Pasta e pomodoro fresco estivo. La sfida alla calura è vinta a mani basse e a bocca piena, con questa ricetta che non teme sfidanti

13/6/2017 6.2 MILA
La vincitrice del contest
La vincitrice del contest

di Marco Galetti

Difficilmente mi entusiasmo, eppure, quando succede, il più delle volte basta poco perché un sorriso  a 32 denti, impegnati con anima e corpo a degustare, modifichi l’espressione del mio viso, pensieroso e disilluso fino ad un momento prima.

Ieri è successo con un piatto semplicissimo che, nelle sue linee essenziali, dovrebbe essere insegnato a scuola e presentato a tavola almeno un giorno alla settimana per tutto il periodo della collezione primavera-estate.

Diciamo così, finché sarà possibile trovare pomodori freschi approfittiamone, ci sarà tempo e modo per verdure verdi a foglia larga, per carciofi, verze, piselli, fave, asparagi per poi tornare, di nuovo, a riassaporare  l’inarrivabile regalo in abito rosso senza difetti che la natura continua a farci.

Solo qualche accorgimento per una ricetta semplice, senza farsi tentare da stravaganze pseudo modaiole da fuf blogger indotto in tentazione, indicazioni base che non necessitano nemmeno di dosi, un piccolo solco, una linea guida che può essere percorsa riparametrandola sui propri gusti e secondo quantità desiderate e consentite dal proprio giro vita.

Cuocere una pasta corta, mezzi paccheri, tubettini, mezze penne, farfalle, falchi pellegrini, qualunque formato che possa sfamare un pellegrino quando il sole picchia duro.

Beh, quando il sole picchia duro, bisogna rispondere per le rime con una ricetta a protezione solare totale eppure senza filtri, nulla da leggere tra le righe, se non un’unica parola, semplicità.

Scolare la pasta molto al dente, condirla con un cucchiaio d’olio, e lasciare che si raffreddi da sola senza ricorrere assolutamente al passaggio sotto l’acqua fredda che può andare bene al limite per la preparazione di un’insalata di riso.

Nel frattempo preparare una dose abbondante di salsa fredda frullando delicatamente aglio, basilico, un peperoncino, un pizzico di sale e i pomodori freschi che la natura ci offre.

Si insaporisce sotto la cupola
Si insaporisce sotto la cupola

Amalgamare secondo il proprio gusto pasta e salsa,(se dovesse avanzare del sugo potrà servire per preparare un gustoso aperitivo: crostini caldi di pane toscano tostato e salsa fredda) riempire, pressando bene, un contenitore a forma di cupola, una ciotolina mono porzione o una zuppiera e lasciare in frigo almeno un quarto d’ora.

Dettaglio
Dettaglio

Qualche minuto prima di servire a tavola, capovolgere le cupole, completare il piatto con un cucchiaio di salsa e un ciuffo di basilico e vincere a mani basse e a bocca piena la sfida alla calura sorridendo con gli occhi.

 

7 commenti

    Francesco Mondelli

    (14 giugno 2017 - 14:58)

    Da buon meridionale ho dovuto incassare in due occasioni lezioni di pasta al pomodoro :anni fà al Meloncino e recentemente a La Vrilles.Quando ci si vuole fare bene questo è l’ideale,ma personalmente lo semplifico saltando la pasta al dente con gli stessi ingredienti “scamazzati” a crudo e non frullati con l’unico accorgimento di eliminare i semi dal pomo ben maturo.MF.

    Marco Galetti

    (14 giugno 2017 - 15:17)

    Frullo, scamazzo, affetto, trituro, mordo, a freddo, a caldo, “a tiepido”, con pasta, senza pasta, da soli o nel pane, sono i miei mesi felici, abbandono il fogliame verde per una dieta a senso unico

    Francesco Mondelli

    (14 giugno 2017 - 17:12)

    Ricordi.Una domenica mattina al mercato di Vallo Lucania una contadina cospargeva letteralmente un’enorme fetta di pane con i suoi piccoli pomodori di collina.Accortasi del mio interesse tagliò una fetta di pane e,assieme ad una manciata di pomodori,me la porse senza indugio e con fare perentorio mi ordinò:mangia!A memoria non ricordo colazione più appagante.Confermo quindi a pieno il mio gradimento per tutto quello che la natura ci regala al momento.FM.

    Marco Galetti

    (14 giugno 2017 - 20:59)

    @Francesco, taglio polo sud e polo nord (e me li mangio) dal più grande e maturo cuore di bue in circolazione, apro un panino, olio le due metà, appoggio la bistecca di cuore di bue alta quattro dita e incido quasi fino in fondo nei due sensi formando una scacchiera (il pomodoro si distribuisce uniformemente) salo poco, chiudo e godo.
    Volendo, ma di solito non voglio: basilico, tonno, mozzarella, hamburger, gorgonzola (non si direbbe), origano, salse, caprino, salsiccia, stracchino, pecorino, bresaola, prosciutto cotto e crudo ecc., la versatilità del pomodoro, che, però, come nella marinara, è sfidante, detentore, arbitro, pubblico pagante e ring girl.

    Francesco Mondelli

    (15 giugno 2017 - 10:43)

    Che ci posso fare se il brivido finale quasi mi fa star male perché quelle ragazze portano ad un esito fatale da cui neppure un bicchier di-vino può sollevarti un pochino.Ritornando però all’amato pomo-dò solo un’altra “ricetta ” ricorderò :La fresella (pugliese)o il pane biscottato (Cilentano)leggermente bagnato e con solo olio condito oltre che dal “nostro” assolutamente “scamazzato”.Quante volte con esso mi sono ristorato dopo aver a lungo nuotato!Ma anche adesso che sono inurbato giammai me lo sono scordato e spesso al fresco del mattino ne abuso peggio di un panino perché son nato contadino e non esco di casa prima di aver pieno il pancino.FM.

    Enrico Malgi

    (15 giugno 2017 - 12:59)

    Bella lotta non c’è che dire tra il contadino cilentano-romano ed il gourmet sempre più brianzolo-toscano, ma forse nell’animo anche un pò cilentano…

    Marco Galetti

    (15 giugno 2017 - 13:18)

    L’andamento CSLOW, sulle note di De Piscopo, sembra cucito su misura da un sarto napoletano per un milanese/senese, la Brianza è un incidente di percorso ma continuo ad amarla…

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