Vino e Biga: una nuova pizzeria nell’Alto Casertano da segnare in agenda

13/8/2020 3 MILA

Pizzeria Vino e Biga Alife
Piazza Vescovado
Tel 379 1778393
Aperto la sera. Chiuso il lunedì

Vino e Biga - Marco Pece, Luigi Santagata e collaboratore
Vino e Biga – Marco Pece, Luigi Santagata e collaboratore

di Antonella Amodio

Se fossi in voi – ovunque vi troviate – andrei apposta ad Alife, per mangiare la pizza da Vino e Biga.

Anzi, per cogliere il momento della stagione estiva e fare una passeggiata tra le colline che portano fin verso il Matese, con una sosta da Antonietta Melillo per comprare le cipolle di Alife (presidio Slow Food) ed infine raggiungere la nuova moderna pizzeria Vino e Biga. Ritornerei volentieri in questo locale non solo per la pizza, ottenuto con farine macinate a pietra e impasto biga altamente idratato, ma anche per le montanarine, le più buone che abbia mai mangiato. Soffici, leggere e fritte bene, con il pomodoro equilibrato nelle note di acidità e dolcezza. Insomma, un sogno.

Vino e Biga - montanarine classiche
Vino e Biga – montanarine classiche
Vino e Biga - montanarina mortadella e pistacchio
Vino e Biga – montanarina mortadella e pistacchio

Ma veniamo al progetto Vino e Biga pensato e forgiato da due amici pizzaioli: Marco Pece e Luigi Santagata, con la passione per i lievitati e per l’arte bianca. La saracinesca del locale si è alzata una settimana prima del lock-down: neanche il tempo di inaugurare, e i motori si sono spenti, come del resto per tutti.

Il locale, dall’arredo moderno in stile “urban” con incontro tra legno e metallo, accoglie i clienti in tre sale e con forno all’ingresso. 85 coperti, oggi ridotti a 65, con l’opportunità di mangiare all’esterno, sulla piazza principale di Alife.

Vino e Biga - esterno e sale
Vino e Biga – esterno e sale
Vino e Biga - arredo
Vino e Biga – arredo

Il vino ha un ruolo importante (come si può capire anche dal nome della pizzeria) e alle pizze sono suggeriti abbinamenti con diverse denominazioni italiane. Per chi invece non sa rinunciare alla birra, troverà una interessante selezione in bottiglia e alla spina.

Marco e Luigi hanno concepito un menù che allarga la proposta a gusti di fantasia, con le pizze classiche in primo luogo, come la scioglievole Margherita, che mostra un disco grande e con bordo rialzato leggermente crunch, e una buonissima Capricciosa, che mette in evidenza la ricerca degli ingredienti di altissimo livello.

Vino e Biga - Margherita
Vino e Biga – Margherita
Vino e Biga - Capricciosa
Vino e Biga – Capricciosa
Vino e Biga - sezione del cornicione
Vino e Biga – sezione del cornicione

Tra le pizze “Pensate per voi“ spicca la CP Alliphae, che nel topping raccoglie la sintesi del territorio con l’uso di ingredienti come la cipolla di Alife, il conciato romano di Manuel Lombardi, l’uva pallagrello nero, e – fuori distretto – i filetti di tonno di Cetara, richiamando così la parte marina della Campania. A coronamento, c’è l’impiego di olio extravergine del Matese, usato a crudo per esaltarne il sapore armonioso.

Vino e Biga - CP Alliphae
Vino e Biga – CP Alliphae

Circa venti gusti che ruotano intorno alla stagionalità delle materie prime e ai capisaldi inamovibili delle pizze.

In carta anche una discreta scelta di formaggi e salumi del Matese.

Per il dessert, Marco e Luigi hanno messo a punto un impasto al cacao con 36 ore di lievitazione da farcire poi con frutta, crema e/o nutella, ma propongono anche dessert artigianale realizzati da una pastry chef locale: Concetta Fusco, che delizia gli ospiti con i grandi classici italiani – tra i quali il tiramisù – racchiusi in vasetti.

Vino e Biga - Tiramisu' di Concetta Fusco
Vino e Biga – Tiramisu’ di Concetta Fusco

Servizio veloce e corretto, e non ultimo, ottimo rapporto prezzo/qualità.

Costo pizza Margherita € 4,00

Pizzeria Vino e Biga Alife
Piazza Vescovado

Tel 379 1778393
Aperto la sera. Chiuso il lunedì

9 commenti

    Romolo

    A mio avviso c’è un’attenta scelta degli ingredienti, molti dei quali a km 0, un ricco menù, e una spiccata attenzione al cliente. Ma… la cottura non la condivido… qualche punta di nero carbone è da tollerare, visto il tipo d’impasto molto lievitato ed idratato… però se il bruciato nero carbone inizia a prendere piede in tante pizze… allora non c’è più attenzione alla salute dei clienti…
    La pizza è un cibo
    Il carbone è carbone (cancerogeno)

    13 agosto 2020 - 14:22Rispondi

    Anonimo

    Condivido riguardo il commento negativo della cottura! Tutto molto o quasi accurato,ma mangiare una pizza bruciata,non è il massimo

    13 agosto 2020 - 16:36Rispondi

    Rino

    Per la verità condivido il precedente commento di Romolo.
    Lo staff impiega tanta energia e passione in tutte le fasi della ristorazione e non solo, organizzando eventi ed intrattenimento, ancora, certosini nella lievitazione impeccabile. Ma nel finale, almeno per le pizze, trascurando gli ultimi secondi nel forno, si dà alle stesse una buona parte di superficie carbonizzata, che può allietare qualcuno, ma ai più induce a tollerare malvolentieri, data la dannosità del carbone per la salute.
    Ad maiora semper!

    13 agosto 2020 - 16:36Rispondi

    Anica

    Infatti! qualche pizza bruciata puó capitare, ma se la mangi chi l’ha fatta
    I clienti pagano, non si approfitta della loro tolleranza, il cornicione bene se rosolato, ma non bruciato
    Inutile mettere in bella mostra qualche pizza fatta per le foto

    13 agosto 2020 - 18:16Rispondi

    Paolo

    Questa pizzeria deve avere molto nemici..è urgente andarci, brava molto Antonella Amodio a scovare in maniera puntuale tante belle realtà.

    14 agosto 2020 - 10:58Rispondi

      Romolo

      .. se dire la propria opinione significherebbe essere “nemico” allora si aspira ad una forma di egemonia.
      .. “urgente”…. calma, il tempo giudica tutti
      .. “scovare” forse. Invitare allo scopo più probabile. Ma la rispettabilissima Antonella ha recensito ciò che gli è stato offerto. Professionalmente è stato dato spazio ai commenti. Chi non accetta umilmente commenti a toni bassi, svela intenti egemoni.

      14 agosto 2020 - 13:06Rispondi

    Romolo

    .. se dire la propria opinione significherebbe essere “nemico” allora si aspira ad una forma di egemonia.
    .. “urgente”…. calma, il tempo giudica tutti
    .. “scovare” forse. Invitare allo scopo più probabile. Ma la rispettabilissima Antonella ha recensito ciò che gli è stato offerto. Professionalmente è stato dato spazio ai commenti. Chi non accetta umilmente commenti a toni bassi, svela intenti egemoni.

    14 agosto 2020 - 13:08Rispondi

    luca

    Esprimo una mia opinione.
    Dopo Report, vi ricordate, c’è stata una maggior attenzione alle bruciacchiature delle pizze sia da parte dei pizzaioli che dei clienti.
    E questo è stato positivo
    __
    L’IMPORTANZA DELLA COTTURA
    La cottura della pizza è, secondo me, uno dei più importanti aspetti per la produzione di un’ottima pizza.
    Negli ultimi anni si è enfatizzato, invece, la maturazione dell’impasto.
    Ma, signori, anche un impasto maturato 48 ore se, poi…non è ben cotto… darà una pizza scadente.
    E, poi, è stata snobbata(per esaltare le lunghe
    maturazioni) la metodologia classica che prevede una maturazione di 12 14 ore senza frigo con farine di media forza.
    Se ben cotta questa tipologia di pizza napoletana è… ottima e…digeribile.
    Ma, come dicevo, la lunga maturazione in frigo
    è diventata anche una moda e molti pizzaioli
    hanno preferito esibire sui menù pizze con…
    36 ore
    48
    60
    72
    84
    96 ore…….. di MATURAZIONE

    La pizza che ho descritto con 12 14 ore di maturazione a temperatura ambiente è ormai
    considerata una pizza di serie B.
    Ma non è assolutamente vero.

    Anzi, vi dirò che è molto PIÙ DIFFICILE fare un’ottima pizza con questa metodologia.

    Per concludere:
    si può ottenere un’ottima PIZZA NAPOLETANA DIGERIBILE senza la LUNGA MATURAZIONE IN FRIGO (a bassa temperatura).
    Ma, ormai, non ci crede più nessuno… dopo il lavaggio del cervello degli ultimi anni.
    __
    Per tornare alla recesione.
    La valutazione della cottura è visiva e riguarda sia cornicione che il fondo del disco di pasta che va sollevato appena arriva la pizza al tavolo. Se presenta estese bruciacchiature si può chiedere di rifarla.
    Quindi, come si evince, è molto importante per me, non avere delle pizze con bruciacchiature.

    In questo specifico caso come la penso?
    Nella recensione non ci sono foto del fondo della pizza e il cornicione presenta, in alcuni pinti, delle bruciacchiature.
    Nelle varie foto ci sono pizze con gradi di bruciacchiature diverse, da lievi a medie.
    Come valutarle?
    Certo per classificarla come ottima o eccellente pizza non dovrebbero esserci le bruciacchiature.
    Ma, attenzione, se mangiando la pizza questa dovesse rivelarsi ottima i pezzi di cornicione scartati non incidono molto sulla valutazione
    complessiva e potrei dire che è una buona pizza (ottima no perché c’è il difetto di qualche bruciacchiatura).

    Poi, il prezzo e il RAPPORTO QUALITÀ /PREZZO È DAVVERO OTTIMO come conclude la recensione.
    Su questo blog tutti i giorni passano pizze margherite con prezzi molto più alti (pochi giorni fa a 12 euro) che, secondo me, sono
    pompati(come certi canotti) e ingiustificati.

    Per cui andrei volentieri da questa pizzeria anche per verificare se la cottura presenta dei difetti. Ma apprezzando un pizzaiolo che fa delle buone margherite a 4 euro.

    14 agosto 2020 - 13:14Rispondi

    friariello

    Con le bistecche “FIORENTINE”,Cotte sui carboni come la mettiamo? Sarebbe il caso che le vietassero per salvaguardare la salute pubblica.

    14 agosto 2020 - 23:27Rispondi

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