Amalfi, Ischia e Capri: dieci bianchi della Costa Campana da non perdere nel 2017

15/8/2018 3.3 MILA
Prisco Apicella
Prisco Apicella

1- Costa d’Amalfi doc Per Eva 2016
San Francesco
Questo vino ottenuto da un vigne di falanghina, ginestra e pepella è sempre stato straordinario, una bella verticale ne ha confermato l’incredibile longevità che lo pone nell’Olimpo dei bianchi italiani. Il millesimo 2016 dimostra ancora una volta questa sua grandezza a cominciare dal naso giovane, ricco di fiori, note balsamiche e frutta bianca, al sorso ampio, ben strutturato, lungo. Un capolavoro.
www.tenutasanfrancesco.it

2-Costa d’Amalfi doc Santa Marina 2016
Apicella
Restiamo a Tramonti, il comune contadino della Costiera Amalfitana dove come ogni anno è difficile stilare una classifica che vede sempre i produttori al fotofinish. Ancora 2016, giusta la decisione di Prisco Apicella di aspettare un po’ per dare valore al bianco. Il risultato è un sorso estremamente fine, elegante, gentile ma ben strutturato e ampio. Un vino da aspettare ancora un po’.
www.giuseppeapicella

3-Costa d’Amalfi doc Fiorduva 2016
Marisa Cuomo
Per la prima volta nella storia stavolta ci è piaciuto più il Fiorduva del bianco base Furore. Un po’ l’annata lo porta in vantaggio, siamo di nuovo nel 2016, ma anche perché il rapporto tra il legno e il frutto a noi pare definitivamente centrato dopo un progressivvo aggiustamento durato alcuni anni. Elegante, fine, piacevole, un bianco da conservare con pazienza, frutto di una viticoltura eroica.
www.marisacuomo.it

4-Costa d’Amalfi Ravello Selva delle Monache 2017
Ettore Sammarco
Sempre di ottima fattura il bianco che il giovane Bartolo Sammarco mette a punto ogni anno. Un bianco tipico della Costiera ottenuto da uve biancolella e falanghina che insieme regalano al naso un ricco bouquet floreale e agrumato mentre al palato è in evidenza la frutta bianca e una beva decisamente sapida e molto fresca nonostante l’annata difficile. Lunga chiusura.
www.ettoresammarco.it

5-Costa d’Amalfi Aliseo doc 2017
Reale
Il blend è quello classico: biancazita, biacolella, pepella. La lavorazione semplice in acciaio, il risultato invece è da incornicare perché nonostante la siccità che ha abbassato le rese l’effetto nel bicchiere è decisamente straordinario con un naso ricco di frutta, pulito e netto e un sorso energico, fresco, sapido e lungo. Una bella interpretazione dell’enologo Fortunato Sebastiano.
www-aziendaagricolareale.it

6-Ischia Bianco superiore Tenuta di Chignole 2017
Pietratorcia
L’abbinamento tra biancolella e fiano secondo noi ha risposto meglio dell’altro, usato nel Tenuta Cuotto che abbina greco e biancolella. Colpa dell’annata che ha visto il greco decisamente in affanno rispetto al Fiano che ha esibito insospettabili dosi reattive ad una situazione non facile. Il vino messo a punto da Gino Iacono è piacevole, lungo, sapido e profumato al naso. Da non perdere.

7-Ischia Bianco Biancolella 2017
Cenatiempo
Un viticoltore che ci è sempre piciuto, capace di fare vini non strillati, in piena sintonia con l’anima discreta isolana. In questa versione  del bianco prodotto a Serrara Fontana, una zona particolarmente vocata, Cenatiempo è riuscito a salvaguardare freschezza e sapidità evitando l’agguato dell’opulenza a cui spinge l’annata. Un sorso fresco, interessante, gradevole e pieno.
www.cenatiempoviniischia.it

8-Epomeo bianco Punta Chiarito 2017 igt
Tenuta Ruffano
Nasce nello stesso areale, Serrara Fontana, figlio di un progetto colturale e culturale preciso questo vino che ho conosciuto grazie alla curiosità di Libera Iovine che me l’ha proposto. Ben feci ad accettare il sorso: a occhi chiusi quasi non si direbbe che è figlio della 2017. Si tratta di un biancolella in pirezza. Forse sarà difficile trovarlo fuori l’isola, ma se ve lo trovate davanti non esitate a stappare la bottiglia
www.ruffanoischia.it

9-Ischia Tenuta Frassitelli doc 2017
Casa D’Ambra
Un nome una garanzia. Da sempre il cru di questa storica azienda campana è un riferimento per gli amanti del biancolella, il tipico vitigno ischitano. Ci convince la versione 2017, ricca, ampia, lunga, piacevole. Un piccolo grande capolavoro ottenuto da un protocollo semplice ed essenziale. Da conservare magari anche qualche anno perché riserva buone sorprese.
www.dambuavini.com

10- Capri Scala Fenicia 2017 doc
Scala Fenicia
Nuova versione di questo bianco caprese seguito dal bravo enologo pugliese Giuseppe Pizzolante Leuzzi. Una versione evidentemente più ricca rispetto all’anno precedente, frutto di una viticoltura davvero eroica di uve greco (circa la metà) biancolella (30%) e falanghina (20%). Un piccolo gioiellino tirato avanti con passione e dedizione che esprime cioò che resta della tradizione isolana
www.scalafenica.com

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.