Napoli, al Vomero la “Buatta” che piace a cittadini e turisti
di Emanuela Sorrentino
“Buatta – trattoria di conversazione” da 13 anni piace sempre più. Ai napoletani in cerca di pietanze autentiche in un’atmosfera conviviale, e ai tanti turisti che affollano la città. Arrivano nella stradina di via Bernini per assaporare un boccone di Napoli, quello più genuino e autentico, preparato con amore dalla brigata tutta al femminile guidata dalla chef e imprenditrice Angela Gargiulo.
Tra tovaglie a quadri, ceramiche artigianali, lumi, libri e oggetti d’epoca in primo piano i vini a cui Angela e le figlie prestano un’attenzione particolare e nel fine settimana a supportare la squadra in rosa c’è la sommelier Gabriella Imparato che consiglia i giusti abbinamenti.
E proprio dalla passione per i vini, anzi per le bollicine, nella stessa strada è nata la Champagneria Popolare. Tornando alla Buatta, in menu i grandi classici adatti a tutte le stagioni, come pasta e patate arricchita non solo con la provola ma anche con i friarielli, il ragù, lo spaghetto al limone con alici e pecorino e, ancora, il baccalà di Somma Vesuviana che occupa in menu tantissimo spazio e lo si propone grigliato, in cassuola, con le patate, su scarola. Particolare anche la zuppa di polpo e gamberi su fresella croccante, le zuppe di legumi, le carni acquistate dal macellaio di fiducia (in menu braciola e polpette ad esempio) che come le altre materie prime provengono solo da selezionati rivenditori. Fatti in casa tutti i dolci, dalla pastiera al tiramisu, con proposte anche senza glutine.
Buatta – Trattoria di conversazione
Via Filippo Cifariello, 14 – Napoli
Scheda del 22 marzo 2019
La Buatta al Vomero: i ricordi di una vita a Napoli nella cucina di Angela
La Buatta
Via Filippo Cifariello, 14
Napoli
Tel. 081.5586720
La Buatta a Napoli. Sì, passateci la battuta, sembra di essere a Napoli e non al Vomero. Vicoletto stretto, basalti lavici a terra, ambiente raccolto nella “Trattoria da conversazione” di Angela Gargiuli nella quale entriamo dopo quasi quattro anni dalla prima segnalazione di Fabiola Quaranta. Le pareti tappezzate con le bottiglie di vino, quasi tutte campane e con ricarichi che fanno girare la cantina, cura dei particolari tipica delle trattorie in cui c’è la mano femminile. Piatti di sostanza, veri, una piccola grande biblioteca delle tipicità napoletane, alcune anche dimenticate come lo spaghetto del poveriello e gli spaghetti al soffritto, e poi ziti allardiati, uno spaghetto freschissimo con alici e limone, paste con fagioli, lenticchie e patate con i friarieli. Una lunga sequenza di zuppe e dolci ben eseguiti. Meravigliosa, un piccolo grande presidio culturale gastronomico. Imperdibile. E’ già entrato nel nostro cuoe.
Vi lascio con le foto della cena e la prima recensione di Fabiola Quaranta.
Ps. La buatta è l’adattamento del francese boîte «scatola», usato a Napoli e in Campania per indicare i recipienti di lamiera stagnata (scatole, barattoli, ecc.) per conserve alimentari. Buattone è, ovviamente, la buatta grande.
di Fabiola Quaranta
Luglio 2015. Alla Buatta al Vomero mangi come a casa, hai una scelta limitata delle pietanze, rimessa alla fantasia della cuoca, il menù viene recitato a voce tra una chiacchiera e l’altra, l’atmosfera che si respira è informale e per questo rilassante.
Angela Gargiulo è cuoca per passione, cresciuta tra i fornelli con l’amore per le tradizioni e la saggezza della nonna, che le ha trasmesso inconsapevolmente l’abile arte della cucina. Il suo regno è trattoria di conversazione, piccolo e accogliente, nascosto in un vicoletto del Vomero.
La cucina è a vista e la parola d’ordine di Angela è semplicità, nei gesti, nella parole, nella sua cucina. Specialità della casa sono pasta e patate con i friarielli, crocchette di patate al limone, baccalà e alici fritte, minestre di legumi, frittata di cipolle, il tutto a costi contenutissimi.
Cibi semplici, serviti in piatti inglesi di grande effetto, scelti dalla padrona di casa con attenzione e amore, che invitano ad affrontare la pausa pranzo in modalità “familiare”, che incoraggiano al relax, che esortano ad un allegro scambio di chiacchiere tra i commensali. Ho imparato che la cucina può essere algida o di cuore.
Sicuramente alla “Buatta” il cuore la fa da padrone anche quando, chiacchierando con Angela, candidamente mi ha detto che la sua soddisfazione più grande è sentire dai suoi più affezionati clienti che da lei si mangia come a casa!
Trattoria La Buatta a Napoli




















(dalla recensione)
“… cresciuta tra i fornelli con l’amore per le tradizioni e la saggezza della NONNA, che le ha trasmesso inconsapevolmente l’abile arte della cucina”
“…mi ha detto che la sua soddisfazione più grande è sentire dai suoi più affezionati clienti che da lei SI MANGIA come a casa!
(dalla recensione)
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Fa piacere vedere che la CUCINA della NONNA ha “ancora” un senso e che si
MANGIA COME A CASA.
Voi sapete che questo tipo di cucina è stato bistrattato, sbeffeggiato e denigrato negli ultimi anni dai food blog italiani che hanno, invece, glorificato le nuove tendenze e mode gastronomiche:
spesso delle vere bufale,
dei bluff mascherati dalla retorica senza limiti dei food blogger italiani.
E, a volte, delle vere prese per il c…
Qui c’è Sostanza.
Qui c’è Anima.
Qui c’è Onestà.
Qui Mangi Bene e ti Sazi.
Qui spendi il giusto.
Qui c’è Vera Tradizione.
E poi siamo al Vomero.
E che vuol dire?
Sono spuntati, in questo quartiere, negli ultimi anni, nuovi locali che puntano sul
1 gastrofighettismo e
2 su prezzi alti.
Vorrei aggiungere che al Vomero esistono altre realtà simili, che resistono
e non hanno chiuso.
E ciò è avvenuto anche in altre città italiane.
PS
Ringrazio qui Floriana Barone per la risposta sulle pizzerie romane e il rapporto Q/P. Spero si continui sempre di più a raccontare la gastronomia e la ristorazione(Lato Sensu) stando dalla parte dei clienti.
Con il tempo si guadagna in credibilità.
Qual è la Credibilità dei food blog italiani? È superiore a quella di TripAdvisor?