Sabot Bakery Cafè: le sfogliatelle roccaseccane di Fabio e Davide Santoro


Fabio e Davide Santoro

Fabio e Davide Santoro

di Floriana Barone

Sfogliatelle di Roccasecca, monoporzioni, biscotti, dolci tradizionali, lievitati e gelato artigianale: Sabot Bakery Cafè è un bar pasticceria aperto otto anni fa, quasi per caso, da due giovani fratelli, Fabio e Davide Santoro nel cuore di questo piccolo paese ciociaro, sovrastato dal monte Asprano.

Sabot Bakery Cafe' - il bancone della pasticceria -foto di Fedora d'Orazio

Sabot Bakery Cafe’ – il bancone della pasticceria -foto di Fedora d’Orazio

La grande passione di Fabio per il settore dolciario è cominciata in tenera età, con i primi esperimenti tra le mura domestiche. Nel 2011 lavorava insieme al fratello all’interno di un’agenzia di scommesse: poi, un giorno, hanno intrapreso una nuova avventura acquistando da un amico il locale di via Roma. Nella loro nuova pasticceria lavorava anche un pasticcere, che però, dopo un anno, ha deciso di aprire un’attività tutta sua. E così Fabio e Davide si sono reinventati, anche grazie all’aiuto di altre due ragazze, iniziando a studiare e frequentando numerosi corsi di pasticceria, di cucina, finger food, pasta di zucchero, gelato, pizza e panificazione.

Sabot Bakery Cafe' - torta decorata con pasta da zucchero

Sabot Bakery Cafe’ – torta decorata con pasta da zucchero

Oggi la pasticcera di Sabot Bakery Cafè si chiama Clementina Dell’Aversano: è la la moglie di Fabio, che realizza torte moderne e più classiche decorate con pasta di zucchero, oltre alle eleganti naked cakes. Fabio invece si occupa della gelateria e dei lievitati per la colazione.

Sabot Bakery Cafe' - l'interno della sfogliatella

Sabot Bakery Cafe’ – l’interno della sfogliatella

Sabot Bakery Cafe' - la sfogliatella di Roccasecca - foto di Fedora d'Orazio

Sabot Bakery Cafe’ – la sfogliatella di Roccasecca – foto di Fedora d’Orazio

Nel laboratorio due ragazze lavorano sulle proposte della pasticceria mignon e sulla linea dei biscotti secchi. Davide, infine, è impegnato nel settore amministrativo e della distribuzione. Fabio e Davide lavorano con macchinari all’avanguardia, prestando grande attenzione agli ingredienti utilizzati in pasticceria: la ricotta di pecora arriva dalla Sicilia, il cioccolato fondente è il belga Callebout, la farina proviene dal molino Pasini e il burro è di Corman.

Sabot Bakery Cafe' - Le Pigne di Pasqua - foto di Fedora d'Orazio

Sabot Bakery Cafe’ – Le Pigne di Pasqua – foto di Fedora d’Orazio

La linea della prima colazione comprende diversi tipi di lievitati, come fagottini, trecce, fazzoletti farciti, cornetti all’italiana, bicolore e integrali. I clienti amano anche i dolci tipici: le ciambelline al vino, le pigne pasquali a forma di ciambella e diversi prodotti da forno, che variano a seconda dei periodi dell’anno. In questa pasticceria si realizzano anche golose monoporzioni e diversi semifreddi.

Sabot Bakery Cafe' - macarons

Sabot Bakery Cafe’ – macarons

Sabot Bakery Cafe' - monoporzioni

Sabot Bakery Cafe’ – monoporzioni

La specialità della casa è sicuramente la sfogliatella di Roccasecca, un dolce tradizionale diventato un’istituzione in zona: strati di sfoglia croccanti, zuccherati e friabili, realizzati con lo strutto, ripieni di ricotta di pecora e cioccolata fondente. La sfogliatelle di Roccasecca sono caratterizzate da una lunghezza fuori dal comune, che le distingue da quelle napoletane. Fabio e Davide Santoro portano avanti questa antica tradizione, oggi quasi scomparsa, seguendo la ricetta di una signora del posto.

Sabot Bakery Cafè
Via Roma, 60
03038 Roccasecca (FR)
Tel. 0776/567300
Tutti i giorni dalle 6:00 alle 00:00
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2 Commenti

  1. Dall’articolo:
    “Nel 2011 lavorava insieme al fratello all’interno di un’agenzia di scommesse: poi, un giorno, hanno intrapreso una nuova avventura acquistando da un amico il locale di via Roma. Nella loro nuova pasticceria lavorava anche un pasticcere, che però, dopo un anno, ha deciso di aprire un’attività tutta sua. E così Fabio e Davide si sono reinventati, anche grazie all’aiuto di altre due ragazze, iniziando a studiare e frequentando numerosi corsi di pasticceria, di cucina, finger food, pasta di zucchero, gelato, pizza e panificazione”.
    (Dall’articolo)
    __
    Nel 2012 questi giovani, non provenendo da una tradizione familiare, iniziano un percorso
    che li porterà, in soli 7 anni, a questo livello professionale.
    L’articolo ci dice come hanno fatto:
    hanno frequentato “numerosi” corsi.
    __
    I corsi costano.
    E se sono numerosi, come in questo caso, richiedono molto tempo e denaro.

    E se un giovane, appassionato di pasticceria, non ha i soldi sufficienti per frequentare “diversi corsi”, può lo stesso, da autodidatta, arrivare, in pochi anni, a ottimi livelli professionali?
    Secondo me si, se c’è:
    1 Grande Passione.
    2 Intelligenza e Attitudine.
    3 Spirito di Sacrificio
    (Rinunciare a molte attività per dedicare molto tempo all’attività di apprendimento delle competenze e abilità di pasticceria)

    Il discorso vale anche per altri settori: arte bianca, pizza ecc…
    Il WEB, l’ho detto in più commenti, mette a disposizione migliaia di
    1 articoli tecnici e
    2 video
    impensabili fino all’avvento di internet.
    Spesso sono gli stessi docenti dei CORSI a fare questi video.
    È questo che sta “rivoluzionando” tutti i settori.
    Non ci sono più SEGRETI.
    E, vedendo ripetutamente un video ben fatto, l’approfondimento è fortemente facilitato.
    Volete farvi un’ottima mozzarella?
    Guardatevi il video di Stefano Barbato? :-)
    __
    Complimenti a questi giovani.
    __
    Per concludere, come “appassionato” mi sarebbe piaciuto capire meglio le “caratteristiche” “peculiari” di questa sfogliatella ma, sul grande web, non ho trovato qualcosa che ampliasse le informazioni, comunque utili, contenute nell’articolo sull’argomento.

  2. Caro Luca, purtroppo pochissimi forni realizzano ancora la sfogliatella secondo la ricetta antica per via della complessa lavorazione e la ricetta che hanno in mano Fabio e Davide l’hanno ricevuta in dono qualche anno fa: la tradizione che si tramanda, di generazione in generazione. Sul web non c’è nulla: è vero! Cercherò di approfondire appena posso.

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