Luigi Zolin Cibo, il culto del prodotto a Sondrigo


Luigi Zolin Cibo

di Valentina Ruzza

Ci sono luoghi che non si limitano a offrire un pasto, ma restituiscono un senso compiuto del tempo, della cultura e del gesto artigiano. Luigi Zolin Cibo è uno di questi. Varcarne la soglia significa entrare in una dimensione sospesa, che richiama i casolini di una volta: banchi colmi di specialità, sacchi di farina accatastati con naturale eleganza, credenze antiche che sembrano custodire memorie più che oggetti. In sala, giovani impeccabili vestiti come garzoni di bottega si muovono con discrezione e precisione, riportando in tavola un’idea di servizio oggi sempre più rara: autentica, rispettosa, profondamente umana.

Luigi Zolin Cibo

A governare questo microcosmo è Luigi Zolin, presenza costante ma mai invadente, anima e regista di un progetto che affonda le radici in una vita poliedrica. Artista artigiano nel senso più nobile del termine, Zolin ha sempre inseguito i suoi sogni trasformandoli in professioni di successo. Sarto per vocazione — nel 1972 apre a Sandrigo il suo primo negozio di prêt-à-porter, collaborando negli anni con alcune tra le più grandi maison internazionali — event designer con un raffinato negozio di scenografie floreali inaugurato nel 2002, e infine gourmand consapevole. Una passione, quella per la cucina, condivisa con la sorella Giuseppina, cuoca sensibile e rigorosa, che nel 2010 prende forma definitiva nell’apertura di una gastronomia con cucina di alta qualità. La “bottega dei sapori” trova casa in un ex negozio di ferramenta, all’interno di un palazzetto di fine Settecento nel centro di Sandrigo.

Luigi Zolin Cibo

Un luogo che Zolin sceglie di rispettare fino in fondo: l’insegna originale resta al suo posto, così come il pavimento e i vecchi infissi in legno, elementi che contribuiscono a costruire un fascino rétro autentico, mai artificiale. La sala principale è dominata da grandi tavoloni conviviali, pensati come spazi di condivisione, che Luigi “veste” con composizioni stagionali ispirate ai prodotti della terra, mentre le pareti diventano quinte sceniche per una straordinaria selezione di materie prime catalogate con rigore quasi museale.

Luigi Zolin Cibo

Qui, infatti, ciò che si mangia è anche ciò che si può acquistare. Tutte le materie prime utilizzate in cucina sono selezionate tra aziende virtuose, spesso biologiche e legate ai presìdi di Slow Food. Le eccellenze raccontano un’Italia agricola di altissimo profilo: il riso Acquerello di Vercelli, unico a essere lavorato mantenendo la gemma; le farine del Mulino Marino di Cuneo, cuore pulsante di pane e pasta fatti a mano; le piccole lenticchie di Ustica, la gallina padovana, il carciofo violetto dell’isola di Sant’Erasmo nella laguna veneziana. Ogni ingrediente è scelto per identità, stagionalità e integrità. Il menù riflette questa filosofia con una cucina che guarda alla tradizione veneta con rispetto e profondità. Gnocchi fatti in casa, pasticcio di carne, preparazioni che parlano il linguaggio della memoria, affiancate da incursioni più cosmopolite — come il riso basmati integrale con pollo al curry — che raccontano la natura internazionale dello staff e una curiosità gastronomica mai esibita. Il piatto simbolo resta però il Bacalà alla Vicentina, una delle ricette-capolavoro di Giuseppina.

Luigi Zolin Cibo

Non è un dettaglio secondario: Sandrigo è sede della Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina, e qui questo piatto identitario viene proposto con polenta biologica del Mulino Marino, in una versione fedele, misurata, profondamente territoriale. Durante la settimana il ristorante propone due percorsi distinti: a mezzogiorno una cucina più semplice e immediata, la sera ricette più elaborate e strutturate. Nel fine settimana il menù diventa unico, mentre il venerdì è tradizionalmente dedicato al pesce, secondo un rituale che affonda le sue radici nella cultura veneta più autentica. Nulla, in questo luogo, è lasciato al caso. Dalla mise en place, solo in apparenza frugale, al servizio, tutto è orchestrato da Luigi secondo un cerimoniale preciso, quasi sartoriale. Le stoviglie evocano i servizi “della nonna” in maiolica bianca; il caffè — una miscela di Arabica coltivata ad alta quota in Guatemala — viene servito come un tempo, con la moka tradizionale in bicchierini trasparenti, il bicérin, memoria di un’epoca precedente alla diffusione della porcellana. La carta dei vini è contenuta ma attentamente curata, con etichette disponibili anche al calice, affiancate da una selezione di birre artigianali.

Luigi Zolin Cibo

A pochi passi, in Piazza Vittorio Emanuele 13, si completano i tasselli di questo universo coerente: Luigi Zolin Casa, dedicato a fiori e home décor, e la sartoria, visitabile su appuntamento. Spazi diversi, un’unica visione, dove estetica, gusto e artigianato dialogano in modo naturale. Il segreto di tutto questo risiede forse nella storia stessa di Luigi Zolin. Nel corso della sua carriera ha lavorato come sarto per maison leggendarie come Christian Dior, Givenchy, Nina Ricci e Valentino. A Roma ha vestito, per il grande stilista, alcune tra le donne più belle al mondo e ha restaurato abiti iconici per la mostra celebrativa dei 45 anni della Maison Valentino, ospitata nel 2007 al Museo dell’Ara Pacis. Nel suo atelier custodisce ancora oggi disegni e modelli originali: un patrimonio silenzioso che continua a vivere, trasformato, nei gesti quotidiani di questa bottega del gusto.

Luigi Zolin Cibo
Via Roma 14-36066 Sandrigo (Vicenza)

 

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