Vini di Torre A Oriente – Vincitori a Radici del Sud 2018

15/9/2018 2.4 MILA
Vini di Torre a Oriente
Vini di Torre a Oriente

di Enrico Malgi

Patrizia Iannella e Giorgio Cernaccolo stanno insieme per amore soprattutto, ma anche per la comune passione che nutrono per la viticoltura. Nel 2002 Patrizia fonda l’azienda Torre A Oriente, situata nel comune di Torrecuso in pieno territorio del Taburno. Nel 2006 si comincia a vinificare, per arrivare poi al 2013 quando l’azienda taburina si unisce all’azienda agricola Gentilcore di Giorgio collocata nel comune di Molinara nell’Alto Sannio, unendo così insieme sogni, passioni, sentimenti, idee e forze per portare avanti contestualmente la famiglia e l’azienda agricola e vitivinicola. Sono ventitré gli ettari di proprietà, che riguardano la viticoltura e l’olivicoltura, oltre che la produzione di cereali e di legumi.

Minimale, ma ottima la produzione aziendale che fa leva soltanto sui due vitigni autoctoni del territorio sannita più importanti: falanghina ed aglianico. E copiosi sono stati i riconoscimenti ricevuti nell’arco degli ultimi anni, come quelli conseguiti all’edizione 2018 di Radici del Sud, dove si è registrata l’affermazione di due etichette.

Controetichetta vini di Torre a Oriente
Controetichetta vini di Torre a Oriente

Biancuzita Falanghina del Sannio Dop 2015. Secondo posto assoluto, così come ha deciso la giuria dei Wine Writers. Due anni di maturazione in acciaio e vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 13,00 euro in enoteca.

Colore giallo paglierino carico e lucente. Il profilo olfattivo è propedeutico alla varietà, laddove dominano intensi profumi di pera, di mela, di banana, di aghi di pino, di ginestra, di fiori di limone e di gelsomino. Sussurri mentolati e balsamici. Speziato di chiodi di garofano. In bocca fa il suo ingresso un sorso bello teso e fresco, secco e gaudente, morbido e polposo, suadente e sapido. Eleganza, dinamicità, equilibrio e mineralità contribuiscono poi ad elevare la piena espressione gustativa. Accattivante e soddisfacente il  finale, che in sottofondo denota anche una lieve punta idrocarburica e di frutta secca. Ottimo vino davvero, venduto poi ad un prezzo molto favorevole. Da spendere su risotti, minestre di legumi e carne bianca.

‘U Barone Aglianico del Taburno Docg 2012. I giudici dei Wine Buyers hanno assegnato a questa bottiglia la seconda piazza nella propria categoria. Lavorazione in acciaio e barriques per oltre un anno e poi elevazione in boccia per altri dodici mesi. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di appena 15,00 euro.

Più granato che rubino lo scintillante colore nel bicchiere. Bouquet ampio e variegato, che riassume in toto la tipica identità del territorio sannita. Fragranze di piccoli frutti del sottobosco in primis e poi umori di fiori rossi, creptii di erbe officinali, di funghi e di terriccio bagnato, aspirazioni di spezie voluttuose, sentori di caucciù, di china, di carrube, di eucalipto, di cuoio, di goudron e di caffè torrefatto. Calibrato e ben modulato il rovere. Sorso caldo ed affascinante, vibrante e terroso, sulfureo ed affilato, armonico ed incisivo. Trama tannica imperiosa, aristocratica e godibile. Sviluppo verticale e sanguigno. Vino di grande caratura e complessità, connotato poi da un’infinita longevità. Retroaroma persistente e leggermente amarognolo. Da preferire su carni rosse e formaggi stagionati.

Sede a Torrecuso (Bn) – Località Mercuri I, 9
Tel. 0824 87376 – Fax 0824 1811075 – Cell. 335 87771656 – 340 09062468 – 340 2526591
[email protected][email protected]
Enologo ed agronomo: Patrizia Iannella con i consigli di Mario Ercolino
Ettari di proprietà: 23, di cui 10 vitati
Bottiglie prodotte: 50.000
Vitigni: aglianico e falanghina