Roma, Trattoria Stecca di Flavio De Maio e Franco Franciosi a Garbatella
Stecca Roma
Viale Guglielmo Massaia, 28 (Garbatella)
Tel. 06.01906053
Aperto: solo la sera
Chiuso: domenica
Conto medio sui 50 euro
Flavio de Maio e Franco Franciosi sono due osti di lungo corso con esperienza pluriennale ai fornelli. Il primo, dopo una lunga gavetta nella cucina di Felice a Testaccio aprì la sua osteria di successo Flavio al Velavevodetto, con due sedi, vicino al cosiddetto Monte dei Cocci l’una e poi ai Quiriti la seconda. Franco invece è abruzzese e ad Avezzano guida il ristorante Mammaròssa, diventato nel giro di un decennio meta golosa e apprezzata, anche dalla Michelin.
Fino a poco tempo fa i due si conoscevano solo di nome ma un incontro gastronomico (galeotto fu un panettone da assaggiare, racconta Flavio) ha fatto scattare la scintilla. Esperienza e fatica non hanno mai spento la voglia di rimettersi in gioco, condividendo la medesima passione per la tavola conviviale, schietta e diretta.
Ed è così che si sono inventati Stecca, un locale di moderna concezione che, a partire proprio dal nome, si ispira alla condivisione. In romanesco, infatti, steccare qualcosa vuol dire dividerla, condividerla, spartirla con qualcuno.
In uno dei quartieri più popolari e iconici della Capitale, Garbatella, questo piccolo ristorante luminoso, dalle pareti bianche e dall’arredo minimal in legno chiaro, è riuscito a diventare in pochi mesi un approdo sicuro per chi ama una cucina solida nella scelta della materia prima ma vivacissima nella proposta.
La prima cosa che Flavio e Franco si sono … steccati è la gestione: l’uno presidia la sala, l’altro la cucina. Mentre a presidiare la condivisione della musica ci pensano due casse acustiche dal design spaziale posizionate in bella vista sul bancone (dove si può anche scegliere di cenare).
Tavoli ben distanziati, luci giuste, un servizio perfetto: quasi tutto al femminile, sorridente, competente, preparato.
Il menu non è inutilmente dispersivo. Una decina di proposte suddivise tra antipasti, primi, secondi e dessert e poi un paio di piatti speciali da condividere. Non solo tradizione romana e campagna abruzzese, come è lecito aspettarsi da due cultori della gastronomia locale come Flavio e Franco, ma anche ricette rielaborate grazie alla loro curiosità di scout del cibo e di viaggiatori instancabili.
In attesa della cena il tempo si inganna con del pane condito con extravergine e salsa di soia, mentre si sceglie il vino da una carta piccola ma ragionata, volendo anche al calice.
Tra gli antipasti, un carciofo della tradizione su crema di pecorino, cotto alla perfezione; l’uovo reso goloso dalla crema di patate di Avezzano e poi la cipolla “Onion surprise”, farcita con baccalà mantecato. Che sapori. E che prodotti. La gioia di condividere questi piatti si legge al banco e tra i tavoli, mentre si passa dal granello di sabbia di Nico Fidenco all’assolo di chitarra di Hotel California. Qui si stecca davvero tutto, pure la musica.
Cosa si mangia da Stecca alla Garbatella
E poi si condivide la zuppa di ceci e crostacei, in grande equilibrio tra legumi e mare, con le pannocchie a dare la giusta spinta sapida e il piccantino che fa spazio al bis.
Ed ecco, ancora, i piccoli rigatoni con il sugo (da pomodori vesuviani) degli involtini alla romana, in servizio di porcellana elegante, ma con l’idea vincente – e rustica – di tenere insieme primo e secondo in un sol piatto. Oppure la magnifica tajine di vitello, con cipolle rosse di Tropea e un mix di spezie del Nord Africa.
Anche la chiusura dolce non ha nulla di improvvisato. Si può scegliere tra una cheesecake a base di ricotta con composta di arance amare (porzione generosissima, forse troppo); il pain perdu, dolce d’antan che consigliamo fortemente oppure un parfait allo zenzero rinfrescato da una zuppetta di frutta di stagione.
Insomma, siamo usciti entusiasti, si è capito. Un posto da non mancare se cercate professionalità, atmosfera e gioia di vivere e condividere.

















