Cicciata Ciceralese del Primo maggio

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la cicciata

di Giovanna Voria*

Questa zuppa, di origine contadina, veniva preparata il 1° maggio, a semina già avvenuta, con l’auspicio di un nuovo e abbondante raccolto. Per buon augurio veniva offerto un piatto ai vicini.
Tutti i semi avanzati, circa una ventina, tra legumi e cereali, venivano, separatamente, messi a bagno e cotti. Infine, a cottura ultimata, venivano mescolati insieme per dare vita all’autentica cicciata che ancora oggi, nonostante la preparazione lunga ed elaborata, rappresenta uno dei piatti più gustosi della nostra realtà cilentana.

Ingredienti per 4 persone:

20 g per ognuno dei seguenti semi: ceci di Cicerale, cicerchia, fave, fagioli borlotti, fagioli cannellini, fagioli di Controne, fagiolino di maggese, fagioli rossi, fagioli a pisello, fagioli d’acqua, fagioli striati, fagioli dell’occhio, farro, avena, orzo, tre tipi di grano cilentano, piselli secchi e lenticchie.
Per il soffritto: olio extravergine di oliva DOP Cilento, mezza cipolla, uno spicchio d’aglio, un ciuffo di prezzemolo e uno di sedano, sale.

Mettere a bagno, separatamente, i vari legumi e cereali la sera precedente, lessarli e solo a cottura ultimata mescolarli in un’unica pentola, regolando di sale e continuare con la cottura a fuoco lento. In una padella, mettere l’olio, la cipolla, l’aglio, il sedano e il prezzemolo tritati, peperoncino (facoltativo) e versare il soffritto nella zuppa, cuocere ancora qualche minuto in modo che si insaporisca. Servire calda con crostoni di pane casereccio.

*agriturismo Corbella, Cicerale

6 commenti

  • enrico malgi

    (1 maggio 2013 - 11:04)

    Giovanna sei grande!
    Un forte abbraccio.

  • Francesco Mondelli

    (1 maggio 2013 - 18:08)

    Cara Giovanna ,lo farò leggere a tutti gli amici miei ospiti a cui propongo spesso questo piatto a dire il vero un po’ semplificato a cui aggiungo ,quando le trovo ,le castagne secche sgusciate.Lo servo tiepido senza nessun condimento:chi vuole può aggiungere a piacere dell’EVO che a casa mia non manca mai.Semplice ma laborioso da sempre ottime soddisfazioni perché piace sempre a tutti.L’unica obiezione che mi viene fatta quando lo presento come un piatto povero della tradizione Cilentana è che oggi non si può più definirlo tale visto anche il tempo necessario per assemblarlo.Saluti da Francesco Mondelli .

  • Giovanna Voria

    (1 maggio 2013 - 22:56)

    Ecco il piatto della tradizione che ho preparato oggi, simbolo del Cilento e che ahimè pochi ancora preparano.
    La cicciata del primo maggio, un piatto augurale per le nuove semine affinchè il raccolto sia ricco e di qualità.
    Oggi mentre raccontavo la storia ai miei ospiti, pensavo ad una persona, un grande giornalista, un grande conoscitore del nostro Cilento e di cicciate, un grande amico…….pensavo chissà se a sorpresa lo vedo spuntare tra la valle fiorita come aveva pensato di fare qualche sera fà e gustare questa fantastica zuppa?
    Non è giunto a Corbella non ha mangiato l’ottima cicciata ma aprendo fb ho capito che i nostri pensieri si sono uniti attraverso un piatto di 20 legumi e cereali che è il simbolo di un’abbondante raccolto del proprio lavoro. Grazie Lucianì ti auguro un grande e ricco raccolto! :-)

  • Giovanna Voria

    (1 maggio 2013 - 22:59)

    Un abbraccio ad Enrico e Francesco….buon primo maggio!

  • Mondelli Francesco

    (2 maggio 2013 - 18:31)

    Cara Giovanna,mi spiace disilluderti ,ma il grande giornalista è destinato a diventare sempre più importante e di conseguenza ad avere più impegni per cui gli sarà sempre meno possibile venire nel Cilento.Questo,però,non va assolutamente a suo discapito perché tutti sappiamo l’impegno che sta mettendo per traghettare il nosto territorio verso lidi che anche pochi anni fà nessuno pensava fossero alla nostra portata.Un abbraccio da Francesco.

  • Giovanna Voria

    (4 maggio 2013 - 00:10)

    Caro Francesco, conosco Luciano da un pò di anni e in questo tempo ha fatto una carriera strepitosa.
    Il Cilento e la Campania tutta gli deve molto perchè è riuscito a far conoscere luoghi, persone e piatti che nessuno avrebbe mai conosciuto, esaltando le eccellenze di ogni terra con il gusto della semplicità e della genuinità.
    Ha saputo conoscere chi come lui ama il proprio lavoro e ci dedica anima e corpo.
    Luciano come dici tu diventerà ancora più importante ed io ne sono felice ma sono certa che ovunque andrà il suo pensiero spesso tornerà al suo Cilento e ai tanti amici cilentani :-)

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