Cirò rosso classico 2010 doc Librandi |Voto 89/100

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Nicodemo Librandi

Uva: gaglioppo
Fascia di prezzo: da 1 a 5 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Vista 5/5. Naso 25/30. Palato 26/30. Non Omologazione 33/35

La qualità di un vino è direttamente proporzionale alla velocità della materia al palato e alla durata di permanenza della spiritualità. Come un colpo di vento che lascia i profumi  della primavera nella stanza. Il Gaglioppo parte come vino spiriturale, ha alla mera apparenza materia stanca e scolorata, rivela nerbo e cocciutaggine in bocca, ama lo scorrere del tempo.

Il rosso di Librandi non è straordinario perché costa poco, ma per la sua eccezionale capacità di coinvolgimento, assolutamente inaspettata. Non so cosa sia successo alla frutta in questa annata felice, ma dopo i profumi di ciliegia meravigliosamente matura e fresca, dopo la zaffata terragna di macchia mediterranea, la beva scorre con una velocità impressionante, non è un vino materico, bensì esile, rapido, starei per dire elegante. Non ha complessità, però è preciso al naso e in bocca, chiude una meraviglia, lasciando, appunto, per molto tempo il ricordo del suo passaggio e spingendo a bere, bere ancora.
Un piccolo capolavoro su cui non sappiamo fare previsioni, un gran bel vino quotidiano Slow Wine 2012, da consumare subito, contenti e gioiosi che ci siano produttori con le palle come la famiglia Librandi.

Sede a Cirò Marina, Contrada San Gennaro. Tel. 0962.31518, fax 0962.370542. Sito: www.librandi.it. Enologo: Donato Lanati. Ettari: 352 di proprietà. Bottiglie prodotte: 2.800.000. Vitigni: mantonico, greco, pecorello, chardonnay, sauvignon, gaglioppo, magliocco, cabernet sauvignon. L’azienda produce anche olio extra vergine d’oliva da cultivar Carolea e Tonda di Strongoli.

3 commenti

  • claudio nannini

    (7 ottobre 2011 - 10:03)

    Librandi è un grande: straordinari i suoi vini con un rapporto qualità/prezzo insuperabile, ma straordinaria soprattutto l’energia e lo spirito d’iniziativa di questo “vero” imprenditore. Vedere l’entusiasmo dei suoi conferitori, è cosa non comune, sapere che le uve son ben pagate
    è fantastico.Osservare le sue vigne e quelle dei suoi conferitori ti fa capire che nell’areale Cirotano l’agricoltura, a questi livelli. non è più quel settore sfruttato e maltrattato- I vignaioli sono fieri del loro lavoro e del modo nel quale si guadagnano il pane.

  • luca

    (7 ottobre 2011 - 23:01)

    e che dire del critone bianco?
    grande vino da un produttore storico

  • gaetano

    (8 ottobre 2011 - 07:42)

    un vero rivoluzionario il Nicodemo, quando qui in Calabria si scopiazzavano barrique e vitigni internazionali, lui ha capito che la vera innovazione ce l’aveva in casa. Vitigni autoctoni (con connatazioni specifiche) e lavorazione in acciaio. Ma ancora di più essersi sempre affidato non ai “guru” del settore, bensì a persone serie e preparate, non dimentichiamo che da questa azienda sono passate personalità di tutto rispetto come: Attilio Scienza, Donati Lanati, Garofoli.

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