Trattoria Bell’Om dal 1820 a Galbiate, pilastro della tradizione italiana

22/12/2017 1.6 MILA
Bell'Om, insegna
Bell’Om, insegna

Bell’Om a Galbiate
Piazza Don G. Zucca, 7,
Tel. 0341 540142

 

di Marco Galetti

Bell’Om, i monti vicini
Bell’Om, i monti vicini

Bell’Om a Galbiate

Bell’Om, il lago, appena sotto
Bell’Om, il lago, appena sotto

Bell’Om, foto storica, avi, la continuità nei ricordi e nel lavoro, accomunati da una missione, cucinare per gli altri, accogliere, ospitare, tenere aperte le porte del bar e della trattoria…così facendo potrebbero avvenire…

Bell'Om, foto storica
Bell’Om, foto storica
Bell’Om, …incontri fortunati
Bell’Om, …incontri fortunati

Qui ci viene gente da quasi duecento anni, per mangiare, bere, cantare, rifocillarsi, ci si ritrova un po’ tutti al bar trattoria Bell’Om  sulla piazza vicino alla chiesetta di Bartesate, frazione di Galbiate, in provincia di Lecco, in un locale avviato ufficialmente nel 1820, questa la data della prima tassa pagata per esercizio commerciale.

Ogni viandante che è passato di qui, negli ultimi due secoli, ha sempre trovato ad accoglierlo qualcuno della famiglia Spreafico, da Giovanni Maria, il primo, oste e pizzicagnolo, a Loredana e Michele, gli attuali gestori, due fratelli rispettivamente in sala e in cucina, cinque generazioni con un’unica missione tenere in vita un’attività e continuare a dar vita al piccolo e grazioso borgo circondato dalla Grigna, dal Resegone, dai Corni di Canzo e dai laghi di Oggiono e di Lecco, luoghi manzoniani, d’incanto, di seduzione mentale, luoghi che sembrano essersi mossi al rallentatore, giusto per far capire ai cittadini in gita domenicale, la misura dei passi dell’uomo, attraverso il lento scorrere del tempo, passi cadenzati sulla durata delle ore di luce del giorno per faticare e quelle buie, fredde serali e notturne per rallentare e sostentare corpo e spirito, aiutati dallo spirito di vino perché qui si beve bene.

Bell'Om, la sala
Bell’Om, la sala, a suo modo splendida

Bell’Om, vino lucano nel calice serigrafato, particolarmente apprezzato, prima del dessert,  l’ultimo calice assieme ad un bel pezzo di parmigiano

Bell'Om, vino lucano
Bell’Om, vino lucano

Le specialità della casa sono le lumache (anche se il termine più corretto credo sia chiocciole) trifolate, col peperoncino alla bourguignonne, comunque, per quelli come me che fanno fatica a mangiarne più di qualcuna, ci sono valide alternative: giardiniera con salumi, gnocchetti fatti in casa, polenta brasati, stinco, bolliti, ossibuchi, insomma piatti maschi, da osteria, da degustare con calma, al caldo e mentre fuori il vento soffia forte, la stufa risponde a tono soffiando aria calda che conforta quasi quanto il primo assaggio di Sabato 16 Dicembre:

Bell’Om a Galbiate, salumi misti, salame cotto e polenta con formaggio fuso, in accompagnamento giardiniera maison, fuori fuoco ma sul nostro tavolo, sette euro spesi bene per questo apripista…

Bell'Om, salumi misti, salame cotto e polenta con formaggio fuso
Bell’Om, salumi misti, salame cotto e polenta con formaggio fuso

Bell’Om, pane, molto ma molto meglio del pane di tanti locali milanesi che sembrano aver perso la strada del forno

Bell'Om, pane
Bell’Om, pane

Bell’Om, lumache alla bourguignonne

Bell'Om, lumache alla bourguignonne
Bell’Om, lumache alla bourguignonne

Bell’Om, lumache trifolate, polenta e lumache al peperoncino

Bell'Om, lumache trifolate, polenta e lumache al peperoncino
Bell’Om, lumache trifolate, polenta e lumache al peperoncino

Bell’Om, gnocchetti alle ortiche con burro, salvia e speck, il piatto è arrivato al tavolo a temperatura adeguata, quindi, non essendo un’insalata di riso, bello caldo, quel che si dà per scontato molto spesso non lo è…

Bell'Om, Bartesate, gnocchetti alle ortiche, burr, salvia e speck
Bell’Om, Bartesate, gnocchetti alle ortiche, burr, salvia e speck

Bell’Om, ossobuco con polenta

Bell'Om, ossobuco con polenta
Bell’Om, ossobuco con polenta

Bell’Om, il creme caramel prima del caffè e di un conto più che onesto

Bell'Om, Bartesate, creme caramel
Bell’Om, Bartesate, creme caramel

Bell’Om, insegna (foto di coeprtina), che se un luogo di ristoro esiste da cinque generazioni noi avventori non dobbiamo avventurarci solo e sempre in cerca di locali modaioli e di tendenza, ma dobbiamo premiare chi da quasi due secoli ha tenuto duro offrendoci piatti caldi e una carta dei vini inaspettata ed invitante…mi piacciono le nuove aperture, mi piace chi apre un nuovo locale, ancora di più chi non chiude e, perseverando, continua a tenere aperto, anche per me.

Nell’era digitale sembra impossibile non lasciare impronte, eppure prima di internet, prima dei critici gastronomici e dei fufbloggers con un occhio nel piatto, l’altro nel telefonino e la testa altrove, qui, fuori dal mondo, qualcuno l’impronta ben visibile da seguire l’ha lasciata.


Bell’Om a Galbiate

5 commenti

    Enrico Malgi

    (22 dicembre 2017 - 15:36)

    Stupendo!

    Marco Galetti

    (22 dicembre 2017 - 18:21)

    Se ti accontenti ti ci porto. Un tipo di ristorazione e servizio che stavo dimenticando, nulla di trascendentale eppure si sta bene, se spariscono questi posti dove potrà ritrovarsi la gente per giocare a carte, bere un po’ di vino e raccontarsi quel che succede in paese…sedersi a tavola per un pranzo della domenica in famiglia scambiando due parole con i vicini di tavolo è valore aggiunto

    Enrico Malgi

    (22 dicembre 2017 - 19:10)

    Sono d’accordissimo. E poi l’esperto del territorio sei tu. Mi fido di te, come ho già fatto le volte scorse.

    luca

    (22 dicembre 2017 - 19:14)

    Tu hai un’anima che a Napoli stanno perdendo.
    Il problema è che il web sta spegnendo l’anima della gente.

    Marco Galetti

    (22 dicembre 2017 - 23:21)

    @Luca, la modifica degli stili di vita comporta un cambiamento nel modo di relazionarsi, Su come Giù condensiamo frasi e risposte per mancanza di tempo, o meglio per poter destinare più tempo a mantenere fittizi contatti virtuali poco profondi e potenzialmente pericolosi, soprattutto se vanno ad assorbire tempo ed energie ai contatti più prossimi che rischiano di essere messi in panchina, ma questo non toglie che possano essere importanti anche scambi di energia come questo tra “amici di penna”, termine desueto quasi quanto desueto stesso.
    Fino a due mesi fa avevo un IPad per scrivere e un vecchio Nokia del 1820, adesso passo parte delle mie serate a cancellare dal nuovo IPhone email, foto, video e messaggi che ricevo per (dis)grazia ricevuta ;-)

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