Aglianico Irpinia doc 2009 Donnachiara |Voto 89/100, winner a Radici del Sud

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Irpinia Aglianico 2009 Donnachiara

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: 12,00 euro in enoteca
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Vista 5/5 – Naso 27/30 – Palato 27/30 – Non omologazione 30/35

Da tempo ormai il mondo del vino nazionale sta assumendo una connotazione sempre più matriarcale, in cui le donne hanno preso il sopravvento sui loro compagni. E questo fenomeno sta trovando terreno fertile anche in Campania, in cui emergono figure femminili, decisamente carismatiche e volitive, al comando di importanti aziende vinicole. Senza far torto a nessuna, ne cito qui alcune in ordine sparso: Maria Ida Avallone di Villa Matilde, Maria Felicia Brini di Masseria Felicia, Ida Budetta di San Giovanni, Silvia Imparato di Montevetrano, Patrizia Malanga di Le Vigne di Raito, Elena Martusciello di Grotta del Sole (attuale Presidente dell'Associazione Nazionale Donne del Vino), Tiziana Marino, Daniela Mastroberardino di Terredora (Presidente Nazionale del Movimento Turismo del Vino e Consigliere dell'A.N.D.V.), Milena Pepe di Tenuta Cavalier Pepe, Rosanna Petruzziello de I Favati, Manuela Piancastelli di Terre del Principe, Maura Sarno di Tenuta Sarno, Mila Vuolo e Ilaria Petitto.
Ed il focus lo voglio accendere proprio su quest'ultima esponente, avvocato e titolare dell'azienda irpina Donnachiara di Montefalcione fondata nel 2005. Qui la conduzione aziendale è prevalentemente al femminile e comprende, oltre ad Ilaria, anche la madre signora Chiara Petitto, che ha lasciato la docenza scolastica per dedicarsi alla viticoltura. Mentre il padre Umberto Petitto è un imprenditore del settore metalmeccanico e preferisce agire dietro le quinte, dispensando utili consigli. Le vigne sono quasi tutte ubicate nel comune di Torre delle Nocelle, ove insistono venti ettari di Aglianico in un solo corpo, allevati in collina su terreni soleggiati, ventilati e di natura vulcanico-argillosa e condotti secondo natura, cioè senza l'ausilio di sostanze chimiche. Proprio in mezzo ai filari sorge imponente la solida casa colonica dei primi anni del'900, sormontata da una torretta di avvistamento. Essa è appartenuta alla bisavola Chiara Mazzarelli, proveniente dalla Costiera Amalfitana, strenua sostenitrice dello sviluppo agricolo locale e da cui prende il nome l'azienda. Altri sette ettari vitati si trovano poi nel comune di Montefalcione, ove insiste anche la funzionale ed ecologica cantina, coltivati a Greco, Fiano, Falanghina, Coda di Volpe e ancora Aglianico.
All'ultima manifestazione di Radici del Sud, proprio l'Aglianico Irpinia Doc-Dop 2009 di Donnachiara si è piazzato al primo posto nella sua tipologia, decretato dalla giuria nazionale. E non c'è da stupirsi più di tanto dell'ennesimo e prestigioso riconoscimento conseguito da questa azienda ancora giovane, ma capace di precorrere i tempi, perche lo stesso vino dell'annata precedente è stato inserito nella lista dei migliori cento vini del mondo stilata dalla famosa rivista americana Wine Spectator's 2012.
La vendemmia è stata effettuata ritardatamente nel mese di novembre, come da prassi per l'Aglianico irpino. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino è stato affinato in barriques di rovere francese per sei mesi ed elevato poi in boccia per altri otto mesi. La gradazione alcolica si è stabilizzata a 13° C.
Un rosso rubino scuro con venature purpuree colora l'interno del bicchiere. Al naso il vino regala un bouquet ampio e complesso che spazia da avvolgenti aromi fruttati di prugna matura, amarena, ribes e mirtillo, intrecciati poi a piacevoli sentori floreali di viola e ad una raffinata speziatura di noce moscata, chiodi di garofano, pepe nero e zenzero. Si avvertono in sottofondo anche godibili profumi balsamici, tabaccosi e lievemente tostati. In bocca il sorso va ad occupare tutta la cavità orale, sistemandosi poi al centro della lingua per essere scansionato. E così come in una radiografia, viene evidenziata una struttura già ben delineata e senza difetti, un tannino rotondo e suadente, una freschezza illimitata, un frutto materico e sostanzioso, una linfa vellutata, morbida ed elegante, una ridondante mineralità, un fluido dinamismo e un calibrato equilibrio. Chiude su ricorsive note fruttate e floreali fidelizzate, già percepite all'olfatto. L'allungo finale è armonico, persistente e vincente come il curriculum del Real Madrid degli anni '50 del grande presidente Santiago Bernabéu Yeste e della saeta rubia Alfredo Di Stefano. Da abbinare a piatti sostanziosi come le pappardelle al ragù di cinghiale, agnello al cartoccio con patate e formaggi stagionati a pasta dura come il Bitto valtellinese o il Castelmagno erborinato piemontese. Occhio al prezzo. Prosit!

Questa scheda è di Enrico Malgi

Sede a Montefalcione (Av) – Via Stazione – Località Pietracupa
Tel. 0825 977135 – Fax 0825 977784
info@donnachiara.it – www.donnachiara.it
Enologo: Angelo Valentino
Ettari vitati: 27
Bottiglie prodotte: 200.000
Vitigni: Aglianico, Greco, Fiano, Falanghina e Coda di Volpe

3 commenti

  • Mondelli Francesco

    (23 agosto 2013 - 08:01)

    Vado a memoria ,ma credo che questo Aglianico ha avuto anche riconoscimenti internazionali.PS.Al bellissimo elenco avrei personalmente

  • Mondelli Francesco

    (23 agosto 2013 - 08:07)

    Vado a memoria ,ma credo che questo Aglianico abbia ricevuto anche riconoscimenti internazionali.PS.Al bellissimo elenco delle donne del vino personalmente avrei aggiunto anche quelli di Clelia Romano e di Marisa Cuomo.FM.

  • Enrico Malgi

    (23 agosto 2013 - 08:49)

    Hai ragione, caro Francesco, sei sempre attento e preciso. Per quanto riguarda altre donne del vino della viticoltura campana da menzionare ce ne sono ancora tante certamente, di cui sicuramente quelle da te elencate meritano la citazione. Per Marisa Cuomo, c’è da precisare che l’azienda di Furore è intestata a lei, ma di fatto il deus ex machina è stato sempre il marito Andrea Ferraioli, mentre la moglie è attivissima e bravissima ma preferisce operare silenziosamente dietro le quinte e lasciare spazio al marito.

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