I 16 vini campani da non perdere nel 2021 secondo la Guida del Mattino

3/1/2021 8.1 MILA

Ecco i migliori vini della Campania, le sedici etichette al top per la Guida Mangia e Bevi del Mattino curata da me e da Santa Di Salvo giunta alla ottava edizione.
Ognuno è al top di una categoria in cui rientrano dieci vini.

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1-La Falanghina del Sannio
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1-Falanghina del Sannio 2019
Mustilli
L’azienda che ha imbottigliato per prima questa uve ormai quasi trent’anni fa si riprende il primato grazie ad una buona esecuzione, sicuramente la migliore degli ultimi anni, realizzata dall’enologo Fortunato Sebastiano. Un naso complesso, floreale e fruttato, una beva fresca, bella verve, il finale piacevole. Un bianco che ha già segnali di equilibrio, segno di uve portate a perfetta maturazione e raccolte al momento giusto. Sicuramente da attendere con ottimismo nei prossimi anni. Buona anche Vigna Segreta, ma è il base che preferiamo con decisione.
www.mustilli.com

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2-La Falanghina dei Campi Flegrei
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1-Tenuta  Astroni Falanghina 2018
Cantine Astroni
Una sosta in più, l’attesa di un anno prima di mettere in commercio grazie alla sosta di otto mesi in più in acciaio per scoprire una verità rivelata ormai anche ai più ottusi: il bianco campano guadagna sempre con il tempo di attesa. Sentori agrumati, di macchia mediterranea, una bocca salina ed esuberante, dinamica, non monocorde, fanno di questo vino un piccolo grande capolavoro che conferma come i migliori vini vengano fatti sempre dai produttori che amano bere tutti i vini del mondo e non solo i propri. Da conservare, per i più pazienti, almeno dieci anni.
www.cantineastroni.com

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3-Il Fiano di Avellino
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1-Fiano di Avellino Tognana 2018 docg
Rocca del Principe
Un piccolo grande capolavoro che si piazza primo nella top quest’anno, perfomance a cui la piccola azienda di Ercole Zarrella è abituata. L’attesa premia ancora una volta e lancia questo bianco nell’lLimpo dei grandi vini di sempre: pieno e complesso al naso, con sentori che vanno dalla frutta bianca ben matura alle note balsamiche, alla macchia mediterranea con un rilancio al palato senza eguali. Acidità vibrante, sapidità, lunghezza e chiusura autorevole, imponente. Un equilibrio che promette la crescita continua a chi avrà l’intelligenza di non stappare subito.
www.roccadelprincipe.it

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4-Il Fiano del Cilento
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1-Fiano Pietraincatenata 2018 Cilento dop
Maffini
Un viticoltore con le palle. Questa è la definizione giusta di Luigi Maffini, convinto delle sue idee oltre ogni convenienza, tanto da portare a dop questo bianco senza sfruttare la denominazione più pop Paestum. Ma non solo, siamo in presenza di uno dei migliori bianchi italiani, continuamente aggiustato millesimo dopo millesimo in un bellissimo rapporto tra legno e frutto. Eterno, giovane, abbiamo memoria di grandissime annate a cui iscriviamo di ufficio questa 2015 ai suoi primi passi. Frutta piena, toni sapidi note balsamiche. Decisamente impossibile trovare di meglio.
www.luigimaffini.it

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5-Il Greco di Tufo
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1-Greco di Tufo 2019 Vigna Cicogna docg
Benito Ferrara
Un grande classico dell’azienda che da ormai un vent’anni viene identificata con il Greco di Tufo da parte degli appassionati. Mente restiamo in attesa del base ancora in cerca di equilibrio, il famoso cru curato da Gabriella Ferrara si mostra già adesso ampio, imponente, con un naso ben calibrato tra il frutto e le tipiche note di zolfo. Al palato è graffiante, freschissimo, fruttato, scattante con una chiusura degna delle migliori annate: intensa e precisa, invoglia a ripetere subito il sorso. Un vino da spendere su quasi tutta la cucina contemporanea.
www.benitoferrara.it

 

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6-I bianchi della costa campana
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1-Costa d’Amalfi Tramonti bianco Aliseo 2019 dop
Reale
Il miglior bianco di sempre prodotto da questa piccola cantina dei fratelli Gaetano e Gigino Reale nella frazione Gete di Tramonti. Ottenuto da uve biancazita, biancolella, pepella e pensato dall’enologo Fortunato Sebastiano, il bianco sfodera eleganza e al tempo stesso ricchezza di materia. Anche in questo caso abbiamo sempre pensato che la sua uscita nell’annata è prematuro quindi il nostro consiglio è aspettare un po’, almeno un anno prima di stappare una di queste tremila bottiglie. Naso fruttato e floreale, al palato è ricco, con una grande e soddisfacente verve acida.
www.aziendagaricolareale.it

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7-I bianchi dell’Appennino Campano
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1-Aorivola Falanghina 2019
I Caggiacalli
Mario Basco e Diana Iannacone hanno le idee molto chiare. Sono idee che ci piacciono moto quando vengono coniugate alla piacevolezza del vino. In questo caso la conduzione biologica e biodinamica dei terreni vulcanici a Teano, siamo ai confini con il Lazio, ha il suo sbocco in un protocollo di vinificazione molto essenziale. Solo acciaio, lieviti indigeni e nessuna chiarifica. Il risultato lo fa il vitigno: fresco, ricco di verve, con tanta frutta e note di macchia e cenere al naso. Buona e veloce la beva, la bocca è ricca, ampia, la chiusura lunga e appagante. Una bella esecuzione di un’azienda in crescita.
www.icacciagalli.it

 

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8-La Coda di Volpe
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1-Bianco di Bellona Coda di Volpe 2019 Irpinia doc
Tenuta Cavalier Pepe
Nessuna azienda più di questa condotta da Milena Pepe crede nella Coda di Volpe. Talmente bianco di territorio da essere piantato con decisione quando il padre Angelo, proprietario di ristoranti a Bruxelles,  ha deciso di avviare l’azienda agricola nei luoghi di origine. Proprio quest’anno abbiamo svolto una verticale che ha confermato la longevità di questo vino arrivando sino alla 2006. Questa ultima versione è sicuramente ai suoi primi passi, ancora molto fresca e piacevole. Buono il corpo, bella la sapidità, interessante la chiusura. Un bianco da aspettare almeno un anno.
www.tenutacavalierpepe.it

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9-Il Piedirosso
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1-Piedirosso dei Campi Flegrei Tenuta Camaldoli 2016 doc
Cantine Astroni
Gerardo Vernazzaro in questo momento storico è l’enologo professionista che meglio conosce il piedirosso: è proprietario della maggiore estensione di terreno vitato, ha esperienza e nel corso degli anni ha continuamente perfezionato il vino aggiustando il tiro verso la salinità e la freschezza del rosso avendo cura di tenerlo bene a dieta. Il 2013 è ai suoi primi passi ma ci sembra promettente. Ci è molto piaciuto il lavoro fatto sull’eleganza e la finezza del vino, la capacità di portare il risultato finale ad ottimi livelli espressivi. Un vino dai piccoli numeri ma di grandi emozioni.
www.cantineastroni.com

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10- I super campani
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1-Sabbie di Sopra il Bosco 2017
Nanni Copé
L’Ultima e definitiva vendemmia: poche migliaia di bottiglie che nascono da una vigna di pallagrello nero e un po’ di aglianico con l’aggiunta di casavecchia raccolto da antiche piante centenarie. Giovanni Ascione cura tutto in prima persona, dalle piante, segnate ad una ad una con dei nastrini in codice, alla selezione dei legni sino al processo di vinificazione. Cosa dire, sapienza culturale e pignoleria sartoriale fanno della 2015 una bottiglia assolutamente indimenticabile che può essere già stappata adesso godendo di una scalpitante freschezza o quando volete nei prossimi decenni.
www.nannicope.it

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11-La Camaiola
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1 – Sannio Doc Barbera Grotta di Futa 2018

Antica Masseria A’ Canc’llera

A due anni dalla vendemmia questo vino esplode grazie al grande ed attento lavoro del lungo affinamento sulle fecce voluto da Giuseppe Lavorgna. Colore bel rosso violaceo intenso. Al naso abbonda la frutta rossa ma esplode anche la rosa e una leggera velatura di pepe. Bocca intensa e dinamica, che richiama la frutta e le spezie dolci e che chiude con il finale vegetale che è tipico del vitigno. Un sorso incredibilmente fresco e corposo, da spendere su tanti piatti della cucina campana.
www.cancllera.com

 

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12- I Taurasi
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1-Taurasi Riserva 2014 docg
Mastroberardino
Il classico dei classici, il rosso che non si può non avere in cantina perché regala straordinari risultati sul lungo termine. Vino ancora giovane nonostante siano passati sei anni, con la freschezza in evidenza seguita da una buona frutta. Mastroberardino è da sempre il riferimento assoluto di questa denominazione, è anche l’azienda che ha investito di più nel valore del tempo mantenendo la capacità di vendere vecchie annate. Memorabili alcune verticali aziendali che riportano agli anni ’20. Il 2001 è sicuramente un rosso su cui investire.
www.mastroberardino.com

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13-L’Aglianico in Campania
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1-Irpinia Aglianico Terra d’Eclano 2017 doc
Quintodecimo
Un grande aglianico in purezza, elegante, fine, fresco, longevo. Potrebbe essere tranquillamente un Taurasi per come viene pensato e lavorato. Recenti verticali hanno confermato la bella evoluzione di cui è capace questo rosso ottenuto esclusivamente dalle uve coltivate in azienda secondo un progetto preciso e lungimirante, impegnato a ragionare sui tempi lunghi e non su quelli, più facili, che portano a delle scorciatoie. Il Terra d’Eclano un aglianico di di grande stoffa.
www.quintodecimo.it

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14- L’Aglianico del Taburno
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1 – Aglianico del Taburno Docg Riserva Vigna Cataratte 2015

Fontanavecchia

Ecco un vino ottenuto dalle scontrose uve aglianico che è diventato un grande classico del panorama campano. Eccolo giovane ma già maturo. Rosso vivo alla vista. Al naso esplode la frutta, le spezie dolci con le prime note balsamiche accompagnate da sbuffi di humus. Tanta, tanta roba al gusto, dove colpisce la trama tannica molto marcata, mai invadente, molto ben lavorata. A fare il resto e l’incredibile sostenuta acidità. Un aglianico capace di reggere gli anni, tanti anni.
www.fontanavecchia.info

 

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15- I Rosati
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1-Costa d’Amalfi Rosato 2019 doc
San Francesco
Ottenuto da un blend di aglianico e piedirosso, il rosato pensato dall’enologo Carmine Valentino in Costiera Amalfitana è sicuramente molto interessante: color cipolla, note di piccoli frutti rossi al naso, freschezza e mineralità al palato, nessuna dolcezza. Un vino di servizio, insomma, decisamente efficace quando viene speso sulle carni bianche e la bella cucina di mare del territorio. La 2016 è forse la migliore versione di sempre, centrata, efficace, sapida e lunga.
www.vinitenutasanfrancesco.com

 

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16- Le Bollicine
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1-1930 Metodo classico extrabrut
Di Marzo

I Greco di Tufo è alla base di questo Metodo Classico, dal colore dorato ed il perlage fine. Si apre su note agrumate, seguite da delicati accenni di fiori, crosta pane e nocciola. Il sorso è strutturato e verticale, con un finale piacevolmente ammandorlato.
www.cantinedimarzo.it

 

Ecco dunque per il Mattino i migliori vini della Campania

 

Un commento

    Denny

    Noto una grande mancanza: i vini delle isole campane…

    4 gennaio 2021 - 09:22Rispondi

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