Breaking News: oltre il Consorzio, nasce l’Associazione Diversi Vignaioli Irpini

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Maura Sarno

Un fatto storico ha  svegliato dal silenzio il settore della viticoltura campana, in particolare, irpina. Per combattere fattivamente la crisi congiunturale, ma, soprattutto per mettere assieme concrete piccole eccellenze irpine, si è costituita il 9 marzo scorso in Taurasi L’ASSOCIAZIONE: DIVERSI VIGNAIOLI IRPINI

L’atto costitutivo è stato siglato da 11 cantine:

Luigi Tecce

Villa Diamante

Cantina Giardino

Tenuta Sarno 1860

Joaquin

Ciro Picariello

Vadiaperti

Contrade di Taurasi

Pietracupa

Terre Colte

Guastaferro

La presidenza è stata affidata all’unanimità a Maura Sarno, titolare di Tenuta Sarno 1860 che ha ripreso l’eredità paterna secondo severi criteri di qualità. Obiettivo dell’associazione è la promozione del vino di qualità, intesa a 360°, raccogliendo sotto il cappello dell’associazione le undici cantine legate dal fil rouge del raggiungimento dell’eccellenza ad ogni costo. Si tratta di piccole realtà che non superano le 50.000 bottiglie di produzione ed i 5 ettari di vigneto. Il gruppo intende vivere in comune i diversi importanti momenti della vita delle aziende associate, a partire dagli acquisti di materie prime, sino alla partecipazione ai maggiori eventi nazionali ed internazionali, sotto un unico marchio di qualità.

Sicuramente siamo di fronte ad una scelta coraggiosa e importante di piccole aziende di alta qualità che – senza aiuti dall’alto – hanno deciso di fare squadra per comunicare un forte messaggio di onesta umiltà e determinazione a raggiungere, tutti insieme, l’ezcellenza.

Info: Dr.ssa Maura Sarno

tenutasarno1860@ virgilio.it

339.7265669.

35 commenti

  • gaspare

    (14 marzo 2011 - 16:36)

    una bella iniziativa. auguri a tutte le aziende!

  • Nicola Campanile

    (14 marzo 2011 - 17:34)

    Da molto tempo mi adopero per promuovere un progetto che accomuni i produttori della mia regione e finalmente dell’intero Sud Italia e prendere oggi atto che aziende vinicole Irpine di grande prestigio intraprendono una tale iniziatva mi riempie di soddisfazione e rafforza in me la consapevolezza che la strada intrapresa sia l’unica percorribile, l’unica che conduca al successo. Tutto ciò contribuisce a delineare le strategie utili a consolidare nel breve tempo e oltre confine il Brand che così tanto ci sta a cuore. Mi auguro che l’esempio venga seguito caldamente in altri territori, in altre regioni del sud: più numerose saranno le voci del coro meglio saranno impiegate le energie e le risorse creative che spenderemo per rendere agli occhi del mondo più immediatamente riconoscibile il Sud Italia in tutto il suo fascino e in tutta la sua concretezza.

  • Daniela De Gruttola

    (14 marzo 2011 - 21:43)

    Daremo una bella scossa all’Irpinia, questa sarà l’associazione del fare! A presto Maura.

  • Monica Piscitelli

    (14 marzo 2011 - 23:58)

    Tutto sommato era proprio solo quello che le mancava: respiro! L’augurio è di volare alto, dritto all’obiettivo comune di portare dove merita di essere il grande vino dell’area. E quello del Sud. In bocca al lupo.

  • Antoine Gaita

    (15 marzo 2011 - 08:19)

    Vorrei apportare una piccola precisazione.
    Abbiamo si limitato il numero di bottiglie.
    Non abbiamo voluto essere eccessivamente drastici. Ma sicuramente non abbiamo limitato il numero degli ettari a cinque anche perchè fare 50000 bottiglie con 5 Ha e pretendere di produrre eccellenze mi sembra un pò magico. La nostra associazione è una associazione di vignaioli non di pretidigitatori. Per fare 50000 bottiglie con una resa di 3500 bottiglie all’ettaro servono più di 14 Ha!
    Antoine Gaita

    • Mauro Erro

      (15 marzo 2011 - 09:26)

      Al di là della precisazione, Antoine, in ogni caso non mi troverei: nella lista sopra riportata c’è chi fa più di 50.000 bottiglie, chi ha più di 5 ettari di vigna, chi è “vignaiolo” senza avere vigna.

      Nulla di male, per carità, però al momento le parole esposte e fatti coincidono fino ad un certo punto…

  • Renato Abate

    (15 marzo 2011 - 09:08)

    La crisi economica in atto ha evidenziato come uno dei più grandi limiti del capitalismo italiano sia la dimensione ridotta del tessuto imprenditoriale , evidente handicap se si pensa ad un mercato sempre più globalizzato . Questo concetto assume ancora più enfasi quando si parla del settore enologico , laddove la dimensione territoriale e nazionale costituisce solo la base di partenza.
    Saluto con piacere e soddisfazione questa iniziativa di associazione di piccole imprese perchè l’aggregazione non può che apportare benefici in termini di riduzioni di costi ed aumento di ricavi ; consente di poter raggiungere mercati in cui ci sono maggiori possibilità di crescita , consente di poter adottare quel sistema di scambio di informazioni che rappresenta un beneficio in ogni area aziendale, se pensiamo soprattutto alla produzione o alla ricerca ed innovazione. L’aggregazione aumenta la massa critica delle imprese garantendo un maggior potere contrattuale nei confronti di banche , fornitori e committenti.
    Auguro a quest’associazione lunga vita e che essa possa essere d’esempio per tutto il settore che , prerogativa del nostro specifico territorio , troppo spesso si è precluso lo sviluppo che merita con una politica aziendale eccessivamente individualista .

  • susanna

    (15 marzo 2011 - 09:33)

    Cara Maura leggo con piacere la notizia e i vi faccio i migliori auguri ,perchè io sono convinta che la vera qualità del vino si trova solo nelle piccole cantine,dove i proprietari sanno e conoscono tutto della lora vigna,ma che purtroppo fino a ora hanno sempre dovuto sottostare all’andamendo politico delle grandi cantine,era ora che qualcuno si decidesse a riunire i piccoli vigneron della provincia perchè secondo me è l’unico modo x andare avanti .Tanti tanti auguri ,tu Maura sei la donna al posto giusto

  • Maura Sarno

    (15 marzo 2011 - 10:04)

    Credo che sia opportuno fare alcune precisazioni senza alcuna vena polemica ma solo per meglio argomentare alcuni concetti :

    a) nell’atto costitutivo non esiste alcun limite al numero di ettari di vigna posseduti
    b) il limite delle 50mila bottiglie è posto esclusivamente per gli eventuali futuri associati e non per i soci fondatori , dove peraltro tale limite , in alcuni sporadici casi , è soltanto leggermente superato
    c) essere “vignaioli” non significa necessariamente possedere una vigna , ma magari , per diverse ragioni e non ultima quella economica trattandosi di piccole imprese, soltanto gestirla . Non è importante possedere quanto saper curare , saper mantenere , saper migliorare , saper amare la vigna e tutto quanto essa significa e produce .

  • Luciano Pignataro

    (15 marzo 2011 - 10:22)

    L’essenza di questa iniziativa non sono gli ettari e le bottiglie, due dati di natura indicativa e non esiziale anche se mi rendo conto che fa parte della nostra natura di meridionali fermarsi a spaccare inutilmente il capello in quattro per avere l’alibi di non fare nulla visto che la perfezione non è possibile
    Il dato politico che invito a cogliere è che per la prima volta in Irpinia un gruppo di piccole aziende che fanno qualità, probabilmente stanche dall’incredibile, forse voluto non lo so, immobilismo del consorzio, hanno deciso di associarsi. Per fare un marchio, per ottimizzare alcuni costi, per fare promozione.
    Ci sono domande che ormai tutti iniziano a porsi, soprattutto dopo il famoso (per gli addetti ai lavori) articolo di Franceschini e Paolillo su Porthos
    1-Come è possibile che il consorzio ha rinunciato alle anteprime?
    2-C’è qualche atto che ha compiuto negli ultim idue anni?
    3-Chi ha interesse a non far decollare il territorio?
    4-Come è possibile pensare avanti così? Fa comodo a qualcuno che i giornalisti e gli operatori abbbiano le aziende e non una struttura associata come punto di riferimento? In una parola, chi ha interesse a tenere fuori la civiltà dei rapporti commerciali dall’Irpinia?
    5-L’enoteca di Taurasi è stata inaugurata più di una volta. La buffonata pre-elettorale costata migliaia di euro del dicembre 2009 è una ferita culturale ancora aperta.
    Come viene gestita attualmente? I produttori irpini sono a conoscenza che la Regione ha appena approvato una legge che individua l’enoteca regionale non più in Irpinia ma genericamente nelle zone interne?

  • Mauro Erro

    (15 marzo 2011 - 12:14)

    @ Maura: Grazie per la precisazione, nessuna polemica, ognuno porta il suo contributo soperando di essere utile.

    a) non essendoci limite (perchè scriverlo, dunque) sarete poi voi a spiegarci chi può accedere all’associazione e come.

    b) il limite non c’è, ma c’è per i nuovi associati, ma non per i fondatori (???). Forse c’è qualcosa da chiarire, mi sa, anche perchè “leggermente superato” è un gentile eufemismo: Vadiaperti produce più o meno giusto il doppio del limite. Vini buonissimi e squisiti, meglio precisare.

    c) stando alla tua definizione, quindi, “vignaioli” lo sono tutti. Domani Caviro (260 milioni di Bottiglie da 0,75) se vuole si fa la sua associazione di vignaioli diversi.

    @ Pignataro: fa parte della nostra natura di meridionali fissare delle regole non chiare, in maniera tale che non si rispettino e ognuno fa come gli pare. Per stare all’esempio del duo Franceschini/Paolillo, è il meccanismo Borbonico e Baronale. Un insieme di regole precise tutela gli individui, stabilisce diritti e doveri. In un sistema di non regole esistono i “piaceri”, il do ut des personale e si è alla mercè del potentato di turno, sia esso politico, burocratico o giornalistico.

    Il dato politico si abbia il tempo di valutarlo.

    • Luciano

      (15 marzo 2011 - 12:28)

      No, Erro, fa parte purtroppo della tua natura aggressiva criticare ogni cosa in cui non ci sono persone che ti sono simpatiche.
      Ed è curiosa questa tua entrata a gamba tesa su una associazione appena nata.
      Vedi, anche nei rapporti commerciali è ora di stabilire regole. Altrimenti torniamo ai tempi di acquaiolo com’è la tua acqua?

      • Mauro Erro

        (15 marzo 2011 - 12:43)

        ???

        Abbia pazienza, ma non ho capito.

        aggressivo nei confronti di chi?

        chi mi è simpatico e chi no?

        Constato che ha l’abitudine a personalizzare i discorsi e gli argomenti.

        Non ho interesse nè a polemizzare nè a farmi assalire (con un linguaggio, questo sì, aggressivo). Facevo un’osservazione in base a ciò che è stato scritto e successivamente precisato.

        Solitamente i dialoghi fanno bene. Solitamente.

        Saluti.

        • Simone

          (15 marzo 2011 - 15:10)

          Scusate se mi intrometto,
          da lettore ho trovato la notizia della nascita di questa associazione una cosa interessante, anche perchè conosco personalmente alcuni dei produttori “fondatori” , persone che stimo e di cui apprezzo da anni il lavoro svolto,
          leggendo tutti gli interventi ho trovato non cattive e molto pertinenti le domande e le perplessità che Mauro ha posto, e penso sarebbe costruttivo discuterne adesso , le fondamenta di una casa sono sempre una cosa importante ed è importante non sbagliarle.
          Spero così che il vostro dialogo possa proseguire in maniera pacata e chiara ,
          in modo da aiutare chi vi segue da lontano a capire meglio una realtà che amiamo particolarmente

          • Mauro Erro

            (15 marzo 2011 - 15:31)

            Azz’, Simone, non hai capito?
            Come scrive Daniela De Gruttola, “silenzio”.
            Ti devi fare i cazzi tuoi. Funziona così.

    • Daniela De Gruttola

      (15 marzo 2011 - 14:54)

      Poco più di 10 produttori di qualità (e non mi sta bene proprio l’esempiuccio Caviro perchè non c’entra nulla con l’Irpinia) si riuniscono, si conoscono, si scambiano informazioni, pensano insieme a cosa fare per il territorio e si fa polemica. Producono vini di qualità: basta! Sono nomi importanti per l’Irpinia: basta! Silenzio! Chapeau!
      Tra questi produttori c’è chi l’Irpinia la sta facendo conoscere alla grande, unirsi significa diventare grandi insieme!
      Vedere quelle domande nell’intervento di Luciano, dovrebbe fare riflettere tutta la critica enologica oltre che i produttori!

      Fra poco c’è Parlano i Vignaioli il 20-21 marzo, venite tutti a farvi una passeggiata perchè ne vale la pena, perchè anche se non lo si vuole vedere e riconoscere per tantissime ragioni questo evento sta diventando importante è l’unico evento sui vini artigianali e naturali nel Sud e si svolge in CAMPANIA, la nostra regione!
      Vengono produttori importantissimi, non è facile riunirli nel Sud, non nella nostra regione e qui trovo solo chiusura! Polemiche e inciuci, questo è un evento fatto da produttori, con vero spirito di diffusione di questo tipo di filosofia.
      Mi sono permessa una volta sola di pubblicizzare questo evento su di un blog e mi sono state fatte delle battutine, ora voglio proprio vedere che cosa succede, sbizzarritevi ma non potete frenare la passione e la voglia di chi vuole davvero cambiare le cose! Il sito vanta centinaia di visite giornaliere, la mia posta è impazzita, toglietevi i paraocchi e partecipate con noi!

  • Gabriella Depalma

    (15 marzo 2011 - 12:40)

    Conosco il pregiatissimo “Fiano” di Tenuta Sarno 1860 e personalmente la Dott.ssa Maura Sarno che stimo ed alla quale faccio i miei migliori auguri!!! Brava Maura!!!!! Un abbraccio. Gabriella Depalma

  • Merlot Irpino

    (15 marzo 2011 - 14:11)

    Girate tutti attorno ma nessuno di voi ha il coraggio di dire la verità: Mastroberardino e Feudi non hanno interesse a far funzionare il Consorzio, tanto hanno i loro marchi che sono famosi

    • Lello Tornatore

      (15 marzo 2011 - 16:50)

      Sinceramente mi prudevano le mani verso la tastiera… ma la tua affermazione mi ha definitivamente convinto ad intervenire. Anche perchè ho avuto modo più volte di affrontare l’argomento proprio su questo blog, avendo persino degli scambi d’opinione con qualche amministratore del Consorzio di Tutela, vivaci ma civilissimi. Sono d’accordo con quanto stigmatizzi, solo che la questione, a mio avviso, va affrontata molto più laicamente, nel senso che è normalissimo che gli interessi dei grossi produttori non siano gli stessi dei piccoli, quindi, senza farne una tragedia, ben venga, finalmente un’associazione di piccoli produttori che hanno sentito l’esigenza di associarsi per valorizzare al meglio i loro prodotti di qualità. Magari si potrebbe obiettare che avrebbero dovuto farlo prima, ma come si dice…non è mai troppo tardi. In bocca al lupo a Maura e a tutti gli attuali e futuri consorziati

  • Monica Piscitelli

    (15 marzo 2011 - 15:53)

    Interessante come su una iniziativa che sblocca di fatto la paralisi del Consorzio, o che almeno sblocca la speranza che la cronica, e lamentata, incapacità di far sistema delle nostre imprese possa trovare un componimento, riesca a suscitare curiosità per degli aspetti forse secondari in questa fase. Il presupposto sembra la diffidenza perpetrata a oltranza. Possibile che bisogna sempre pensare che ci siano due corsie, di cui una preferenziale? Non può essere che 11, e poi magari, 15 e poi 20, facciano qualcosa di buono e basta? Io lo voglio credere, anzi non riesco a credere diversamente. Diffondiamo un pò di più l’ottimismo e l’amore che la terra che diciamo di amare ci suggerisce. Non guardarci l’uno l’altro con sospetto è quanto di meglio l’agricoltura ci possa insegnare. Quella su piccola scala tanto più. Spero che questi 11 produttori e Maura siano animati da questa idea. W la Campania che fa e che parla poco.

  • Daniela De Gruttola

    (15 marzo 2011 - 16:37)

    Ciao Giulia, ti aspetto a Parlano i Vignaioli come la scorsa edizione, grazie per il tuo commento.

  • fabrizio scarpato

    (15 marzo 2011 - 16:59)

    Vista da fuori mi sembra una cosa forte, un preciso tentativo di facilitare la riconoscibilità in un panorama molto frammentato, quale quello campano in generale. A mio avviso ovviamente e al di là delle motivazioni dei singoli fondatori. Potersi muovere insieme e a quel livello credo non possa fare che bene ( e mi sfrucuglia ben bene un’idea….)

  • Merlot Irpino

    (15 marzo 2011 - 17:03)

    Normale che i grandi facciano i propri interessi. Purché non facciano finta di fare gli interessi di tutti, questo è un falso e la storia degli ultimi anni in Irpinia lo testimonia: se non fosse per De Cristofaro, Del Franco e Slow Food tutto starebbe fermo e nel silenzio. E chi sarebbe restato in piedi? Solo i giganti
    A Mastroberardino e Feudi piacciono solo i giornalisti stranieri

  • latosociale

    (15 marzo 2011 - 18:08)

    … fare squadra è sempre una cosa bella … specie quando si riesce a vincere … autorevoli opinionisti, alcuni dei quali intervenuti in questa sana discussione, possono fare a loro volta squadra per aiutare a diffondere quello che di buono il territorio riesce ad esprimere e produrre … lunga vita ai DIVERSI VIGNAIOLI IRPINI ed a coloro che ci crederanno con il tempo ! …

  • maura sarno

    (15 marzo 2011 - 18:52)

    Mauro, adoro la tua polemica, perchè stimola la riflessione e perchè penso che una strada se va solo diritto non porta da nessuna parte! Però noi siamo già coraggiosamente appena nati, ci saranno probabilmente, o forse non ci saranno, verbali di assemblea deliberati come tu sai all ‘unanimità, in cui quello che inizialmente è stato stabilito potrebbe essere migliorato o forse, dico forse, addirittura completamente stravolto. Quindi a cosa serve puntualizzare su numeri, etteri o quant ‘altro?Un grande passo è stato fatto! Fondamentalmente siamo cantine i cui titolari cercano di fare qualità.Tu sai bene che fare qualita ha un costo ,e non sempre è possibile. Una preghiera:facci provare…siamo pieni di entusiasmo!Pensa ,l’altra sera tutti insieme abbiamo degustato le eccelenze delle cantine che da tempo operano nel settore,… che meraviglia, che sogno! La possibilità di confrontarsi a questi livelli è un valore aggiunto per ogni cantina partecipante.Ho imparato tanto in una sola serata. Sono sinergie meravigliose in cui ognuno apporta quello che meglio sa fare…e questo, consentimi, è già il primo piccolo grande successo! Serenamente Maura

    • Luciano

      (15 marzo 2011 - 19:13)

      hai spiegato egregiamente e semplicemente quello che io detto incazzato
      Adoro il senso pratico di voi donne:-)

  • Mauro Erro

    (15 marzo 2011 - 19:42)

    Cara Maura, ti ringrazio per la risposta.

    Ho molto apprezzato la precisazione di Antoine anche se inusuale perchè apre il dibattito su alcune cose che secondo me dovrete chiarire e mi piacerebbe sentire anche altri produttori, Luigi, Sandro, Ciro, Sabino, Raffaele, ecc. ecc., mi piacerebbe ascoltare la voce di ognuno perchè ognuno contribuisca a farci capire con trasparenza quali sono le regole, che significa semplicemente stabilire chi è dentro e chi è fuori (al di la della buona volontà dei soggetti) e perchè: tradotto, stabilire un’identità propria e territoriale.

    Secondo me bisognerebbe tentare di alzare l’asticella delle discussioni entrando nel merito, vedo che invece si tende a personalizzare, si parla di simpatie e antipatie, logiche che non portano da nessuna parte.

    Serenamente, così come non trovo giusto identificare un unico capro espiatorio di tutta la situazione, così se la lettura politica di Pignataro è verosimile e voi vi ponete come alternativa al Consorzio c’è tanto lavoro: per adesso siete in undici, e l’irpinia di aziende ne ha più di cento. E credo che siamo un po’ tutti stanchi dell’andazzo: fiere annullate, manifestazioni cancellate, ecc. ecc.

    Ciao e soprattutto in bocca al lupo.

    • Io non ti credo

      (22 marzo 2011 - 19:49)

      Mi scusi Erro, ma a lei da più fastidio che dei vignaioli-produttori così diversi si siano messi assieme o che tra questi ci siano persone che a le stanno sul ca… solo perché non le hanno mai dato credito come enotecaro prima che come blogger?

      Non è che sotto sotto la sua sia più una reazione-frustrazione dettata da faccende personali più che da lodevoli dubbi? Suvvia ci faccia capire…

  • marcello famiglietti

    (16 marzo 2011 - 08:55)

    Finalmente una buona iniziativa. Un augurio di ottima riuscita alla dott.ssa Sarno che non conosco di persona, ma che conosco per l’illustre nome che porta. Un saluto all’ottimo Luigi tecce che ho il piacere di avere come mio paesano. A tutti gli altri un saluto e un affettuoso in bocca al lupo. Almeno c’è e si sente la voglia di fare qualcosa. In ogni caso sento di fare delle considerazioni, ma credetemi senza nessuna voglia di polemizzare, ma solo voglia di poter costruire. Ho letto dei cosidetti limiti posti (od imposti?) per poter far parte dell’associazione, ora la domanda sorge spontanea (lasciatemi parafrasare il simpaticissimo Antonio Lubrano), ma quanti consorzi vogliamo far nascere? Si me lo chiedo perchè nel mio caso (sono abituato a non citare altre realtà) la mia azienda è microscopica per l’inesistente consorzio attuale e più grande dei requisiti richiesti dalla vostra associazione…… Ora per la promozione del territorio, per la promozione delle vendite, per la partecipazione a fiere, manifestazioni, eventi, per potermi semplicemente confrontare con altri imprenditori devo costituire un consorzio tutto mio o con aziende che rispecchiano i requisiti della mia “grandezza produttiva”? Credo che un’associazione debba essere fondata da un gruppo di persone, ma debba dare spazio a tutti i produttori piccoli e medi e anche grandi che abbiano voglia di lavorare altrimenti si scade nel frazionamento che comporterebbe un caos ancora più grande di quello al quale siamo abituati. Immaginate un pò due, tre, quattro consorzi fatti di 5-6 aziende con l’obbiettivo di promuovere….. che cosa? La propria realtà! Già immagino quello che accadrà.” Il consorzio tizio? Non sanno fare nulla” ” Siamo meglio noi consorzio caio”!! Ora dopo queste piccole considerazioni smetto di scrivere se no rischio di diventare prolisso. Solo un’ultima considerazione porre limiti non è mai una buona cosa gli unici limiti che bisognerebbe porre ad un consorzio di questo genere sono due; l’eccellenza produttiva, l’amore per il proprio lavoro e (scusate dimenticavo l’ultimo e più importante requisito) la voglia di lavorare davvero per il bene comune…. Un saluto davvero cordiale a tutti e spero di conoscere presto di persona tutti quelli che conosco di nome per le loro eccellenze. Marcello Famiglietti

  • Marina.

    (16 marzo 2011 - 16:41)

    Stringersi a cerchio unendo le forze, avendo l’apertura mentale di superare pregiudizi e stupide gelosie, è una carta vincente. Sono di recente rientrata dalla manifestazione Sicilia en Premier, dove 37 porduttori siciliani hanno saputo fare squadra. La cosa straordinaria è che l’iniziativa funziona alla grande. L’associazione Assovini Sicilia è costituita dal 20% dei produttori dell’isola, ma questo piccolo 20% copre l’80% delle vendite rivolte sia al mercato nazionale che internazionale. Quindi benvenuta Associazione Diversi Vignaioli Irpini, carissimi auguri alla presidente Maura Sarno, sperando che riesca a mantenere uniti i vari produttori ed ad andare avanti come un treno.

  • Franco Notarianni

    (16 marzo 2011 - 17:44)

    … intanto aldilà della polemica…mi sembra che siano rappresentate sicuramente alcune tra le più importanti realtà Irpine che fanno più qualità che quantità…sicuramente i migliori Fiano,Picariello,Villadiamante e Sarno,dei Greco di spessore ,Vadiaperti e Pietracupa dei Taurasi molto rappresentativi, Tecce e Lonardo , l’Aglianico di Cantina Giardino da più parti osannato, e allora…continuate così Maura e Antonella…amiche e colleghe…

    • Lello Tornatore

      (16 marzo 2011 - 17:52)

      …e detto da un neo-sommelier fresco fresco di diploma e quindi di studi…non so se mi spiego…;-)))))))))))))))))))))))))

      • Franco Notarianni

        (17 marzo 2011 - 10:01)

        :)))))))))

  • Mimmo Sciutteri

    (19 marzo 2011 - 20:10)

    Buongiorno.
    Mi presento sono Mimmo Sciutteri, (non sono vignaiolo, Magari!) chi vuol sapere qualcosa di più di me, ormai è semplice, basta digitare il mio none nel motore di ricerca, Google.
    Seleziono prima vignaioli e i poi i loro vini.
    Questo per me fa un’enorme differenza. Da oltre trent”anni sono quindi ormai nel vostro mondo e nel mio (il commerciale).

    Per quanto è grande l’amore per la vostra terra, tanto vi faccio gli auguri a voi.

    Conoscendo le difficoltà della vostra zona è già un miracolo fondare un’associazione.

    Ho letto con attenzione tutti i commenti.

    Potrei rispondere quasi a tutti.

    Ma sono convinto che per dare un contributo capillare devo stare ancora un pò su questo blog. (spero di trovare Il tempo)

    Dirò qualcosa per adesso in termini generali.

    A) solo la critica è sopratutto l’autocritica vi può portare lontano ( come meglio sapete di me il silenzio è omertà sono già la morte).

    B) Naturalmente non si può subito sparare cannonate ad un soggetto appena nato, è come dare un bicchiere di Taurasi ad un bebè, è così ucciderlo pensando di fargli bene. Ovvio però che da chi si nasce, e da chi ci nutre l’anima è il corpo, ha la sua importanza, per compiere un lungo percorso, sano é vitale.

    C) Il numero degli associati. Ritengo personalmente che già il vostro sia già sufficiente per rendere un associazione snella è operativa.

    Per adesso mi fermo qui.

    Una domanda vi pongo da consumatore a Voi Vignaioli Irpini. Volete meglio comunicare cosa mettete dentro i vostri vini?
    Cordialmente
    Mimmo

    • Torpedo blu

      (22 marzo 2011 - 21:10)

      Appunto. Quante parole, quando poi il successo di un vino lo decide sempre il consumatore finale

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