Cretarossa 2005 Campi Taurasini Irpinia doc

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I FAVATI
Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Ecco un rosso base da incorniciare per iniziare bene la settimana, cari amici. C’è la crisi, tutti siamo un po’ distratti dalle preoccupazioni quotidiane e per i giovani è davvero sempre più dura perchè è passato ormai il luogo comune secondo il quale il lavoro a tempo indeterminato è un crimine, una truffa ai danni degli imprenditori. A furia di affidare le aziende ai ragionieri che tagliano i costi, si è perso di vista il fine sociale di ogni impresa, tra cui c’è quello di garantire stabilità alle esistenze di quanti contribuiscono a creare reddito e soprattutto profitti. In un mondo di precari in cui ciascuno per se e tutti contro tutti, chi mai pagherà i mutui? Dicevamo, non sono bei tempi, ma per chi ama bere è il momento di fare affari, proprio come coloro i quali hanno la disponibilità di comprare azioni a prezzi scontati. E’ il momento di comprare con intelligenza perchè i prezzi sono in ribasso e anche bottiglie insospettabili stanno diventando accessibili: in particolare oggi è possibile procedere a man bassa con il Brunello, ma anche molti Turasi fermi nelle cantine possono essere oggetto di intelligenti contrattazioni che rispettino chi li ha prodotti e al tempo stesso siano convenienti per chi li acquisti. Del resto mi sento di dire che comprare Aglianico è davvero un investimento perché la sua durata è infinita, i dieci anni per questo vitigno sono una barzelletta, come gli 80 per i vecchietti centenari caucasici. E sui tempi lunghi è di molto più interessante e meno monotono del Sangiovese che invece si ferma. Credo che solo il Nebbiolo e forse, chissà, il Nerello Mascalese o il Gaglioppo possano correre tanto con simili performance di miglioramento. Perciò, se siete operatori del settore fatevi sotto adesso, se semplici appassionati, comprate e stappate nelle belle occasioni. In questa fase amo molto le etichette che non promettono sogni ma concretezza, quelle capaci di lavorare sodo a tavola e regalare quel pizzico di complessità in più al bicchiere che lascia soddisfatti anche gli intenditori nei pranzi domenicali. Il Cretarossa è uno di questi: per esaltarne la forma consiglio di servirlo rigorosamente a temperatura di cantina, anche sotto i 18 gradi per capirci, perché forse nessun rosso come l’Aglianico odia le temperature elevate, soprattutto quando è giovane come in questo caso. C’è un nesso ben preciso tra la temperatura di servizio del vino e il clima in cui ha vissuto l’uva usata per produrlo. Giovane dopo tre anni? Sì, davvero: c’è ancora l’unghia violacea e un coloro rubino vivo a caratterizzare il bicchiere, i profumi di frutta rossa e spezie da legno appena dosato si equivalgono molto bene, la materia non è ispessita e la beva scivola veloca e piacevole senza alcuna difficoltà sin dal primo sorso. Inutile parlarvi della freschezza, perchè è un luogo comune quando si pronuncia la parola Aglianico. Mi soffermo allora sulla grandezza di questa annata, sicuramente superiore alle 2004 per equilibrio e frutta, che darà grandissimi Taurasi fra qualche stagione. Il Cretarossa di Rosanna lo annuncia, Enzo Mercurio ha reso lucido il pelo al cavallo per farlo vedere meglio e il risultato si vede subito per il consenso di cui gode in una tavola tipo questo puledrino. Sono convinto anche che con gli anni migliorerà molto, quando cioé la irruente freschezza lascera il posto all’evoluzione di qualche sentore terziario. Un piccolo grande vino che chiunque può permettersi. La conferma di come questa cantina alle porte di Avellino lavori con molto scrupolo e passione, testimoniata dal costante miglioramente, vendemmia dopo vendemmia. L’ultimo cenno al legno, il vino comunque fa un anno in barrique dopo la vinificazione in acciaio, una prassi che in genere preferisco per l’Aglianico irpino: il rapporto è perfetto e non ci sono sentori invasivi che possono disturbare gli esperti: il vino è vivo, fruttato, brillante se si potesse usare questa espressione, scalpita in bocca.
Sede a Cesinali, piazza Di Donato. Tel. 0825.666898. www.cantineifavati.it Enologo: Enzo Mercurio. Ettari: 10 di proprietà. Bottiglie prodotte: 70.000. Vitigni: fiano di Avellino, greco di Tufo, aglianico.