La cucina italiana sarà salvata dalle Cesarine?

9/7/2019 559

di Alfonso Sarno

Le Cesarine…chi sono?
Desideri condividere il nostro secolare patrimonio enogastronomico con altri appassionati provenienti da tutto il mondo?
Allora non esitare ed iscriviti a “Le Cesarine”, l’associazione culturale gastronomica nata 3 lustri or sono proprio per non far disperdere la preziosa memoria di piatti a rischio di oblio, purtroppo marginalizzati da una pessima, globalizzante idea di fast food ma, bensì, di valorizzarlo. E, soprattutto condividerlo, facendo aprire le cucine e le sale da pranzo dei soci che mettono a disposizione i loro talenti culinari preparando pranzi e cene da gustare chiacchierando tranquillamente intorno al desco familiare. Insomma qualcosa di più di un semplice ed a volte, impersonale home restaurant ma una coinvolgente esperienza che inizia dalla ricerca degli ingredienti di qualità, dalla loro preparazione e si completa con il mangiare tutti insieme; con i padroni di casa che raccontano la storia dei cibi, le bellezze della città, gli indirizzi di nascosti, preziosi artigiani.

Le Cesarine, una idea immediatamente vincente nata a Bologna per iniziativa della sociologa Egeria Di Nallo, professoressa dell’Università di Bologna, con un duplice scopo ovvero di salvaguardare e tramandare sì le classiche ricette di un territorio ma anche di offrire una opportunità economica soprattutto alle casalinghe ed alle donne senza lavoro. Una filosofia esplicitata già dal nome dell’associazione che ricorda, con il nome degno di un personaggio di Guido Gozzano, le massaie romagnole – mamme, nonne, zie, balie – orgogliose di stupire con la sfoglia perfettamente tirata o con il bollito di carne, orgoglio della cucina bolognese.

Senza saperlo nelle casalinghe cucine attuavano quanto sostenuto dal fisiologo del gusto Anthelme Brillat-Savarin per il quale “Invitare una persona a pranzo, significa occuparsi della sua felicità; fintanto che è sotto il tuo tetto”. Una massima con la quale si dichiara perfettamente d’accordo Germana, “Cesarina” di Napoli: “Sono partita dal piacere di cucinare per gli amici; da lì è nata il desiderio di iscrivermi all’associazione: volevo condividere i miei quaderni di ricette con più persone possibili perché la cucina, è storia di un paese, è tradizione di un popolo”. Germana e basta perché lei come tutte le altre Socie e Soci – già sono attivi, ed in continuo aumento, tantissimi “Cesarini” ritengono inessenziale esplicitare il cognome. “Quello che contraddistingue la nostra scelta – concorda Assunta da Meta di Sorrento – è la voglia di conoscere attraverso l’Associazione gente proveniente dai paesi più diversi e di far vivere loro in prima persona la cultura campana nel modo più spontaneo che esista, cioè invitandoli alla mia tavola”.


E non solo, perché come detto l’Associazione attualmente anche grazie alla Startup Home Food che l’affianca nella promozione e nella organizzazione degli eventi, offre un variegata serie di attività complementari, diffuse su tutto il territorio nazionale, dai corsi di cucina regionale, ai pranzi ed alle cene che vedono il coinvolgimento degli ospiti, alle visite ai mercati locali ed alla collana di “Biografood”, un progetto editoriale che dà voce alle storie di Cesarine che raccontano la loro vita e l’amore per la cucina di tradizione.
E, come questa, possa rivelarsi un momento fondamentale di trasmissione di vicende soltanto apparentemente minime. Un quadro associativo del tutto positivo, oggi 700 associati in più di 120 città italiane, piccole e grandi, organizzano eventi culinari e la richiesta aumenta di continuo, soprattutto in Costiera Amalfitana tanto da far promuovere da parte dei responsabili una campagna alla ricerca di nuovi aderenti. I requisiti necessari? Sapere cucinare, interpretandoli con quella passione che ai costaioli non manca, i piatti della tradizione, avere una mentalità ospitale pronta ad accogliere persone da tutto il mondo visto che il 60 per cento degli ospiti sono stranieri ed essere pronti ad accompagnarli nella scoperta delle tante bellezze monumentali, facendo sì che il connubio tra arte e cucina rimanga impresso nei loro animi.

Le Cesarine

Un commento

    Francesco Mondelli

    (9 luglio 2019 - 18:17)

    Ci auguriamo di avervi regalato qualche ora di felicità.Questo il congedo del ristorante Oasis Sapori Antichi:locale stellato poco mediatico ma di antico viatico.Cucinare è amare che significa dare piacere.Mai per dovere ! Viva le Cesarine.FM

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