Trattoria Monterondo, Lugo di Vicenza:autentica cucina veneta
di Valentina Ruzza
C’è un Veneto che non sente il bisogno di aggiornarsi per restare credibile. Un Veneto che non rincorre le mode, non addomestica i sapori e non traduce la propria cucina in un linguaggio artificiale. È il Veneto delle trattorie di paese, quello dove nel fine settimana la sala è piena, il rumore delle voci diventa sottofondo e le tavole si riempiono senza esitazioni. Un Veneto che resiste perché resta fedele a se stesso. La Trattoria Monterondo si inserisce con naturalezza in questa geografia gastronomica: un luogo autentico, solido, che lavora sulla continuità più che sull’effetto. Siamo stati a cena in famiglia, con bambini anche molto piccoli, e l’accoglienza è stata immediata, naturale, priva di forzature. Un’ospitalità sincera, fatta di attenzione silenziosa e di tempi giusti, che mette tutti a proprio agio senza bisogno di spiegazioni.
Qui l’idea di trattoria si esprime nel modo più concreto: chi entra viene accolto come ospite, non gestito come cliente. La sala è semplice, luminosa, ordinata. Gli arredi sono essenziali, funzionali, senza concessioni al décor di tendenza. La pulizia è impeccabile e l’atmosfera richiama quella delle antiche osterie venete, dove il comfort nasce dalla familiarità. Il servizio è rapido, cortese, preciso: una macchina ben oliata che regge grandi numeri senza perdere attenzione, segno di una gestione esperta e consapevole. La cucina parte dai fondamentali e lo fa con coerenza. I bigoli — o gli gnocchi — al ragù d’anatra rappresentano uno dei piatti identitari della casa.
La pasta è ben lavorata, con una consistenza corretta, mentre il ragù è profondo, strutturato, con profumi netti di carne e vino rosso. La cottura è lunga, paziente, priva di scorciatoie. Non è un piatto che cerca l’effetto, ma uno che restituisce pienamente il senso della tradizione. Convince per equilibrio e pulizia, e questo, in una trattoria, è il miglior risultato possibile. Tra i secondi, la carne di cavallo merita una menzione a parte. Qui è proposta secondo tradizione, senza sovrastrutture, ed è semplicemente pazzesca.
Tenerissima, succosa, con una dolcezza naturale che emerge con chiarezza, la fibra è morbida e il morso pieno ma elegante. La cottura è impeccabile, rispettosa della materia prima, e lascia spazio a un sapore profondo, persistente, di grande pulizia gustativa. Un piatto identitario, intenso, che racconta un Veneto gastronomico sempre più raro e che, una volta assaggiato, resta impresso.
Divino, nel senso più concreto e onesto del termine. La grigliata mista con tagliata prosegue sulla stessa linea di schiettezza. Le carni sono ben cotte, succose, senza eccessi di brace che ne coprano il sapore. La tagliata arriva correttamente riposata, tenera, accompagnata da patatine croccanti e funghi. È un piatto generoso, pensato per essere condiviso, che trova la sua forza nella sostanza e nella continuità. Il capitolo dolci chiude il pasto con coerenza.
Il tiramisù è soffice, ben bilanciato tra dolcezza e nota amara del caffè, privo di pesantezze. Accanto, piccoli dessert casalinghi che parlano di memoria più che di tecnica: preparazioni semplici, rassicuranti, che riportano ai dolci delle nonne e che proprio per questo risultano irresistibili. In abbinamento, vini della casa scelti con buon senso: un Rabosello dal sorso diretto e vivace, sincero, e un Prosecco fresco e armonioso, pensato per accompagnare il pasto senza mai sovrastarlo. Vini funzionali, coerenti con il contesto e con la filosofia della tavola. Nel complesso, la Trattoria Monterondo è una certezza. Non cerca l’effetto scenico, ma lavora sulla solidità, sulla continuità e sull’affidabilità. Una cucina ben eseguita, porzioni generose, servizio efficiente e un’atmosfera capace di far stare bene. Un indirizzo che racconta il Veneto per ciò che è davvero, senza filtri né compromessi, ricordando quanto la cucina tradizionale, quando è fatta con rispetto e mestiere, sappia ancora emozionare.
Trattoria Monterondo
Via Santa Maria, 2-36030 Lugo di Vicenza (VI)







