Merlanico Vino da Tavola 2006 – Barone Pizzini

23/9/2021 360
Merlanico 2006 Vino da Tavola Barone Pizzini
Merlanico 2006 Vino da Tavola Barone Pizzini

di Enrico Malgi

Spesso mi piace prelevare dalla mia cantina qualche ottima bottiglia di vino datata, sperimentando così la sua tenuta temporale.

Domenica scorsa per accompagnare il pranzo ho stappato una rara bottiglia del 2006, stesso millesimo che avevo già assaggiato nel 2010, frutto di una capillare collaborazione di alcuni anni fa tra Bruno De Conciliis, Winny D’Orta e Silvano Brescianini. L’etichetta è denominata Merlanico Vino Da Tavola 2006, messo in bottiglia da Barone Giulio Pizzini Piomarta, viticoltore in Provaglio d’Iseo (Bs). Tasso alcolico di quattordici gradi. Bottiglia numero 1521 di 1716. Nella controetichetta si legge: “Merlanico. L’incontro tra Silvano, Vinni e Bruno, il Merlot di Franciacorta e l’Aglianico del Cilento, un matrimonio che traccia il solco tra espressioni di zone diverse, che si uniscono esaltandosi”.

Controetichetta Merlanico Vino da Tavola 2006 Barone Pizzini
Controetichetta Merlanico Vino da Tavola 2006 Barone Pizzini

Ebbene devo ammettere che dopo quindici anni il vino riesce ancora ad esaltarmi e ad emozionarmi, sfoggiando innanzi tutto un colore vivo e brillante e poi una godibile e giovane freschezza, che alita come venticello di primavera per tutto il cavo orale. Il profilo aromatico comunica un inalterato e profondo equilibrio tra le varie componenti olfattive. Vibrante poi la tensione gustativa reattiva e dinamica. Trama tannica favolosamente ammansita. Sorso verticale, avvincente, aggraziato, complesso, strutturato, avvolgente, epicureo e, soprattutto, non ancora stanco per cui è facile vaticinare almeno altri quattro-cinque anni di serbevolezza. Dopo avere decantato il vino per un’oretta, l’ho abbinato ad un piatto di pasta al sugo e carne di maiale. Un capolavoro di vino davvero. Peccato che non si produca più ed io purtroppo ho finito le bottiglie.

Vino Merlanico 2006 decantato
Vino Merlanico 2006 decantato

Scheda del 27.11.2010

Ed ecco il risultato finale della mia degustazione: la gradazione alcolica è di 14 gradi. Il colore è nero come una vecchia marsina, impenetrabile, denso, tetragono. Al naso regala note di amarene sotto spirito, tabacco, cuoio, nocciole tostate, prugne, sentori di frutti di bosco e goudron. In bocca è tannico, polposo, speziato, austero, rotondo, con rivisitazione di profonda carica di piccoli frutti di bosco, come mirtilli e more e retrogusto balsamico. Si serve alla temperatura di 18-20 gradi, dopo averlo decantato, in bicchieri di 6 cm. Va abbinato a pasta al sugo, formaggi stagionati e piccanti, insaccati, lepre in salmì, cosciotto di agnello alla brace, grigliata di carni varie e stinco di maiale.

Un commento

    FRANCESCO MONDELLI

    In Magnum ma stessa annata stappata un paio di mesi fa ad un pranzo conviviale dove c’erano un sacco di vini niente male.Cosa aggiungere se non che fu la bottiglia della giornata è per me la migliore bevuta finora di questa annata ma anche la migliore di quest’anno che da le spalle all’estate guardando con fiducia all’elegante autunno coi suoi colori cangianti profumi pungenti e tini ribollenti FM

    23 settembre 2021 - 11:42Rispondi

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