I Barolo Bussia di Aldo Conterno a Monforte

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Giacomo Conterno
Giacomo Conterno

“Modernità e Tradizionalisti è una disputa tutta italiana. Concentrarsi sullo strumento è una grande sciocchezza, non esiste storia o scienza a cui appoggiarsi per affermare cosa è tradizione e cosa non lo è. Per me conta produrre un buon vino nel miglior modo possibile”.
“Spesso dietro le botti grandi ci sono famosi wine maker mentre piccoli viticoltori possono usare le barrique. Tutte chiacchiere ideologiche: oltre agli speculatori e agli appassionati, ormai c’è la fetta di mercato dei forumisti che beve con la ideologia. Se uno mi chiede tradizionalista o modernista preferisco cambiare cliente. Questo fenomeno sta dilagando”.

Così Giacomo Conterno ci accoglie nella sua cantina storica che gestisce con i fratelli Stefano e Franco.

Proviamo i sui Barolo 2011, annata calda e difficile, gestita dai Conterno con una decisa vendemmia verde. Una annata che, secondo Giovanni, ha una buona prospettiva nei prossimi dieci, quindici anni. Non è un millesimo da mezzo secolo di vita.

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Barolo Bussia 2011

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Barolo Bussia 2011
Barolo Bussia 2011

Fa quattro settimane di macerazione in acciaio e poi passa il resto del tempo in botte grande. L’annata è stata calda e difficile, abbiamp impegnato il doppio delle persone nella raccolta per evitare problemi durante la raccolta, avvenuta nella metà di ottobre. Il bicchiere ha un colore molto elegante, Al naso prevalgono note di frutta rossa, note balsamiche, liquirizia e cioccolato bianco, pesca sciroppata, tartufo. Un olfatto in cui il legno gioca un ruolo preponderante in qeste prime battute. Le note cambiano tutte. Ma al palato, questo è il bello del vino, la situazione si capovolge completamente perché attacca con la freschezza esprimendo al tempo stesso una trama tannica sottile ed elegante. L’acidità sostiene la beva, nel quale gioca un ruolo l’alcol, siamo sopra i 15 gradi. Ha una grande energia al palato che spinge sino alla fine, il sorso è lungo e piacevole. Prodotte 15,600 bottiglie. In cantina si vende a 32 più Iva.

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Barolo Bussia Colonnello 2011
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Barolo Bussia Colonello 2011
Barolo Bussia Colonello 2011

Siamo all’ultima propaggine di Monforte prima di Barolo. Il Colonnello è un cru il cui suolo è di medio impasta, sabbia e minerali. Dopo una fermentazione in acciaio di una trentina di giorni è stato affinato in botte grande per 29 mesi. Il naso è ancora floreale, sottile, elegante, dolce, con note terrose. Si sente al palato una buona materia prima, supportata dalla freschezza che prepara il sorso, in bocca è pieno, piacevole, ha buon corpo, la trama tannica è fitta ma sottile, in equilibrio con l’alcol. La chiusura è lunga, precisa, piacevolmente amarognola. Un vino dalla longevità infinita ai suoi primi passi. Prodotte 5400 bottiglie. In cantina si vende a 59 più Iva.

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Barolo Bussia Cicala 2011
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Barolo Bussia 2011 Cicala
Barolo Bussia 2011 Cicala

Si tratta di una collina di 3 ettari, con un suolo più argilloso ma abbastanza povero. Questo cru si presenta più rotondo rispetto ai precedenti. In questa fase il legno appare più coprente rispetto al frutto piàù scuro, spalla più larga. Al palato è sapido, fresco, con note fruttate e di sottobosco, bello l’allungo nel finale. Il bicchiere rispetto al precedente appare più contratto, meno disteso ed elegante ma più potente e ambizioso in prospettiva. 5200 bottiglie, 59 euro più Iva.

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Barolo Bussia Romirasco 2011
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Barolo Bussia Romirasco
Barolo Bussia Romirasco

Contiguo al Cicala, il suolo è più ricco di magnesio. La caratteristica di questo cru è lo speziato. Ha trascorso 31 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia. Al naso belle note balsamiche e fruttate. Al palato l’attacco è fresco, pimpante, lungo, in attesa di riequilibrio. Al palato è molto snello, veloce, intrigante, elastico. Si tratta di un vino in fase di assestamento e di riequilibrio perché il tannino gioca un ruolo ancora preponderante. Va dunque atteso per qualche anno. 4.900 bottiglie, 59 euro più Iva.

Chiudiamo alla grande con

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Barolo Gran Bussia Riserva 2008
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Barolo Gran Bussia
Barolo Gran Bussia

70% Romirasco, 15 e 15 gli altri due cru. Dopo il 2001, quando si passò da oltre 200mila a 80mila bottiglie. Si passa dall’assemblaggio di cru vinificati separamente ad una sola vinificazione con la produzione di solo 4mila bottiglie. Il 2008 sarà sul mercato a novembre 2016. Due mesi di macerazione e 45 mesi in una botte grande da 35 ettolitri. Colore rosso rubino, ha spiccati caratteri di giovinezza, il naso è molto carico di frutta rossa in un corredo speziato molto piacevole con buona integrazione con in legno. Al naso è molto materico e caldo, siamo comunque oltre quota 15 gradi, ma la sapidità e la freschezza risolvono il quadro dando spinta alla beva sin dall’attacco fresco e dissetante. La chiusura è amarognola, piacevole, lunga e precisa. 200 euro più iva.