Taverna Cestia, 50 anni di cucina all’ombra della Piramide

5/6/2019 1.7 MILA
Taverna Cestia, amatriciana
Taverna Cestia, amatriciana

di Virginia Di Falco

Taverna Cestia sta qui, all’ombra della Piramide, dal 1967. Stessa famiglia, da quando Gioacchino Salvi aprì la sua piccola osteria.
Diventata, nelle mani del figlio Luigi e oggi con l’altro figlio Leonardo e con il nipote Valerio, un ristorante vero e proprio. O meglio, una tavola della tradizione romana che è ristorante se si guarda alla carta, con l’offerta ricca dall’antipasto al dolce, ma che è rimasta osteria nell’anima, a partire dall’accoglienza.

Taverna Cestia, scorcio della sala (foto Taverna Cestia, pagina FB)
Taverna Cestia, scorcio della sala (foto Taverna Cestia, pagina FB)

Al di là dei numerosi coperti (circa cento, ben distribuiti tra interno recentemente ristrutturato e spazio esterno), infatti, il modello di Taverna Cestia è molto vicino a quello di trattoria moderna che ricordava, ancora una volta, Carlo Petrini su Repubblica Sapori qualche giorno fa: «dal piacere di accogliere il cliente, farlo stare bene e offrirgli con semplicità e a un prezzo corretto il meglio che il territorio metta loro a disposizione. Un luogo che non insegue le mode, ma spesso le anticipa, non scimmiotta il ristorante importante ed è fiera delle sue radici popolari».

Già. Ammodernarsi senza seguire i diktat modaioli. Qui, ormai alla terza generazione, ci sono arrivati con successo. Una carta che copre l’intero repertorio della cucina romanesca, da una amatriciana eseguita a regola d’arte (la famiglia Salvi viene proprio da Amatrice) a tutto il quinto quarto, a cui si è aggiunta nel corso degli anni una consolidata cucina di mare, grazie a diversi fornitori di fiducia. E poi, ancora, i dolci fatti in casa e una carta dei vini misurata e pensata, che – per dirla con una battuta – va piano ma guarda lontano (Valerio è anche sommelier).

Taverna Cestia, amatriciana
Taverna Cestia, amatriciana
Taverna Cestia, carbonara
Taverna Cestia, carbonara

A servire ai tavoli, una squadra di ragazzi che sanno il fatto loro, lavorando con uno spirito di servizio che oggi è davvero merce rara.
Dell’amatriciana abbiamo detto, non perdetevela. La carbonara è un po’ meno convincente, con uovo più spumoso che cremoso, ma qui è davvero questione di gusti. Il giovedì, se non si arriva tardi, da provare gli gnocchi fatti in casa, magari col sugo di castrato.
Insomma, i capitoli del manuale sono ben eseguiti: dal carciofo alla giudìa alla trippa alla romana; dalla coratella con i carciofi all’abbacchio con patate.

Taverna Cestia, trippa alla romana
Taverna Cestia, trippa alla romana
Taverna Cestia, abbacchio con patate
Taverna Cestia, abbacchio con patate

Anche il forno a legna dice la sua da cinquant’anni: pizza scrocchiarella e clienti affezionati che vengono qui solo per lei.
Un posto confortevole e sicuro, dove riesci a mangiar bene anche sotto i 30 euro. E di cui si parla poco. Ma forse è meglio così.

Taverna Cestia, affettatrice in sala
Taverna Cestia, affettatrice in sala

TAVERNA CESTIA
Via della Piramide Cestia, 67
Tel. 06.5743754
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: lunedì
www.tavernacestia.it