Le donne alla guida dell’enogastronomia; una spinta ad innamorarsi del vino


Le donne alla guida dell’enogastronomia fra tradizione e futuro – locandina

di Giulia Cannada Bartoli

Presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, nell’ambito della Parthenope Women’s Week 2026, si è svolto l’incontro dedicato al ruolo delle donne nel mondo dell’enogastronomia, con la partecipazione delle socie dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e degli studenti del corso di Imprese Turistiche e Fashion, Art and Food Management.

L’aula durante il talk

Nove Donne del Vino della Campania, quest’anno non nel ruolo di docenti in senso stretto, ma, di co-protagoniste di un talk con i numerosi studenti intervenuti, sul tema della leadership femminile nel settore enogastronomico. La delegazione ha voluto rappresentare tutte le anime dell’associazione con: Gilda Guida Martusciello, Delegata Regionale Donne del vino e produttrice nei Campi Flegrei con Salvatore Martusciello Wines; Paola Licci, vice delegata dell’associazione, sommelier professionista e referente per i Campi Flegrei; Valentina Cirino produttrice flegrea con l’azienda di famiglia Cantavitae; Lorella di Porzio Ristoratrice e Consigliera Nazionale (unica della Categoria); Stefania Ursumando Sommelier prestata alla didattica presso gli istituti alberghieri; Giovanna Sangiuolo Sommelier e Giurista vitivinicolo in ambito internazionale. Maria Furgiero, coltivatrice diretta (come ama definirsi) di una meravigliosa vigna a Bacoli; Roberta Pirone produttrice irpina e la sottoscritta in qualità di giornalista e scrittrice enogastronomica.

Marilù Ferrara, Presidente Comitato Unico di Garanzia UniPartenope

La presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’ateneo, Professoressa, Marilù Ferrara, ha aperto l’incontro dando il benvenuto alle socie dell’associazione e agli studenti sottolineando il valore del confronto tra mondo accademico e quello di professioniste del settore.

Rita Lamboglia, Presidente Fashion, Art and Food Management

A seguire, la professoressa Rita Lamboglia, Presidente del corso di studi Fashion, Art and Food Management (interamente in lingua inglese), ha richiamato una recente riflessione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sugli 80 anni della Repubblica, evidenziando come in quegli anni è iniziata la rivendicazione dell’importanza del contributo femminile nella crescita sociale, culturale ed economica del Paese, con il diritto di voto alle donne per la prima volta nel 1946.

Gilda Guida Martusciello

Gilda Guida Martusciello, ha introdotto l’associazione nazionale delle donne del vino, raccontandone la nascita: un progetto nato, alla fine degli anni ’80, dalla determinazione di un piccolo gruppo di produttrici che hanno voluto dare valore e visibilità al lavoro femminile nel mondo del vino. Oggi l’associazione conta circa 1300 socie.

Giada Pennino

Dopo una breve presentazione delle socie presenti, il talk è entrato nel vivo con l’intervento della Dottoranda in Organizzazione delle Imprese Turistiche, Gaia Pennino che, ha illustrato alcuni aspetti legati al ruolo delle donne nel mondo della pizza, sottolineando come anche in quest’ambito, sebbene si trovi a scontrarsi con blocchi di tipo culturale e con difficolta storiche (es.maternità) la presenza femminile stia crescendo e contribuendo all’innovazione del settore. La ricerca è stata svolta in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana. In effetti, non è ancora così comune trovare delle donne dietro il bancone ad ammaccare o al forno. Succede più spesso in pizzerie a conduzione familiare. In ogni caso il ruolo delle donne in posizioni manageriali del food e della ristorazione è in lenta ma, costante crescita.

Lorella Di Porzio

La storica ristoratrice napoletana Lorella Di Porzio, del ristorante Umberto 1916, ha raccontato un episodio della sua giovinezza che l’ha vista affrontare difficoltà durante un’iniziativa dell’AVPN – Associazione Verace Pizza Napoletana, testimonianza delle sfide incontrate dalle donne in ambiti tradizionalmente maschili. Da allora per fortuna la situazione è decisamente cambiata.

Stefania Ursumando

Stefania Ursumando, Avvocato, Sommelier e Docente, ha invitato gli studenti a essere curiosi e scoprire il mondo del vino e della terra, spiegando come questi percorsi possano trasmettere valori profondi e fondamentali per la crescita personale e professionale, portando come accaduto a molte donne del vino a sbocchi professionali inattesi e di successo.

Paola Licci

Paola Licci, Vice Delegata Donne del Vino e referente dell’Associazione Italiana Sommelier per i Campi Flegrei, ha risposto alla curiosità di uno studente in procinto di iniziare il corso da sommelier, raccontando come la formazione degustativa ed esperienziale possa aprire nuovi orizzonti e opportunità lavorative.

Valentina Cirino e Maria Furgiero

Le produttrici flegree Valentina Cirino e  Maria Furgiero o hanno condiviso le proprie esperienze d’impresa al femminile, raccontando il confronto quotidiano con un settore storicamente dominato da figure maschili e l’importanza della determinazione nel portare avanti il proprio progetto. Alla fine la vita dell’azienda agricola può avvantaggiarsi dei diversi contributi di entrambi, per raggiungere gli obiettivi perseguiti.

Giovanna Sangiuolo

La giurista Giovanna Sangiuolo, sommelier ed esperta di diritto vitivinicolo in ambito locale e internazionale, ha illustrato in termini semplici e concreti, come la dimensione legislativa sia un elemento fondamentale che permea tutte le attività legate al settore enogastronomico, dalla produzione alla commercializzazione.

Giulia Cannada Bartoli

A chiudere l’incontro è stata la giornalista Giulia Cannada Bartoli, che ha sostenuto l’importanza di un cambiamento radicale nella narrazione del vino: eliminare gli eccessivi sofismi tecnici di linguaggio che possono intimidire le nuove generazioni. Adottare un linguaggio semplice, coinvolgente, che invita all’esperienza più immersiva: non un semplice calice di vino ma attività, fasi della vite e della lavorazione in cui – entro i termini di legge- coinvolgere le persone. In particolare, la GenZ è alla ricerca di esperienze trasformative: non vuole assistere, ma partecipare. Non vuole solo degustare, ma anche capire con semplicità, contribuire. L’idea di vivere il vino attraverso le varie stagioni, permette di seguire il ciclo naturale della vite: potatura, fioritura, invaiatura, vendemmia. Oggi il nemico del giornalista vero è l’algoritmo: In un mondo, dove l’intelligenza artificiale è sempre più capace di raccogliere, analizzare e sintetizzare informazioni, il giornalismo del vino deve evolversi. Non più raccontare vini e territori: ma, interpretare, emozionare, guidare. La nuova responsabilità di chi comunica il vino è saper accogliere, guidare, adattare, divertire e, soprattutto, tradurre la nostra ricchezza enologica, in un linguaggio che non sia per pochi eletti, ma, per tutti quelli che, davanti a un bicchiere di vino, cercano semplicemente una bella storia. Nel mondo del vino, dove il racconto passa per emozioni, luoghi, persone, storie, l’intelligenza artificiale può aiutare ad accelerare, ma, non può sostituire l’anima di un giornalista vero. Questa capacità di racconto emotivo, di entrare dentro belle storie che toccano l’anima delle persone, credo sia, prevalentemente femminile.

Un caso recente di “prevalenza” di scrittura femminile è stato prodotto dal noto giornalista enogastronomico Luciano Pignataro con il suo libro “Le Pizzerie storiche di Napoli. Un viaggio nell’anima della città – Edizioni LPWBL” nel quale ha affidato  tanti racconti a ben nove colleghe.

Il gruppo delle Donne del Vino della Campania  con le vulcaniche Prof. Ferrara e Lamboglia

E chissà, che questo nostro nuovo modo di raccontare e coinvolgere non porti almeno qualcuno dei giovani incontrati oggi, a innamorarsi e fare una scelta di vita come la nostra.

Noi ci siamo, a vostra disposizione per un consiglio, una chiacchierata…In bocca al lupo ragazze e ragazzi! Dalle Donne del Vino della Campania

Donne del Vino – Campania
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