti diversi senza perdere coerenza. Dal croissant sfogliato classico al papillon all’albicocca, dall’éclair alla gianduia al pan suisse crema e gocce di cioccolato, fino al pan suisse extra dark con cookies all’interno, c’è un’idea chiara: stratificazione, burro lavorato bene, farciture nette, equilibrio. E poi quei dettagli che fanno la differenza, come il fagottino cheesecake ai lamponi, che non è solo un dolce, è una piccola dichiarazione d’intenti: cremosità, acidità, dolcezza misurata, il tipo di assaggio che ti rimane in testa e ti fa tornare.

Antonio Fabozzi, lieviti

Accanto, le monoporzioni moderne completano il quadro con una collezione che parla di tecnica e gusto: la mono al pistacchio, la crostatina al cioccolato fondente con lamponi e frutti rossi, la charlotte ai frutti rossi, cocco e cioccolato al latte. È una pasticceria che vuole essere contemporanea anche nel formato, nella praticità, nella possibilità di scegliere più assaggi, di costruire una degustazione personale davanti a una vetrina che cambia, ma non tradisce.

Antonio Fabozzi., Nociotto

Eppure, se c’è un prodotto che racconta davvero la capacità di Fabozzi di trasformare un’idea in identità, quello è il Nociotto. Un dolce nato circa quindici anni fa, nato da una sua intuizione, diventato immediatamente riconoscibile al punto da essere registrato come marchio. Qui non siamo davanti a un semplice “dolce di successo”: siamo davanti a un simbolo. Semifreddo alla nocciola, cuore di gianduia, mandorle pralinate che danno croccantezza e carattere. Un fine pasto perfetto, pensato per piacere, ma costruito con intelligenza. E c’è un dettaglio che conta, perché oggi non è più marginale: è un dolce adatto anche a chi deve evitare il glutine, perché non ne prevede l’aggiunta. È inclusivo senza essere “di nicchia”, è buono e basta, come dovrebbero essere tutte le cose davvero ben fatte.

Antonio Fabozzi – dolci

In questa pasticceria, inoltre, c’è un senso concreto dell’ospitalità: la capacità di rispondere alle esigenze quotidiane, anche all’ultimo minuto. Torte moderne sempre presenti in vetrina, torte classiche per i compleanni, proposte di tradizione reinterpretata come la babaiola, e quell’attenzione a non lasciare nessuno senza soluzione, nemmeno quando la prenotazione è stata dimenticata. È un dettaglio che racconta molto: l’avanguardia qui non è snob, non è distante. È al servizio del territorio, della vita reale, dei ritmi della gente.

E adesso, come ogni realtà viva che non si accontenta, Fabozzi si prepara a un nuovo passo: l’ampliamento con una nuova aletta pensata per far sedere le persone, accoglierle con calma, restituire tempo. Un angolo di tranquillità dove la colazione diventa un piccolo rituale quotidiano, da vivere in pieno relax, lontano dalla fretta. E dove, nel pomeriggio, ci si potrà concedere un tè accompagnato dai biscotti di casa o dalle cioccolate, trasformando una semplice pausa in un momento di piacere autentico. È l’idea più bella di bar pasticceria: non solo consumo, ma ospitalità vera, quella che ti fa sentire atteso, ascoltato, a tuo agio. Perché la qualità, alla fine, non sta soltanto in ciò che si produce, ma anche in come lo si offre.

 

Pasticceria Antonio Fabozzi, unica sede

Corso Umberto I, 768, Casal di Principe, 81033 Ce

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