La Vecia Priara: la grammatica autentica della cucina berica
di Valentina Ruzza
Ci sono luoghi che scelgono deliberatamente di restare fuori dal rumore contemporaneo, affidando la propria identità non alla ricerca dell’effetto, ma alla solidità di una visione gastronomica coerente. La Vecia Priara, a Villabalzana di Arcugnano, sui Colli Berici, rappresenta uno di questi indirizzi: una trattoria che, da oltre trent’anni sotto la gestione della famiglia De Rosso, continua a difendere un’idea di cucina territoriale rigorosa, radicata e priva di concessioni superflue.
La posizione contribuisce a definire immediatamente il carattere del luogo. A pochi passi dalla chiesa parrocchiale, dominata da un campanile slanciato, il ristorante si apre su un panorama che attraversa le Piccole Dolomiti e scivola verso le campagne dell’Est Vicentino. Non è solo una cornice suggestiva, ma parte integrante della narrazione gastronomica: qui la cucina riflette il paesaggio, con una proposta che privilegia stagionalità, selvaggina e tartufo nero locale come elementi strutturali e non come semplici richiami estetici.
Il menu si muove con una coerenza rara nel panorama attuale. Non c’è l’ansia di reinventare la tradizione, ma piuttosto il desiderio di preservarne la grammatica gustativa. Lepre, cinghiale, capriolo e selvaggina da piuma attraversano la carta dagli antipasti ai secondi, costruendo un percorso che richiama la cucina di collina nella sua forma più autentica. Preparazioni come la pernice rossa con “poenta onta” o i bocconcini di cinghiale al ginepro restituiscono una dimensione arcaica del gusto, fatta di sapori profondi e cotture rispettose, lontane da ogni tentazione di alleggerimento forzato. Nei primi piatti emerge una tecnica solida e una chiara lettura del territorio.
I bigoli al cinghiale e le pappardelle al cervo raccontano una cucina boschiva, mentre il risotto – declinato con tartufo, funghi, cinghiale o nella versione più identitaria con la quaglia – diventa uno dei momenti più interessanti del percorso gastronomico, soprattutto per l’equilibrio tra struttura e intensità aromatica. Inserimenti più contemporanei, come i fagottini con Asiago e pere, crema di zucca e fonduta di Parmigiano al tartufo, non tradiscono l’impostazione classica ma introducono una lettura più attuale del comfort food veneto. La sezione delle carni alla griglia rappresenta una dichiarazione di intenti. Dalla Sorana alle selezioni più pregiate, fino alla presenza del maiale iberico Pata Negra, la carta mostra una ricerca attenta che amplia il respiro gastronomico senza perdere coerenza territoriale.
Il baccalà alla vicentina, proposto con rigore tradizionale, resta invece uno dei piatti simbolo, a dimostrazione di una cucina che non sente il bisogno di reinterpretare ciò che funziona già nella sua forma originaria. Interessante anche la gestione della carta dei vini, ampia e stratificata, con una forte presenza delle Tre Venezie e delle Doc dei Colli Berici, affiancate da etichette nazionali che spaziano dal Piemonte alla Toscana fino alla Sicilia e a incursioni in Champagne. Una selezione che non rincorre mode effimere ma privilegia bevibilità e abbinamento, mantenendo una linea coerente con la proposta gastronomica. La dimensione dell’accoglienza completa l’esperienza.
D’estate il terrazzo affacciato sul panorama e la suggestiva “priara”, antica cava di pietra, trasformano il ristorante in uno spazio quasi scenografico, ideale per matrimoni, cerimonie e incontri familiari o professionali. Non è raro che il locale diventi anche tappa naturale per chi percorre i sentieri dei Berici, tra Lumignano e il lago di Fimon, confermando quel legame profondo tra cucina e territorio che oggi rappresenta uno degli elementi più autentici della sua identità. In un panorama gastronomico spesso dominato dalla ricerca dell’inedito, La Vecia Priara sceglie una strada diversa: quella della continuità. Una trattoria che non ambisce a stupire, ma a consolidare un linguaggio gastronomico preciso, dove la tradizione berica viene custodita con rigore e restituita al pubblico con una consapevolezza rara. Ed è forse proprio questa fedeltà a sé stessa a renderla, ancora oggi, una delle realtà più solide e riconoscibili del territorio vicentino.
La Vecia Priara – Villabalzana di Arcugnano (VI)
Via San Nicolò, 41| 0444 273017 | www.allaveciapriara.it
Piatto identitario: Risotti stagionali (quaglia, tartufo, funghi), pernice con “poenta onta”, selvaggina in diverse preparazioni | Carta vini: Selezione ampia con Doc dei Colli Berici e Tre Venezie, affiancate da etichette nazionali e Champagne | Ambiente: Sale rustico-eleganti, terrazza panoramica estiva e suggestiva “priara”, antica cava di pietra | Ideale per: Cucina territoriale autentica, cerimonie ed esperienze gastronomiche legate al paesaggio berico
Indirizzo storico dei Colli Berici che mantiene una linea gastronomica coerente, lontana dalle mode e fortemente legata al territorio.





