Poggio Severo: il nuovo Brunello di Montalcino della Famiglia Lisini
di Antonio Di Spirito
A volte ci sono pezzi di proprietà che, nel passato, furono abbandonati dalla coltivazione attiva, perché poco produttivi, impervi o difficili da raggiungere, molto esposti alle scorribande di ungulati e cinghiali. E può anche succedere che il bosco, lentamente, erode quei terreni.
Con i mezzi che l’agricoltura dispone oggi è possibile raggiungerli e lavorarli con facilità.
E’ ciò che è successo all’Azienda Agricola Lisini.
La proprietà si estende per circa 160 ha nel quadrante sud-est di Montalcino; una parte situata ad un’altitudine media di circa 350 metri ed utilizzata perlopiù a vigneti, oliveti e seminativi. L’altra parte si trova a quote superiori ai 500 m.s.l.m. quasi interamente coperta da boschi, impervia,poco conosciuta agli stessi proprietari e rimasta tale fino al 2005. In questa parte di proprietà si trovavano dei seminativi, probabilmente furono anche vitati, ma abbandonati da lungo tempo perché poco raggiungibili per la coltivazione. Nel 2008 sono cominciati i lavori di recupero e scasso del terreno e di recinsione.
Il terreno è composto principalmente da arenarie, argille ed è di ricco di calcare, con buona pendenza ed è esposto a sud-est. Salendo di quota, diminuisce l’argillaed aumenta la parte più minerale. La maturazione è leggermente posticipata ai primi giorni di ottobre, ma completa e più graduale.
Dopo un paio d’anni di cure di sovescio, nel 2010 vi sono state impiantate le prime barbatelle di un clone di sangiovese di Chianti Classico,
NON il Sangiovese Grosso di Montalcino, e nel 2021 la prima vendemmia destinata a Brunello: 2.666 bottiglie che si affiancano al Brunello di Montalcino DOCG, sia Annata che Riserva, Brunello di Montalcino Ugolaia DOCG, Rosso di Montalcino DOC, San Biagio Toscana IGT, Grappa di Brunello di Montalcino, Vin Santo a cui si aggiunge anche l’olio extravergine d’oliva.
L’annata 2021 è stata abbastanza regolare: primavera asciutta ed abbastanza fresca; l’estate è stata moderatamente calda ed arida, mitigata da piogge nelle prime fasi della maturazione ad agosto. Fermentazione in acciaio e cemento termo-controllata a 24/26°C e macerazione sulle bucce variabile tra i 20 e i 26 giorni; segue la svinatura con pressatura soffice e la fermentazione malolattica. Dopo l’illimpidimento spontaneo e senza filtrazione, il vino va a maturare in una botte grande di rovere di Slavonia (5.000 litri) per un periodo di 36 mesi. Segue l’affinamento in bottiglia di 6/8 mesi
La Degustazione.
Poggio Severo 2021 Brunello di Montalcino DOCG
Ha colore rubino compatto; dal calice si levano intensi profumi fruttati, arancia sanguinella ed una leggera nota iodata e salmastra, comunque elegante ed attraente; aprendosi, regala note di tabacco e note fumée. Al palato porta una piacevole e vivace acidità che sovrintende alle componenti importanti: frutta rossa, note vagamente agrumate, trama tannica imponente, ma soffice; la nota salmastra e iodata distrae dall’apprezzare il gran corpo nel quale sono ben diluiti i 14,5° di alcool, che non si avvertono. Vino completo ed equilibrato; finezza, eleganza, ricchezza e completezza sono le caratteristiche principali.
Durante la degustazione lo abbiamo potuto confrontare con il Brunello di Montalcino DOCG 2021. E’ immediata la somiglianza e lo stile, ma mancano le note minerali e la finezza che l’altitudine e le caratteristiche pedologiche del terreno conferiscono al Poggio Severo.
Per una conferma della mineralità, ho effettuato una ulteriore confronto con il Brunello di Montalcino DOCG 2011.
Ha colore rubino profondo, seppur con qualche riflesso aranciato. Profumi di viola, ciliegia, carrube, note iodate e balsamiche. Il sorso è vellutato e fruttato, ha una trama tannica setosa; è fresco, sapido e speziato. Vino elegante, potente, intatto, ha lunghezza di beva molto persistente. Mancano le note minerali; in compenso, in chiusura di sorso, regala una “nota di pollaio” per gli amanti del pinot noir!





