Vini di Marisa Cuomo – Nuove annate

16/9/2019 629
Vini di Marisa Cuomo
Vini di Marisa Cuomo

di Enrico Malgi

“Enrico sto venendo a Vallo per portarti la batteria dei miei vini delle nuove annate come ti avevo promesso, tu ci sei?” Andrea Ferraioli, patròn dell’azienda vitivinicola intestata alla moglie Marisa Cuomo, si era ricordato che quando ero andato a fargli visita a Furore poco tempo fa le bottiglie non erano ancora pronte e così mi promise che sarebbe passato lui direttamente da me. Promessa mantenuta con mio grande entusiasmo naturalmente, perché la fantastica produzione vinicola del vulcanico neo Presidente del Consorzio dei Produttori Vitivinicoli Salernitani “Vita Salernum Vites” mi fa sempre emozionare.

Una produzione vinicola che è frutto di una viticoltura estremamente singolare, derivante da una coltivazione di viti a piedefranco sospese nel vuoto ed abbarbicate a pali di sostegno di castagno piantati in verticale. Il tutto inserito in un minuscolo fazzoletto di terra di natura vulcanica strappata alla montagna e che rappresenta un patrimonio ampelogtafico d’inestimabile valore paesaggistico e culturale unico in Italia, laddove si dà preferenza anche ad una limitata percentuale di specie varietali autoctone, per dare vita ad un vino di assoluto valore mondiale come il Fiorduva.

Controetichette vini di Marisa Cuomo
Controetichette vini di Marisa Cuomo

Costa d’Amalfi Furore Bianco Doc 2018. Classico blend amalfitano di Falanghina al 60% e saldo di Biancolella. Solo acciaio e vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo in enoteca intorno ai 15,00 euro.

Giallo paglierino splendente il colore. Bouquet stuzzicante ed intrigante, che assale subito le narici per proporre sostanziosi profumi che ricordano i limoni amalfitani, la pesca bianca, la mela limoncella, la ginestra, la zagara, ed il tiglio. Proposizioni iodate, minerali e sapide. Credenziali speziate. Sorso affascinante per freschezza, delicatezza, eleganza e morbidezza. Palato vellutato e dinamico. Chiusura carezzevole ed appagante. Da spendere su una pezzogna all’acqua pazza.

Costa d’Amalfi Ravello Bianco Doc 2018. Ancora un mix di Falanghina al 60% e saldo di Biancolella, lavorate in acciaio per quattro mesi. Gradazione sempre di tredici e mezzo. Prezzo uguale a quello del fratello Furore di circa 15,00 euro.

Pregevole e luccicante il bel colore giallo paglierino. L’ampio spettro aromatico traduce in perfetto corollario la dipanata fruttuosità e florealità: pera, limone sfusato, pesca, banana, ananas, fiori di campo ed eucalipto. E poi ancora nuances di anice, salvia ed acqua di roccia. La bocca accoglie un sorso bello fresco e morbido, succoso e soave, limpido e carezzevole, gentile ed equilibrato. Palato ritmato e ben cadenzato, che prelude poi ad fraseggio finale di totale appagamento papillare. Da abbinare ad una mozzarella di bufala.

Costa d’Amalfi Rosato Doc 2018. Aglianico e Piedirosso in parti uguali. Maturazione in acciaio e boccia. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di circa 15,00 euro.

Colore rosato corallino. Profilo olfattivo di grande interesse, che espone un pot-pourri di essenze fruttate del sottobosco, di ciliegia, di agrumi della Costiera e di melagrana. Pregevoli poi le note di ciclamino, campanula, zenzero, mirto e bacche mediterranee. L’impatto del sorso sulla lingua è agile, soave, succoso, sapido e teso. Palato blandito da eleganti connotazioni fini e sublimi, che appagano totalmente la beva. Finale abbastanza persistente. Da preferire su pizza margherita, tagliere di salumi e pesce in guazzetto.

Costa d’Amalfi Furore Rosso Doc 2018. Assemblaggio di Aglianico e Piedirosso fifty-fifty. Maturazione in acciaio, barriques di secondo passaggio per sei mesi e vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo in enoteca di 15,00 euro.

Bicchiere tinto da un colore rosso rubino schizzato di porpora. L’approccio olfattivo fa emergere subito eleganti e pervasivi profumi di tanta buona frutta fresca, sia del sottobosco e sia della pianta. In appresso ecco approssimarsi gentili umori speziati di noce moscata e chiodi di garofano. Presente anche una grazia floreale e vegetale di buona costumanza. Attacco in bocca timbrato da un registro gustativo pervasivo, croccante, masticabile, acido, glicerico e bene amalgamato. Trama tannica pimpante e reattiva. Sequenza finale di godibile trasporto. Su carni bianche e rosse e formaggi non troppo stagionati.

Costa d’Amalfi Ravello Riserva Doc 2015. Piedirosso al 70% e saldo di Aglianico. Acciaio, legno piccolo per un anno ed elevazione in vetro. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo in enoteca di circa 40,00 euro.

Colore rosso rubineggiante. Piglio olfattivo di estremo interesse, ricco di tracce fruttate odorose di ciliegia, susina, mirtilli e more, che incrociano poi parvenze floreali, vegetali e speziate di grande rilievo. Pulsazioni balsamiche, mentolate, empireumatiche e grafitiche. Frammenti sapidi, minerali, vulcanici e iodati. Sulla lingua plana un sorso temperamentale, fascinoso, carnoso, esuberante, austero, terroso ed intrigante. Tannini talentuosi. Grip voluttuoso, strutturato e poderoso. Timbro rotondo, accattivante e portatore di un grande potenziale, che fa ben sperare per un futuro a lungo termine. Retroaroama persistente. Se un bel cosciotto di agnello al forno.

Costa d’Amalfi Furore Riserva Doc 2015. Ancora e soltanto Aglianico e Piedirosso alla pari, per tenere così fede alla tradizione vitivinicola campana. Maturazione in acciaio, affinamento in barriques nuove per un anno e poi elevazione in vetro. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale intorno ai 40,00 euro.

Colore rosso rubino carico, attraversato sui bordi da giovani lame purpuree. Bouquet intensamente profumato di bacche piccole e medie; di infiltrante florealità; di sentori di terra umida; di ottima carica speziata; di accenni tostati; e di ghirigori di goudron, cuoio, caffè, tabacco e resina. Espansione palatale imponente, tonica, raffinata, materica, scattante, sontuosa, trascinante e ben ritmata. Pregnanza gustativa integra, vibrante, polposa e tagliente. Fine ed aristocratica la trama tannica. Allungo finale edonistico e reattivo. Serbevolezza a lunga scadenza. Da spendere su un maialino allo spiedo al modo sardo.

Costa d’Amalfi Fiorduva Furore Bianco Doc 2017. Blend prettamente territoriale di Ripoli al 40% e poi parità di Fenile e Ginestra. Maturazione in acciaio, legno piccolo per tre mesi e poi elevazione in vetro. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo della bottiglia in enoteca di 50,00-60,00 euro ben spesi.

E dulcis in fundo ecco il mitico, leggendario e straordinario vino che ha stregato tutto il mondo, un vero must che ben rappresenta tutta la vitienologia campana, meridionale e nazionale, premiato sempre e dovunque.

Uve raccolte leggermente surmature. L’effetto cromatico nel bicchiere è segnato da un colore giallo vivo, gioioso, lucente, invitante ed ammiccante. Naso di frutta tropicale, agrumi amalfitani, albicocche, mandorle, uva passa e canditi. E poi intrecci odorosi di fittezze floreali di gelsomino e di ginestra; aromi di capperi selvatici, rosmarino e miele; respiri speziati: e cadenze idrocarburiche. In bocca fa il suo ingresso un sorso espansivo al massimo, etereo, fenomenale, grasso ed opulento. Ma anche morbido, fresco, elegante e seducente. Slancio finale tonico, persistente e godibile. Con che lo abbiniamo? Con tutto quello cha capita sotto tiro, escludendo magari soltanto il ragù. Si può anche centellinare da solo con molta calma. Che grande vino!

In conclusione, anche stavolta i vini di Marisa ed Andrea che ho assaggiato si sono dimostrati davvero eccezionali, mantenendo fede così alla consolidata fama di alta qualità che li contraddistingue.

Sede a Furore (Sa) – Via G.B. Lama 16/18
Tel. 089 830348 – Fax 089 8304014 – Cell. 333 4313667
[email protected]www.marisacuomo.com
Enologo: Andrea Ferraioli con i consigli di Luigi Moio
Ettari vitati: 30 – Bottiglie prodotte: 120.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Biancolella, Ripoli, Fenile e Ginestra.

 

2 commenti

    Francesco Mondelli

    Tanto di cappello al comandante di vascello FIORDUVA cui tutti devono rispetto se non altro perché sempre ai primi posti delle classifiche mondiali:nei primi dieci venti e, nelle “peggiori” delle ipotesi, nei cinquanta.Ma sempre al top:purtroppo per noi “santi bevitori” anche nel prezzo.Ma personalmente apprezzo e condivido alla mia tavola con gran soddisfazione di tutti i “marinai semplici”Furore bianco e rosso capaci come sono anche di affinare qualche anno in bottiglia per poi dispensare gioia piacere e convivialità grazie alla loro immediata ma elegante bevibilità.Bona jurnata paisà ma repusateve ogni tanto nun state sempe a faticà:ricurdateve c’avite na certa età.François c’est moi

    16 settembre 2019 - 10:37Rispondi

    Enrico Malgi

    Grazie Francesco, come al solito sai apprezzare le eccellenze del nostro territorio. Infatti, il Fiorduva è soltanto la punta dell’iceberg, ma è tutta la produzione vinicola di Andrea ad essere connotata da altissima qualità. A proposito del Fiorduva sembra che in un’enoteca di Barcellona sia stato venduto a 580,00 euro la bottiglia! Comunque si tratta sempre di un vino strepitoso e pluripremiato vanto della vitienologia campana.

    16 settembre 2019 - 12:38Rispondi

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