Stoccolma, ghiaccio e burro: il rito del mare da B.A.R.
di Bruno Sodano
Quando arrivi a Stoccolma, è impossibile non restare colpiti dal fascino della città. Paradossalmente, ricorda molto Madrid: grandi strade imperiali, larghe, solenni, dove immagini senza sforzo il passaggio delle carrozze, una città pensata per muoversi, attraversarsi, respirare. Tutto è ordinato, luminoso, elegante senza essere freddo.
E poi c’è il cibo. A Stoccolma dai quasi per scontato che mangerai pesce. E che debba essere buono. È una certezza geografica, culturale, mentale. Navigando un po’ sul web, cercando un indirizzo all’altezza delle aspettative, il nome che torna con più convinzione è B.A.R.. E bisogna dirlo subito: le aspettative non vengono tradite.
- la sala interna di B.A.R.
- Gli interni
- la sala interna
Il locale è molto figo, ampio, particolare, con un’atmosfera viva ma rilassata. In sala trovi ragazze bellissime nel senso più nordeuropeo del termine: educate, sorridenti, gentili, mai invadenti. Ti senti accolto, non osservato. Al centro dello spazio domina un grande bancone del pesce, una specie di altare laico della freschezza: pesci interi, crostacei, frutti di mare che aspettano solo di essere scelti.
- il bancone a vista di B.A.R.
- il bancone a vista di B.A.R.
- il bancone a vista di B.A.R.
Qui il meccanismo è semplice e intelligente. Spesso ci sono già abbinamenti pensati dalla cucina – salse, contorni, verdure – ma puoi intervenire, modificare, chiedere. Il pesce viene servito con salse particolari, molte a base di burro, come da grande tradizione nordica, accompagnato da funghi e patate, che qui non sono mai un riempitivo ma parte integrante del piatto.
Poi arriva il momento dei gamberetti, e lì il tempo si ferma. Ti portano questo plateau di gamberi, cotti ma serviti sul ghiaccio, perfetti nella consistenza, lucidi, invitanti. Ci siamo interrogati a lungo su come fossero preparati, su quale fosse il segreto. Poi smetti di fare domande e inizi a mangiare. E succede una cosa strana: nonostante la quantità, non vorresti mai finirli. Vale sia per la versione classica che per quella affumicata, che aggiunge profondità senza coprire la dolcezza naturale del crostaceo. È un momento quasi sacrale, semplice e potentissimo.
- pescato cotto e magiato
- le patate fritte a stoccolma
B.A.R. è uno di quei posti che non hanno bisogno di raccontarsi troppo: funzionano perché fanno bene le cose giuste. È un indirizzo certo, affidabile, dove torneresti senza pensarci. E anche la posizione aiuta: sei a pochi passi dal Vasa Museum, che custodisce l’incredibile nave da guerra del Seicento recuperata quasi intatta, e dal ABBA The Museum, tempio pop della musica svedese.
In una città che incanta per architettura e acqua, B.A.R. è il posto giusto per mangiare quello che ti aspetti di mangiare a Stoccolma, ma fatto come si deve. Senza effetti speciali, senza narrazione forzata. Solo pesce buono, servito con intelligenza, in un luogo che ti fa sentire esattamente dove sei. E, per una volta, è più che sufficiente.











