Vini Galardi – Nuove Annate

1/7/2020 988
Vini Galardi
Vini Galardi

di Enrico Malgi

Per una ricorrenza speciale ho pensato bene di andare sul sicuro e così ho stappato due bottiglie di rosso di Galardi da condividere con familiari ed amici durante un ricco pranzo domenicale. Si tratta dell’intramontabile e pluripremiato Terra di Lavoro e della nuova etichetta Terra di Rosso che ha esordito a Vinitaly l’anno scorso col millesimo 2017. Il Terra di Lavoro in tutti questi anni ha saputo regalare infinite soddisfazioni all’azienda di Sessa Aurunca gestita da Maria Luisa Murena, Francesco e Dora Catello, Arturo Celentano e Allegra Selvaggi.

Controetichette Vini Galardi
Controetichette Vini Galardi

Questa volta l’annata del nuovo prodotto è il 2018 e quindi l’etichetta recita così: Terra di Rosso Piedirosso Campania Igp 2018. Piedirosso in purezza allevato a San Carlo di Sessa Aurunca a quattrocento metri di altezza su una superficie vitata di appena un ettaro. Vendemmia ad inizio di ottobre. Il contatto pellicolare si è protratto per venti giorni. Fermentazione in acciaio. Affinamento in barriques francesi nuove per otto mesi. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 25,00-30,00 euro. Tremila le bottiglie prodotte. Bisogna affrettarsi, quindi, se si vuole godere di questa rara chicca.

Colore rosso rubino. Spettro aromatico ampio e bene articolato: ciliegia, susina, ribes, lamponi e mirtilli soprattutto. Note di viola, geranio, mirto e lavanda, intrecciate a gradevoli costumanze speziate e terziarie. Sfumature cenerine. Accenno tostato. Sorso caldo, secco, elegante, delicato, morbido, sapido, abbastanza fresco. Tannini dolci e levigati. Vino che possiede spessore, tensione e reattività e che sa conciliare la mediterranea purezza con uno stile moderno ed accattivante. Gusto balsamico, gioioso e succoso, che prelude ad un finale equilibrato, sensuale e goloso. Ottima performance di un vino eccellente da abbinare a carne bianca, parmigiana di melanzane e pesce in guazzetto.

La seconda bottiglia stappata si riferisce naturalmente al must aziendale, che fin dalla prima annata del 1994 ha saputo stupire tutti per la sua eccelsa e costante qualità: Terra di Lavoro Campania Igp 2018. Classico blend di Aglianico all’80% e saldo di Piedirosso coltivati sempre a S.Carlo di Sessa Aurunca. Vendemmia a metà ottobre. Contatto con le bucce per venti giorni. Fermentazione in acciaio ed affinamento in barriques nuove francesi per un anno. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 45,00-50,00 euro. Bottiglie prodotte per questo millesimo: ventimila bordolesi, cento magnum e cinquanta doppio magnum.

Che cosa vogliamo aggiungere ancora a questo eccellente ed emozionante vino sempre affidabile e che ormai è diventato un vero e proprio cult a livello internazionale? C’è soltanto da verificare la bontà dell’annata, che come sappiamo può variare a seconda dell’andamento climatico, per il resto si va sempre sul sicuro.

Colore rosso rubino. Bouquet intriso di avvolgenti e perforanti umori fruttati di sottobosco, di amarena e di prugna. Caleidoscopio ricco di nuances di violetta, rosa, macchia mediterranea, noce moscata, chiodi di garofano, zenzero e vaniglia. Calibrati e sensitivi i profumi di goudron, resina, ginepro, eucalipto, china, fumé e balsamo. In bocca esordisce un sorso austero, maestoso, materico, sensuale, paradisiaco, profondo, armonico e solido, mettendo in mostra così tutto il suo talento. Superba la trama tannica. Appeal imponente, ammaliante, integro e raffinato. Beva monumentale, sapida, tagliente e dinamica. Estrazione ed elevazione di rara precisione. Rovere ben dosato. Vino che termina la sua corsa in trachea donando una persistenza ad oltranza ed appagante. Anche questo millesimo non ha tradito le aspettative, dimostrando tutta la sua valenza ed una potenzialità di serbevolezza a lunga gittata. Da preferire su cacciagione, agnello al forno e formaggi stagionati.

Sede a Sessa Aurunca (Ce) – Frazione San Carlo
Tel e Fax 0823 708900 – 0823 1440003
[email protected]www.terradilavoro.it
Enologo: Riccardo Cotarella
Ettari vitati: 10 – Bottiglie prodotte nel 2018: 23.000 bordolesi, 100 magnum e 50 doppio magnum.
Vitigni: Aglianico e Piedirosso.  

2 commenti

    Francesco Mondelli

    Per l’evento “speciale”(ma ogni anno che passa più che bene secondo me fa male)un’azienda l’ho beccata ma mi aspetto altre conferme.Su Terra di Lavoro (Il Sassicaia del sud come qualcuno l’ha definito)mi ripeto:per me tra i grandi vini del mondo ma sta venendo fuori alla grande anche il loro piedirosso vitigno che merita di più per cui mi permetto di rilanciare un messaggio subliminale al Gran Capo:perché non riprendere la “trasmissione “Rosso Rosso Piedirosso ?FM

    1 luglio 2020 - 13:03

    Enrico Malgi

    Hai ragione caro Francesco, il Terra di Lavoro ormai non ha bisogno si essere spinto, perché cammina benissimo sulle sue gambe da più di cinque lustri, mentre il Terra di Rosso Piedirosso può stargli alla pari se solo venisse considerato un poco di più. Il fatto è che in Campania si trova e si parla dell’Aglianico dappertutto anche fuori dal territorio regionale, mentre il Piedirosso stenta a trovare una sua giusta collocazione geografica in modo integrale perché è allevato a macchia di leopardo, pur mantenendo una presenza capillare in alcuni areali, ma fuori regione non è affatto conosciuto. Ecco perché bisognerebbe attivare un’operazione di salvaguardia e di promozione di un vitigno a bacca rossa che ha dimostrato di essere in Campania l’unica alternativa all’Aglianico e che vuole recitare la sua parte, senza andare ad intaccare la supremazia dell’affermato Aglianico. E per questo, quindi, che auspicherei una maggiore produzione di Piedirosso in purezza.

    2 luglio 2020 - 17:04

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