Vini Bosco De’ Medici

18/8/2021 785

di Enrico Malgi

A distanza di alcuni secoli Giuseppe Palomba ed Antonio Monaco hanno ripreso orgogliosamente uno stemma appartenuto ad un ramo della nobile famiglia fiorentina dei Medici, che si erano trasferiti nel comune napoletano di Ottaviano a metà ‘500. Si tratta della lettera “M” incoronata, ritrovata fortuitamente presso un loro vigneto ed inserita poi nel logo aziendale e sulle etichette delle bottiglie di vino prodotte.

Vincenzo Mercurio e Giuseppe Palomba
Vincenzo Mercurio e Giuseppe Palomba

Sono otto gli ettari vitati aziendali collocati alle falde del Vesuvio, più una winery inserita all’interno di un’ampia struttura alberghiera in quel di Pompei, che è munita di maneggio, scavi archeologici ed anche di un minuscolo vigneto sperimentale. Ovviamente i vitigni coltivati a piedefranco sono prettamente territoriali: Piedirosso, Aglianico, Caprettone e Falanghina, curati dall’enologo Vincenzo Mercurio.

Scavi all'interno del Resort Bosco De' Medici
Scavi all’interno del Resort Bosco De’ Medici
Basilica di Pompei vista dal Resort Bosco De' Medici
Basilica di Pompei vista dal Resort Bosco De’ Medici

Nella mia recente visita ho potuto degustare cinque vini.

Bosco de' Medici
Bosco de’ Medici
Controetichette vini Bosco De' Medici
Controetichette vini Bosco De’ Medici

Lavaflava Lacryma Christi Bianco Vesuvio Doc 2019. Uvaggio di Caprettone e Falanghina. Vendemmia effettuata a fine settembre. Affinamento per sei mesi in acciaio sulle fecce fini. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale Horeca di 8,30 euro.

Gradevole alla vista il bel colore giallo paglierino luminoso. Espansivo e bene articolato il sospiroso bouquet, dal quale il naso aspira in primis copiosi profumi di una scorta di tanta buona frutta fresca e fiori, che si concretizzano in fragranze di albicocca, susina gialla, mandorla fresca, mandarino, ginestra, gelsomino e biancospino, accompagnate poi da credenziali di erbe aromatiche, sentori sulfurei e giocosità speziate. In bocca penetra un sorso fresco, sapido, morbido, leggiadro, accomodante, succoso, aggraziato, elegante e soave. Tattilità bene impostata, armonica e voluttuosa. Scatto finale appagante. Da consumare su un piatto di spaghetti a vongole.

Pompeii Pompeiano Bianco Igt 2019. Soltanto Caprettone lavorato in acciaio ed anfora per sei mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale Horeca di 10,50 euro.

Nel bicchiere risalta un bel colore giallo paglierino trasparente e vivacemente giovane. Al naso salgono preziosi e delicati profumi fruttati e floreali di agrumi, mela, albicocca, gelso, ginestra e caprifoglio. Goliardici rigurgiti minerali, afflati di finocchietto selvatico e briciole speziate vanno a completare poi l’ottimo quadro olfattivo. In bocca entra un sorso scorrevole, morbido, acidulo, equilibrato, appagante e fumé. Gusto ben delineato su note suadenti, intriganti e ben ricamate. Chiusura seducente. Da provare insieme a finger food e formaggi freschi.

Vigneto Bosco de' Medici
Vigneto Bosco de’ Medici

Pompeii Pompeiano Bianco Igt 2018. Tutto uguale al millesimo precedente.

Qui il colore vira verso un cromatismo giallo più carico. Emblematico lo spettro aromatico, che espande a tutto tondo godibili nuances di clementina, pesca bianca, pera, cantalupo, fiori bianchi e gentilizie vegetali di macchia mediterranea. Impatto del sorso sulla lingua rinfrescante, pulito, sapido, minerale, fruttato, succoso, glicerico, rotondo e reattivo. Cadenzate le cenerine percezioni palatali, che anticipano un fraseggio finale godurioso e sensitivo. Perfetto l’abbinamento con un risotto ai  frutti di mare.

Pompeii Pompeiano Rosso Igt 2017. Piedirosso in purezza. Vendemmia effettuata nella prima decade di ottobre. Fermentazione malolattica in acciaio. Affinamento in acciaio e poi passaggio in tonneaux. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale Horeca di 9,60 euro.

Tipica la veste cromatica segnata da un colore rosso purpureo. Al naso il raggiante bouquet sciorina un pot pourri di netti ed eleganti profumi, che rimembrano la fragola, la ciliegia, i frutti di bosco, il geranio e l’iris. In seguito si appalesano anche credenziali di erbe aromatiche, di spezie orientali e di terra vulcanica. Approccio palatale morbido, fresco, insinuante, snello, balsamico, essenziale, affabulatore, gentile, sottile, agile e scattante. Grip docile e fine. Frutto compatto e vivace. Tannini affusolati come da copione. Bocca di fusione, per un gusto bene equilibrato, suggestivo, accattivante e seducente. Resterà integro ancora per qualche anno. Regale lo scatto finale. Da preferire su una genovese e/o su una bella zuppa di pesce.

Bosco De' Medici Vigneto all'interno del Resort
Bosco De’ Medici Vigneto all’interno del Resort

Pompeii Pompeiano Rosso Igt 2015. Tutto identico all’etichetta precedente, a parte il grado alcolico che si attesta a tredici gradi.

Bicchiere tinto da un colore rosso rubino scintillante con riflessi purpurei. Profilo olfattivo fatto segno a connotazioni odorose ricche di modulate elargizioni di amarena, melagrana, ribes, lamponi, mirtilli e violetta. Naso percettore anche di voluttuosi profumi speziati di noce moscata, chiodi di garofano, anice e zenzero. Echi sulfurei di cenere nera dove sono abbarbicate le viti. Chiose terziarie. Sorso vellutato, carezzevole, elegante, rotondo e tagliente. Trama tannica gioiosamente levigata. Sviluppo palatale profondo, espansivo, raffinato, edonistico e complesso. Un vino che va diritto al cuore e che promette di allungare la sua esistenza. Retroaroma persistente ed epicureo. Da provare su un piatto di pasta al ragù e carne bianca e rossa.

Cantina Bosco De' Medici
Cantina Bosco De’ Medici

Una batteria di vini territoriali in grande spolvero e segnati poi da un prezzo davvero molto conveniente, perché il Vesuvio sa ripagare coloro che lo trattano bene.

Bosco de' Medici Insegna
Bosco de’ Medici Insegna

Sede a Pompei (Na) – Via Antonio Segni, 43
Tel. 081 8506463 – Cell. 338 2828234 – 339 4209163
[email protected]www.boscodeimedici.com
Enologo: Vincenzo Mercurio
Ettari vitati: 8 – Bottiglie prodotte: 15.000
Vitigni: Piedirosso, Aglianico, Falanghina e Caprettone.

 

2 commenti

    FRANCESCO MONDELLI

    Conoscevo i vini(sempre buoni e sopra la media)ma non i prezzi che mi sembrano più che onesti e competitivi.Complimenti e ad maiora PS Grazie per la foto di Mercurio senza ali ma un po’ cresciuto e sopratutto sempre più barbuto FM

    19 agosto 2021 - 07:36Rispondi

    Enrico Malgi

    Si tratta davvero di grandi vini territoriali caro Francesco. Diciamo che l’areale vesuviano ha grandi potenzialità ancora in parte inespresse. Però vedo che qualcosa si muove, grazie all’impegno di giovani viticoltori, insieme a figure professionali di alto livello.

    20 agosto 2021 - 09:22Rispondi

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